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Congedo di paternità, da oggi in vigore per i dipendenti pubblici

La parlamentare del Pd, Enza Bruno Bossio: “Nonostante fosse stato normato dieci anni addietro, era un diritto concesso solo ai lavoratori del settore privato”

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COSENZA – “Il decreto 105 del 2022 è stato pubblicato lo scorso 29 luglio su la Gazzetta Ufficiale e da oggi, 13 agosto i lavoratori dipendenti della pubblica amministrazione potranno godere del congedo di paternità. Finora non era possibile. Nonostante fosse stato normato dieci anni addietro, era un diritto concesso solo ai lavoratori del settore privato. È il successo di una battaglia di civiltà”.

Ad affermarlo la parlamentare Pd, Enza Bruno Bossio, che aggiunge: “Sono state notevoli le resistenze e le diffidenze sulla attuabilità di questa norma. Anche dopo l’approvazione nel giugno scorso del decreto legislativo nel Consiglio dei Ministri, da più parti si è continuato a diffidare sulla sua effettiva ed operativa applicazione. Non posso – prosegue la deputata dem – che esprimere grande soddisfazione per come, con tenacia e determinazione, il Partito Democratico abbia perseguito questo obiettivo. Sono state, infatti, molteplici le iniziative parlamentari promosse in questi ultimi mesi per rivendicare la parità del diritto tra lavoratori del settore privato e dipendenti pubblici”.

“Debbo dare atto al ministro Orlando e al Governo Draghi della sensibilità manifestata nel recepire le ragioni della nostra battaglia. L’INPS ha già pubblicato le linee guida. Viene così attuata la direttiva del Parlamento Europeo, tesa a garantire un equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori. La norma – spiega infine la parlamentare – consente un congedo di paternità obbligatorio, della durata di dieci giorni lavorativi, fruibile dal padre lavoratore nell’arco temporale che va dai due mesi precedenti ai cinque successivi al parto. Con la nuova norma, dunque, viene superata una evidente sperequazione nei confronti dei dipendenti pubblici ed è stato compiuto un ulteriore importante passo in avanti in tema di diritti civili”.

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La Cassazione bacchetta i Comuni: “niente multa se l’auto del disabile va nelle ZTL”

L’ente locale non può limitare il diritto della persona che ha problemi motori con obblighi non previsti dalla legge: è quanto emerge da un’ordinanza

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ROMA – La Cassazione bacchetta i Comuni: niente multa perché l’auto del disabile va in preferenziali e ztl senza comunicare la targa al Comune. L’ente locale non può limitare il diritto della persona che ha problemi motori con obblighi non previsti dalla legge: sta al proprietario dell’auto provare di aver trasportato il titolare del contrassegno

Con questa ordinanza la Cassazione bacchetta tutti quei comuni che pur di fare cassa pongono ostacoli alla libertà di movimento dei diversamente abili che non sono previsti dalla legge. Per la Suprema Corte, La persona diversamente abile può circolare con l’auto in corsie preferenziali e zone a traffico veicolare limitato senza prima dover comunicare la targa del veicolo al Comune. L’ente locale non può limitare la piena effettività del diritto riconosciuto a chi ha problemi motori, introducendo obblighi non previsti dalla legge mediante un’ordinanza. E se è vero che identificare il veicolo consente agli uffici di evitare multe inutili, risulta pure escluso che l’amministrazione possa introdurre una sanzione connessa in sostanza alla sola mancata comunicazione preventiva.

È quanto emerge da un’ordinanza pubblicata il 27 settembre 2022 dalla seconda sezione civile della Cassazione. Accolto il ricorso proposto da marito e moglie: lui diversamente abile, lei proprietaria dell’auto multata quattordici volte per aver percorso le corsie preferenziali. Sbaglia il tribunale a riformare la sentenza del giudice di pace confermando la legittimità del «mero obbligo» di preventiva comunicazione della targa. E ciò sul rilievo che l’invalido ha scelto di circolare su di una vettura che non risulta nel database del Comune fra quelle autorizzate a entrare nelle zone vietate. Coglie nel segno il primo mezzo d’impugnazione, che denuncia la violazione degli articoli 11 e 12 del dpr 503/96.

Per i giudici di legittimità, infatti, di cui ha scritto il sito Cassazione.net, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, il motivo è fondato e, al riguardo, hanno ricordato che “ Il diritto del disabile a entrare con il veicolo nelle zone a traffico limitato è incondizionato: non può dunque essere limitato per esigenze di controllo automatizzato degli accessi. Risultano allora illegittimi i limiti posti dalle ordinanze del Comune al diritto alla libera circolazione delle persone con difficoltà motorie: non può subire conseguenze negative, ad esempio, il titolare del contrassegno che manca di comunicare l’accesso alla ztl nelle quarantotto ore successive. E ciò perché è escluso l’autorizzazione alla circolazione degli invalidi possa incontrare ostacoli creati dalle difficoltà organizzative dell’ente territoriale: è quindi esclusa anche la violazione dell’articolo 7, comma 14, Cds. In caso d’infrazione rilevata da telecamere, spetta al proprietario del veicolo dimostrare che in quella circostanza stava trasportando il disabile esibendo il contrassegno”.

