Cariati, la minoranza attacca sul verde pubblico: “Una jungla costata oltre 46 mila euro”

Il gruppo consiliare L'alternativa C'è contro la Giunta Minò: "La cinta muraria della Cittadella Fortificata Bizantina ha preso fuoco nei mesi scorsi per colpa delle erbacce"

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CARIATI (CS) – “Solo negli ultimi sei mesi la Giunta Minò ha speso più di 46 mila euro per il verde pubblico con risultati che sono con ogni evidenza indegni di nota. Le erbacce, infatti, invadono strade, villette e marciapiedi. La cinta muraria della Cittadella Fortificata Bizantina (questa sconosciuta all’Amministrazione Comunale!), che nei mesi scorsi proprio a causa del degrado e dell’abbandono, prendeva fuoco perché avvolta da rovi ed erbacce, non risulta esser mai stata pulita. Le siepi sono deformi e gli alberi, quelli che sopravvivono ad espianti anomali, non vengono né ripulite, né manutenute. Ed ai bordi del tratto urbano della SS106 c’è una jungla in progress”. 

È quanto denuncia il gruppo consiliare di opposizione di Cariati L’alternativa C’è sottolineando “la plateale incompetenza, anche in questo caso, dell’assessore al verde pubblico che è poi lo stesso che detiene la delega al bilancio (quello sonoramente bocciato dal Tar Calabria), esperto evidentemente solo nel mettere in pratica il Manuale spartitorio dell’Amministrazione Minò con un unico obiettivo: garantire affidamenti a parenti, amici ed amici degli amici del cerchio magico”.

Alla luce dei risultati indecorosi sotto gli occhi di tutti, viene da chiedersi perché l’assessore al bilancio bocciato dal Tar abbia voluto fortemente anche la delega al verde pubblico visto che non dimostra particolari competenze, attitudini o passioni e non vi è traccia di alcuna programmazione. Anzi, da quel che produce in materiale, appare semmai ostile a tutto ciò che possa essere definibile verde pubblico.

Basti pensare che per consentire uno dei tanti concerti fatti passare per strategia di marketing egli ha dato direttiva di tagliare un albero donato da un nostro concittadino e piantato nelle aiuole di piazza Rocco Trento. No solo, così ostile al verde pubblico, l’assessore bocciato ha seguito in prima persona perfino l’eliminazione degli alberi che da decenni erano sul marciapiede di fronte Porta Pia, senza piantumarvi altro in sostituzione, ma su questa vicenda – annuncia L’Alternativa C’è – ritorneremo prossimamente.

Da quanto risulta, pare che adesso sia intenzionato ad eliminare completamente le splendide e grandi aiuole davanti il Municipio. Chissà che fine faranno il grande pino che veniva allestito come albero di Natale, le magnolie e il grande ficus?!

I vasi di terracotta che erano stati messi davanti il portone di Palazzo Venneri e che sono stati sempre pieni di fiori, sempre per volere dell’assessore anti-verde pubblico sono stati fatti spostare davanti al cancello del cimitero, unica zona comunale già ricca anzi ricchissima di vasi fioriti.  Per non parlare del pino marittimo di fronte il murales sul Lungomare: ha fatto una brutta fine, estirpato e poi piantato a San Cataldo, è ovviamente seccato. Ma del resto il copione anti-verde pubblico della Giunta Minò resta quello svelato sin dal suo esordio, quando, come denunciato sui media in quella occasione, familiari di rappresentanti della maggioranza si cimentarono nel tagliare senza alcuna autorizzazione né tanto meno motivazione le tamerice, le cosiddette vriche, sempre sul Lungomare.

Cinta muraria infestata da erbacce, centro storico abbandonato

Per non parlare della situazione di degrado in cui versa il Torrione della Valle ribattezzato turisticamente Torrione della Pace e dell’Amore. Ad oggi nulla si sa, inoltre, del progetto approvato dalla precedente Amministrazione Comunale e che aveva ottenuto anche il parere favorevole della Sovrintendenza dei beni culturali.

Stiamo parlando di una delle otto torri della Cittadella Bizantina Fortificata affacciata sullo jonio, che ricordiamo sempre essere tra i Marcatori Identitari Distintivi (MID) della Calabria, una delle torri divenuta tappa irrinunciabile per visitatori e residenti e che sulla base di quel progetto poteva essere interessato da interventi di ripristino, messa in sicurezza per la fruizione e di manutenzione conservativa.

Ed invece se ne sta lì, anch’essa infestata dalle erbacce come il resto della cinta muraria in uno sconfortante stato di completo abbandono, mentre dovrebbe essere il valore aggiunto di ogni riqualificazione e pianificazione turistico-esperienziale. Supponiamo, anche in questo caso, che lo stallo sia motivato soltanto da eventuali diatribe interpretative sul Manuale dell’amministrazione Minò, ovvero tra parenti o amici per stabilire chi debba assumere questo incarico, mantenendo intatto il complicatissimo equilibrio del Sindaco e dell’Amministrazione Comunale.

Infine, sempre in tema di guerra al verde pubblico portata avanti dall’assessore al bilancio da rifare, pur non entrando nel merito dei lavori di riqualificazione, discutibili dal punto di vista dell’effettivo miglioramento dello stato dei luoghi precedente, anche la Villetta Pilé al Centro Storico risulta invaso da erba alta ed i rami degli alberi toccano terra. Più verde di così?”.

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