Scultura in frantumi a Cosenza, Bilotti: “Non è più recuperabile”

“La prima volta che è stata travolta da un camion di Ecologia Oggi ho chiamato Sacha per avvisarlo, 10 giorni dopo è morto”, racconta il mecenate Roberto Bilotti intervistato dalla nostra redazione

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COSENZA – L’opera in marmo andata in frantumi a Cosenza su corso Mazzini potrebbe essersi sbriciolata a causa di una pregressa lesione. È quanto emerso finora dagli accertamenti svolti dalle forze dell’ordine che hanno visionato i filmati dei sistemi di videosorveglianza presenti in quel tratto del Museo all’Aperto Bilotti nel quale era esposta la preziosa installazione ambientale-architettonica-scultorea. Sulla vicenda che ha portato alla distruzione di una delle tre colonne dell’artista franco-estone Alexandre Joseph Vladimir Sosnowsky, in arte Sasha Sosno interviene il mecenate Roberto Bilotti nipote di Carlo che ha ideato il progetto di portare l’arte tra i cittadini, primo in Italia nel suo genere.

La sfortuna del Colonnato di Sosno

“Non ha molta fortuna il Colonnato di Sacha Sosno, pittore e scultore d’avanguardia detto l’artista dell’obliterazione. Già il 23 novembre 2013 – ricorda Bilotti – una delle tre colonne doriche, la terza partendo dal lato del Comune, è stata investita e danneggiata involontariamente da un camion di Ecologia oggi. In quell’occasione avevo chiamato Sacha per avvisarlo e rassicurarlo che l’avremmo fatta restaurare. Mi è rimasto lo scrupolo di avergli dato quella spiacevole notizia, in quanto 10 giorni dopo, il 3 dicembre, è morto a 76 anni alla vigilia di un intervento chirurgico. Nel 2015 è poi terminato il complesso restauro effettuato da Gianluca Nava grazie all’efficace intervento della direttrice del Museo dei Brettii e degli Enotri di Marilena Cerzoso”.

La colonna pare non sia recuperabile

“Questa volta però – spiega Bilotti amareggiato – la prima colonna verso piazza dei Bruzi sembra non recuperabile in quanto troppo frammentata. L’amministrazione comunale, in particolare l’assessora Pina Incarnato, sempre attenta alla valorizzazione del progetto MAB, ha avvisato subito la Soprintendenza ed è intervenuta immediatamente mettendo in sicurezza i frammenti con La Bretia Restauri di Amedeo Lico, che da anni si occupa della manutenzione. L’elemento dovrebbe essere ricostruito previo accordo tra l’Amministrazione comunale e la Soprintendenza. Si dovrebbe chiedere l’autorizzazione al rifacimento, usando come modello una delle due superstiti colonne, agli eredi e all’Archivio che detengono per 70 anni dalla morte dell’artista i diritti d’autore”.

Dissuasori e trasloco

“Da un confronto con l’assessora Incarnato, anche se l’installazione è interattiva e nata per coinvolgere lo spettatore facendolo muovere all’interno della scultura attraversando la storia classica, al fine di garantire una maggiore sicurezza si è pensato di porre dei dissuasori fisici. Si trattava– racconta Bilotti – di paletti para pedonali in ferro o cosiddetti panettoni stradali in cemento (che non erano stati istallati) per delimitare l’area e proteggere l’opera e gli utenti. Rilevata la fragilità degli elementi ancorati solo alla base, valutata la sottigliezza delle lastre di marmo sottili che ingenerano leggera flessione l’assessore Incarnato convocherà nei prossimi giorni il Comitato scientifico per valutare lo spostamento in uno spazio non trafficato”.