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Elezioni, al Sud oltre metà dei voti al M5S e il 41% di Fi. Lega e Azione al Nord

E’ quanto emerge da un’analisi di Youtrend sulla composizione geografica del voto dello scorso 25 settembre che ha portato il centrodestra alla vittoria

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ROMA – Oltre la metà dei voti del Movimento cinquestelle arriva dal sud Italia, regioni dalle quali proviene anche più di 4 voti su dieci a Forza Italia. E’ quanto emerge da un’analisi di Youtrend sulla composizione geografica del voto dello scorso 25 settembre che ha portato il centrodestra alla vittoria. Dalle analisi degli esperti, dunque, il partito di Giuseppe Conte conquista il 56% delle sue preferenze al sud e nelle Isole, mentre al centro raccoglie il 18%, al nord ovest il 16% e nel nord est solo il 10%. Il partito di Silvio Berlusconi, invece, incassa il 41% al sud e la stessa percentuale (il 16%) nel centro e nel nord est, mentre nel nord ovest sale al 27%.

Chi, invece, raccoglie più consensi al nord sono la Lega, con il 65% tra nord ovest e nord est, e Azione/Italia Viva, con il 57% tra nord ovest e nord est. Al centro Calenda e Renzi prendono il 23% dei voti, mentre la Lega si ferma al 16%. Praticamente identico il risultato al sud: Lega al 19% e Azione/Italia Viva al 20%.

Quanto al centrosinistra, i maggiori consensi arrivano dal nord ovest: 29% per il Pd e 31% per Verdi e Sinistra. Risultato identico per i due partiti nel nord est (con il 23%) e simile al centro e al sud (24% il Pd, 23% Verdi e sinistra). E il partito vincitore delle elezioni? Il consenso a Fratelli d’Italia, dice l’analisi di Youtrend è omogeneo in tutta Italia con una leggera prevalenza nel nord ovest: qui il partito di Giorgia Meloni prende infatti il 30% dei propri voti, a fronte del 23% nel nord est e nel centro e del 24 al sud e nelle isole.

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Porte aperte il 9 ottobre nei tredici ospedali più belli d’Italia

Visite e concerti per scoprire l’altro volto dei luoghi di cura. Nessuna struttura calabrese è tra i luoghi scelti

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ROMA – Restituire agli occhi del pubblico il patrimonio storico di strutture che nella vita di tutti i giorni siamo abituati a vedere solo come luoghi di assistenza e di cura: questo l’obiettivo della prima giornata degli ospedali storici d’Italia, che si celebrerà il 9 ottobre. Da Venezia a Napoli, da Firenze a Milano, 17 siti di 13 ospedali, da nord a sud Italia, apriranno le loro porte, tutti insieme nello stesso giorno, per visite guidate, convegni, concerti e presentazione di libri. L’iniziativa ‘porte aperte’, promossa dalla “Associazione Culturale Ospedali Storici Italiani (Acosi) vede protagonisti alcuni tra i più belli e antichi nosocomi italiani: dagli Spedali Civili di Brescia all’Ospedale Santa Maria Nuova di Firenze, dal Ca’ Granda di Milano agli Incurabili a Napoli. E, ancora, a Prato l’Ex Ospedale Misericordia e Dolce, a Roma l’Ospedale Santo Spirito in Sassia, a Riccione l’Ospedale Ceccarini, a Venezia l’Ospedale SS. Giovanni e Paolo.

Proprio in questi luoghi, il 9 ottobre saranno organizzati anche concerti di musica classica, a ingresso libero con l’Accademia Nazionale Santa Cecilia di Roma. “Molti luoghi di cura – spiega Edgardo Contato, presidente Acosi e direttore dell’Azienda sanitaria di Venezia – sono anche splendidi capolavori dell’architettura e dell’arte. Un percorso di tre anni ci ha portati già a riunire in un’associazione i 13 principali Ospedali storici, in 12 città: sono luoghi in cui tra mura antiche si pratica la medicina più moderna” e “in cui architettura, arte, sapere medico e storia sociale si fondono”. A rendere possibile l’iniziativa, la sottoscrizione di un protocollo siglato insieme a ministero della Salute e della Cultura. “Abbiamo a lungo sognato di aprire al pubblico tutti questi luoghi in cui le attività sanitarie di primissimo livello si praticano in contesti monumentali e le tecnologie medicali stanno a pochi metri da capolavori artistici che meritano di essere conosciuti. Oggi – conclude il presidente Acosi – questa nostra intuizione si fa realtà”.

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