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Cassano, “Differenze”: sensibilizzare i giovani sul tema della violenza di genere

“Dal primo gennaio al 21 novembre 2021, su 263 omicidi commessi in Italia 109 erano donne. Novantatré sono state uccise in ambito familiare e affettivo”

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CASSANO IONIO – Quasi un mese dall’inizio del progetto “Differenze” che si sta svolgendo presso l’ Istituto di Istruzione Secondaria Superiore Erodoto di Thurii nel comune cosentino. Il progetto è promosso dall’UISP – Unione Italiana Sport per tutti in partnership con la Rete nazionale dei centri antiviolenza D.i.Re, ed è finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. “Differenze” ha preso avvio, a marzo 2021 ed è ora entrato nel vivo con i percorsi formativi, informativi e con i laboratori sportivi e corporei inseriti nel piano triennale dell’offerta formativa delle scuole.

“Un’importante occasione per sperimentare in modo diffuso su tutto il territorio nazionale nuovi modelli di intervento, grazie al coinvolgimento attivo dei/lle giovani e alla valorizzazione dei loro linguaggi, intelligenze e competenze –  si legge in un comunicato della UISP  -.  Obiettivo del progetto è contribuire a sensibilizzarli sul tema della violenza di genere per renderli consapevoli e per contrastare la violenza maschile sulle donne, ma anche i crescenti episodi di cyberbullismo e omo-lesbo-bi-transfobia, a partire da un ripensamento delle relazioni tra pari. Le ragazze e i ragazzi delle 14 città coinvolte stanno dando vita – continua la nota – a una campagna basata sui loro codici espressivi, realizzando video, foto, fumetti, grafiche, che verrà diffusa attraverso canali social dedicati”.

In Calabria il progetto è curato, nel cosentino, a Cassano Jonio, dal Comitato UISP Castrovillari, presieduto dall’Avv. Ilaria Oliva e rappresenta un cantiere di formazione e crescita per contrastare la violenza di genere, stereotipi e pregiudizi sessisti. Le prime lezioni si sono tenute con la psicoterapeuta Erika Gallo del Centro Antiviolenza “Roberta Lanzino” di Cosenza e hanno coinvolto i ragazzi e le ragazze attraverso un percorso fatto di dialogo , ascolto, e giochi per approfondire cos’è un C.A.V,(Centro Anti Violenza), cosa significa mettersi nei panni dell’altro/a e imparare a riconoscere il conflitto e la violenza. Alla prima lezione hanno partecipato con interventi, anche i professori delle due classi. La Psicoterepeuta, EriKa Gallo, nello spiegare cosa significasse C.A.V. (Centro Anti Violenza), si è soffermata , sul nome dato alla centro “Roberta Lanzino”.

Il 26 luglio 1988 Roberta Lanzino, 19 anni, si mise in viaggio in sella al suo scooter per andare al mare dai suoi a San Lucido, sulla costa calabrese. Non arrivò mai. A una decina di chilometri da casa fu aggredita stuprata e uccisa. Per il delitto vennero indagati due agricoltori locali, salvo poi essere assolti per ‘non aver commesso il fatto’. Dalla Storia di Roberta è nata la Fondazione “ Roberta Lanzino” voluta fortemente dai genitori, che ha assunto nel tempo significati sempre più decisi e simbolicamente forti. Il desiderio di memoria, la mano tesa alla collettività perché non dimentichi quel sacrificio; la voglia di dare all’assurdità inspiegabile, un senso; alla morte, l’illusione della vita. Una tragedia che non deve rimanere patrimonio privato del singolo ma appartenere alla coscienza di tutti. E a Cassano Jonio, un parco è stato intitolato, qualche anno fa, proprio alla giovane ragazza uccisa. Durante la lezione approfondita anche la conoscenza con gli studenti e cosa significasse per loro la violenza. E di violenza sulle donne, di cui la UISP è in campo da anni con eventi, iniziative, incontri e approfondimenti per sensibilizzare sulla tematica della disparità di genere, si è parlato proprio nella giornata del 25 novembre; “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”; tema che ha coinvolto, con la d.ssa Silvia Cirigliano, esperta esterna, gli alunni della classe A e B, Istituto di Istruzione Secondaria Superiore Erodoto di Thurii – Cassano Ionio. #siamotutticoinvolti , ha coinvolto in un percorso di riflessione, ragazze e ragazzi con l’intento di stimolarli sul triste fenomeno della disparità di genere che purtroppo sfocia, ancora oggi in una vera e propria violenza ai danni delle donne.

A distanza di 22 anni dall’istituzionalizzazione del 25 novembre come “Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne”, l’uguaglianza di genere e l’emancipazione femminile, sono traguardi ancora lontani. “Basti pensare che dal primo gennaio al 21 novembre 2021, su 263 omicidi commessi in Italia, – conclude la nota – in 109 casi la vittima era una donna. E l’assassino qualcuno che avrebbe dovuto amarla: 93 sono state uccise in ambito familiare e affettivo, 63 di loro per mano del partner o di un ex. E’ necessario l’impegno da parte di tutti per migliorare tale condizione; è dunque importante partire dalla scuola e quindi dai giovani”.