Il prestigio del Museo all’Aperto Bilotti

Dal 10 ottobre 2019 con Decreto del Ministero per i Beni Culturali n. 1088 il MAB di Cosenza, incluso il Colonnato di Sosno, è stato dichiarato di particolare interesse artistico per la sua “rilevanza culturale e quale testimonianza dell’identità collettiva”. Ciò comporta che ogni iniziativa intrapresa dal Comune andrà comunicata, concordata e autorizzata dalla Soprintendenza. “Il MAB – sottolinea Roberto Bilotti – è nato nel 2005 (con protocollo d’intesa del 1° settembre 2004 con Deliberazione n. 235 del 6 agosto 2004 della Giunta municipale) dall’ideale visione di Carlo Bilotti tesa a includere l’arte nella quotidianità. L’amore verso la sua città lo ha spinto a donare la sua ampia raccolta di sculture del Novecento che hanno trovato destinazione lungo il corso Mazzini pedonalizzato. Un percorso espositivo permanente unico e ricco di suggestioni che salda il rapporto tra cittadini, arte, ambiente ed architettura offrendo un nuovo dialogo di coesione sociale. È ormai entrato nell’identità culturale della città. E rivoluziona il concetto stesso di museo e modalità di accesso che lasciano il posto alla libertà individuale e alla piena disponibilità di fruizione. Le opere vivono nello spazio creando un suggestivo itinerario tra le avanguardie: dal cubismo di Severini al futurismo di Balla, alla metafisica di De Chirico e al surrealismo di Dalì.  Lo spazio urbano è sollecitato inoltre da soluzioni innovative come le inedite panche di Consagra che uniscono l’intento decorativo a un uso funzionale. Per questo motivo il MAB merita la tutela da parte dei cittadini perché con questa statuaria Cosenza si allinea a importanti poli culturali internazionali. Opere degli stessi artisti, con la loro potenza espressiva, sono divenute icone dei luoghi della civiltà universale. Manzù è davanti la sede dell’ONU e nella porta della Basilica Vaticana, Consagra al Parlamento Europeo, al Quirinale e in Piazza Duomo a Milano, Sironi alla Camera dei Deputati e con lui Martini all’Università La Sapienza. Gli artisti presenti a Cosenza sono anche protagonisti nei più importanti musei dal Metropolitan al Moma, dalla Tate, all’Ermitage e al Guggenheim. Non dobbiamo dimenticarlo”.

La carriera di Sosno

Roberto Bilotti, amante e fine esperto d’arte coglie inoltre l’occasione per narrare i punti salienti della carriera del defunto artista. “Sosno a Parigi, dal 1970 partecipa all’art sociologique sotto il segno dell’Estetica della comunicazione. Fu allievo di Matisse, Arman e Yves Klein. Le sue opere – chiarisce Bilotti – sono esposte all’intero dei musei di tutto il mondo: Italia, Spagna, Portogallo, Paesi Bassi, Belgio, Germania, Svezia, Svizzera, Liechtenstein, Polonia, Russia, Stati Uniti, Canada, Venezuela, Argentina, Cina, India e Senegal. Nel 2002 è stata inaugurata a Nizza la Tête au carrée, una scultura monumentale di 26 metri d’altezza nella sede della Biblioteca Centrale della città e nel 2005 Pechino ha edificato una scultura monumentale al centro della città in occasione delle Olimpiadi. È stato nominato Chevalier des Arts et Lettres nel 2001 in Francia e Commandeur du Mérite Culturel nel Principato di Monaco nel 2005. Dal 1993 in Grecia, Sosno elaborava gli archetipi dell’arte antica quale nozione di memoria collettiva, utilizzando il suo peculiare linguaggio dell’obliterazione”.

Le opere di Sosno a Cosenza

“Il suo lavoro – precisa Bilotti – è evocativo di come il nostro quotidiano sia radicato sul modello e sul pensiero classico occidentale. Sculture che rappresentano il vuoto, la “non presenza” ottenuta con razionalità come le 3 colonne doriche che si delineano ritagliate in una rigorosa lastra di marmo statuario di Carrara. L’opera donata alla Città da Enzo Bilotti nel 2005 insieme ai Bronzi di Riace sempre di Sosno con l’obiettivo di rievocare la Magna Grecia, i grandi episodi del mito che hanno popolato i racconti del nostro territorio e che restituiscono al presente un passato glorioso insieme al gruppo di Ettore e Andromaca e gli Archeologi di Giorgio de Chirico, la Sibilla di Pericle Fazzini, la Cariatide di Mario Sironi, il Toro, la Niobe e la Leda e il cigno di Antonietta Raphael, la Chimera di Alba Gonzales, scomparsa  lo scorso 18 luglio 2024 e che mi diceva di voler venire a vedere come è stata collocata la sua opera più emblematica”.

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