CASALI DEL MANCO (CS) – Il chiostro del convento di San Francesco di Paola, nella frazione di Pedace, ha ospitato l’incontro, promosso dai Comuni di Casali del Manco e Celico, in collaborazione con il Centro di solidarietà “Il Delfino”, dal titolo “E ora Labora… SAI che siamo un’opportunità?”. Al centro, le politiche di accoglienza dei migranti ed il loro inserimento nel tessuto sociale, in particolare attraverso l’inclusione lavorativa. Presenti infatti, numerosi migranti ospitati, sia minori che interi nuclei familiari e in evidenza, una mostra fotografica allestita nel chiostro, per documentare le esperienze di formazione professionale e di lavoro in alcune aziende del territorio.
L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali dei sindaci Francesca Pisani (Pedace), Matteo Lettieri (Celico) e del parroco di Pedace, don Francesco Castiglione.
Il sindaco di Pedace ha sottolineato come i minori non accompagnati e le famiglie ospiti a Casali del Manco, attraverso i due progetti SAI gestiti insieme a “Il Delfino”, siano diventati delle risorse preziose per il territorio: “queste persone – ha sottolineato – ci consentono di dare una risposta allo spopolamento che sta diventando un’emergenza. Molti di loro, dopo un primo periodo di ospitalità, decidono di restare, grazie alle nostre politiche di accoglienza, che sono diventati dei veri e propri modelli”.
“Ci interfacciamo quotidianamente con Il Delfino – ha spiegato – e grazie alla loro professionalità portiamo avanti tante azioni, che vanno al di là della semplice offerta di vitto, alloggio ed alfabetizzazione, che consentono la reale integrazione dei migranti. L’obiettivo comune è quello di far sì che queste persone riescano ad inserirsi nel mondo del lavoro, perché noi non vogliamo che vadano via, in quanto rappresentano una ricchezza. E per far questo bisogna far conoscere questa realtà agli imprenditori locali, agli artigiani, ai commercianti, per far comprendere loro che queste persone sono un’opportunità per risolvere tante problematiche del nostro territorio”.
Il sindaco di Celico, Matteo Lettieri ha invece ha rimarcato il ruolo fondamentale de “Il Delfino” che da tanti anni, nella provincia di Cosenza, si occupa di favorire quell’integrazione che nella società manca. “Bisogna sensibilizzare l’opinione pubblica su come sia bello vivere in una società multiculturale – ha affermato Lettieri –, accogliendo i contributi di altre culture, pur mantenendo le nostre usanze. L’emigrazione dalla Presila è un fenomeno in costante aumento, ma alle nostre latitudini siamo particolarmente votati all’accoglienza. Bisogna quindi creare servizi ed infrastrutture affinché le persone rimangano, ma anche fare in modo che i migranti riescano ad affermarsi sul nostro territorio e ad integrarsi”.
Oreste Via, de Il Delfino, ha ripercorso invece la storia del centro di solidarietà, specificando che oggi gestisce otto progetti SAI, in sei comuni della provincia di Cosenza, sottolineando l’importante ruolo dei Comuni, degli imprenditori e delle associazioni che si adoperano per l’accoglienza e l’integrazione, specificando che molti migranti sono disposti a svolgere mestieri che gli italiani oggi hanno abbandonato e dei quali invece le aziende hanno bisogno. Via, ha auspicato una forma di solidarietà attiva ed una burocrazia più snella e veloce.
Sullo stesso tenore gli altri relatori dell’incontro, a partire da Loredana Ambrosio di Confartigianato Cosenza, Luigina Leonetti di Coldiretti Calabria, Paola Granata presidente di Confagricoltura Cosenza e Giovanni Cuconato, direttore del Centro per l’impiego di Cosenza. Tutti hanno ribadito l’intenzione dei propri enti di appartenenza di lavorare in rete per facilitare l’integrazione dei migranti ed il loro inserimento lavorativo, attraverso la formazione e l’ausilio dell’innovazione tecnologica, ancor più in settori come quello primario, che è alla costante ricerca di manodopera.
L’auspicio comune è quello di favorire la legalità e la tutela dei diritti fondamentali di tutti i lavoratori, italiani o meno: non assistenzialismo, dunque, ma politiche attive e trasferimento di competenze e di qualifiche. Tutto questo insieme alla strutturazione di una rete di servizi attorno agli imprenditori, che possa permettere di generare nuove opportunità di lavoro e benessere, per gli abitanti, per chi arriva nei nostri territori e per chi vorrebbe rientrare nei propri luoghi di origine.
Preziosismi i contributi degli imprenditori presenti, che hanno portato le proprie testimonianze rispetto all’inserimento nelle loro aziende di migranti: Pietro Tarasi imprenditore agricolo, Bruno Barbieri, dell’impresa BMP Tech che si occupa di efficienza energetica, impiantistica e informatica, Valentino Rizzo, della pasticceria San Francesco dei fratelli Rizzo e Stefania Rota. I quattro imprenditori hanno raccontato ai presenti come sia diventato fondamentale l’apporto dei propri collaboratori migranti, sottolineando che fattori imprescindibili sono la formazione e l’aggiornamento costante dei lavoratori e che se queste persone decidono di stabilirsi definitivamente nei nostri territori e, magari, di metter su famiglia, tutto ciò equivale ad arricchire ed accrescere le nostre comunità.