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Garofalo: “a Cassano aumentano le malattie tumorali. Serve una rete oncologica”

“Occorre ripensare un nuovo modello in cui tutti facciano la loro parte per accompagnare i cittadini nella loro dolorosa esperienza”

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CASSANO(CS) – “La parola d’ordine deve essere ridurre al minimo i disagi ai pazienti e alle famiglie, evitando salvo esigenze particolari e specifiche, spostamenti, viaggi e trasferte, attraverso l’applicazione di protocolli condivisi e metodologie integrate. Una particolare attenzione rivolta ai cittadini affetti da malattie tumorali, atteso che nel Comune di Cassano, si registrano un aumento di casi di patologie neoplastiche”. E’ quanto afferma Francesco Garofalo, portavoce del comitato spontaneo di cittadini per la difesa al diritto alla salute.

“Occorre che l’amministrazione comunale, metta in atto una iniziativa che coinvolga un istituto nel campo oncologico, attraverso un’apposita convenzione, che abbia come punto fermo e prioritario la salute del paziente e il benessere dei familiari e dei caregiver, in un contesto attuale sempre più complesso, al fine di offrire un’assistenza di qualità senza barriere di tipo geografico e sociale. Ancora oggi – evidenzia Garofalo in una nota -, soprattutto per quanto riguarda la prima visita, il paziente molte volte è costretto a spostarsi, con carichi di difficoltà elevati dal punto di vista umano. La proposta che avanziamo, è quella di avviare contatti con un istituto, al fine di avviare una sinergia di collaborazione, con un minore impatto emotivo, oltre che economico. Ci rendiamo conto, che il percorso è difficile, ma abbiamo il dovere di farlo.

E in tale cammino – rimarca Garofalo -, in Calabria e nell’ambito dell’azienda sanitaria provinciale di Cosenza, c’è l’urgenza di creare una rete oncologica che si pone l’obiettivo di avere punti di riferimento comuni, organizzati sul continuo confronto sanitario. La vecchia logica della programmazione e della gestione dei servizi sociali è finita. Occorre ripensare – ha concluso -, un nuovo modello inclusivo, in cui tutti facciano la loro parte per accompagnare i cittadini nella loro dolorosa esperienza”.

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Ospedale di Trebisacce. Lavori spediti verso la riapertura, presto i primi pazienti Covid

Un primo passo verso la riapertura definitiva dell’ospedale di Trebisacce, sancita da una sentenza del Consiglio di Stato

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TREBISACCE (CS) – I lavori di adeguamento dell’ospedale di Trebisacce proseguono spediti e presto al nosocomio della cittadina ionica arriveranno pazienti affetti da Covid che hanno superato la fase acuta della malattia, ma che ancora necessitano di ospedalizzazione. Ma sarà solo un primo passo verso la riapertura, sancita da una sentenza del Consiglio di Stato. “I lavori sono iniziati da circa una settimana e con tutte le problematiche tecniche e burocratiche che ne derivano – ha spiegato Antonio Adduci, dirigente medico del nosocomio jonico – ma considerando i tempi richiesti e tutto il resto, credo che entro una settimana riuseremo ad essere ad buon punto, tenendo presente che c’è anche la fase di allestimento del reparto, con l‘installazione degli arredi, l’organizzazione interna e quella del personale sanitario. Si stanno effettuando – ha aggiunto ancora il medico –  dei lavori strutturali importanti con interventi che devono rispettare tutte le normative di sicurezza previste, compresi i percorsi dedicati”.

Primo passo per il potenziamento. Subito assunzioni

“La riapertura dell’ospedale in questa fase emergenziale del covid deve essere un primo passo e non un arretramento – ha invece sottolineato il consigliere regionale Ferdinando Laghi – una modalità attraverso la quale riusciremo a potenziare tutte le strutture con assunzioni a tempo indeterminato urgentissime, perché la sanità calabrese è desertificata di operatori ed ha pagato l’emorragia di undici anni di commissariamento e cattiva gestione”.

 

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Mirto Crosia: agguato a colpo di fucile, ferito un allevatore

L’uomo stava lavorando nel suo terreno. Ad allertare i soccorsi sono stati i familiari dell’allevatore rimasto ferito

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MIRTO CROSIA (CS) – Stava lavorando in un terreno di sua proprietà quando è stato avvicinato da due persone, una delle quali gli ha sparato contro alcuni colpi di fucile. E’ accaduto a Mirto Crosia nel tardo pomeriggio di ieri. La vittima è un allevatore cinquantenne, V.M.R., raggiunto dai colpi ad un braccio e alla schiena. Soccorso è stato trasportato nell’ospedale di Corigliano Rossano.

A chiamare i soccorsi sono stati i familiari dell’allevatore, che lo hanno raggiunto nel terreno dopo essersi allarmati per il fatto che non aveva fatto rientro a casa. Il ferito è stato portato nell’ospedale di Rossano, dove è stato ricoverato. Non sarebbe, comunque, secondo quanto si è appreso, in gravi condizioni. Le indagini sul ferimento sono state avviate dai carabinieri del Reparto territoriale di Corigliano Rossano.

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