SAN GIOVANNI IN FIORE (CS) – Il consiglio comunale di San Giovanni in Fiore ha approvato oggi, le osservazioni definitive al Piano strutturale comunale. È dunque compiuto l’ultimo passaggio prima dell’imprimatur della Regione Calabria, con cui il Comune – come ha precisato il coordinatore dello stesso Piano, il professore ordinario Giuseppe De Luca, direttore del dipartimento di Urbanistica dell’Università di Firenze – avrà di conseguenza un confronto tecnico e politico per il varo di questo strumento urbanistico.
La sindaca, Rosaria Succurro, che nel proprio intervento ha ringraziato la sua giunta e il Consiglio comunale, il coordinatore De Luca, i tecnici coinvolti e i dirigenti del municipio, ha espresso grande soddisfazione per il risultato raggiunto.
«Passeremo, passerete tutti quanti alla storia – ha affermato la sindaca – per questo. Un Piano c’è da dire, lo diceva il professore De Luca, che era del 1999 nell’ultima versione e che aveva comunque ad oggi creato anche danni all’economia delle case dei sangiovannesi, visto il valore catastale irrisorio rispetto ai costi di costruzione realmente sostenuti dai nostri emigrati. Era necessario, anzi fondamentale, che si rimettesse mano al Piano».
«La politica – ha aggiunto Succurro – determina anche processi economici, sociali e culturali dei luoghi. Noi oggi, con questo documento, lo stiamo facendo. L’approvazione del Piano ridisegna San Giovanni in Fiore, la San Giovanni in Fiore del futuro, senza colate di cemento ma in armonia con il contesto silano in cui si immerge, quello di cui ha parlato proprio il professore De Luca con riferimento alla Sila badiale, di cui siamo orgogliosi abitanti. È un Piano – ha rimarcato la sindaca – partito dal basso incontrando i tecnici, i cittadini semplici, le scuole, sì anche le scuole, che hanno dato un grosso contributo».
Nell’aula consiliare, De Luca ha illustrato la struttura del Piano e ha evidenziato il successo del relativo iter in virtù del livello di partecipazione dei cittadini, con 166 osservazioni approvate in toto, che – ha specificato lo stesso urbanista – rappresentano «quasi il 74 per cento di quelle arrivate».
Le osservazioni
Le Osservazioni arrivate sono state nel complesso 244, cui se ne aggiungono altre 7 arrivate fuori tempo massimo. Di queste, dopo l’esame, si propone che:
– 130, pari al 51,34% di tutte, vengano approvate, perché pertinenti e migliorative del PSC e REU;
– 33, pari al 13,1%, vengano approvate parzialmente, perché solo in parte contribuiscono a migliorare il piano e solo in parte si riferiscono ad esso;
– 59, pari al 23,4% vengano respinte, perché in palese contrasto con il PSC o addirittura con esso non hanno nulla a che fare;
– Infine sono pervenute 30 osservazioni, pari all’11,9%, o sbagliate o doppie, che si propone di non considerare per nulla.
Se si escludono queste 30, le Osservazioni che si propone di approvare in toto o in parte (130+33) rappresentano quasi il 74% di quelle arrivate. Una percentuale davvero notevole.
A questo primo blocco di Osservazioni se ne aggiungono altre due. Si chiamano “d’ufficio” perché solo l’Ufficio Tecnico li può proporre:
– la prima è un elenco di banali errori di ortografia, sviste, o incongruenze generate dal “taglia e cuci” nelle varie parti dei documenti. La proposta è quella di approvarle in blocco, così come sono riportate nella cartella;
– la seconda invece è più importante ed è una serie di piccoli miglioramenti della normativa (per l’esattezza 4) del PSC, commisurati alle caratteristiche e alla storia locale, che in deroga alla normativa di settore possano:
- o contribuire alla riduzione ulteriore del consumo di suolo (tengo a precisare che il Piano permette il recupero insediativo dei sottotetti, art. 74) permette, al di fuori dell’ambito del Centro storico (regolato da apposite norme nazionali e regionali), interventi di ristrutturazione edilizia in ampliamento nei limiti del 50% delle superfici utili accessorie o in alternativa di 200 mc.
- o Permettere la formazione di parchi agricoli periurbani all’interno del Progetto Città/Campagna
- o la riscoperta del sistema insediativo di Baracche di legno rivalutando la misura badiale fondativa del centro abitato, i cosiddetti “30 palmi”, che corrisponde agli attuali 49 mq di superficie lorda
- o miglioramenti alla norma sulle zone a Pianificazione differita.