Fiamme in un appartamento disabitato, fumo invade il quartiere - QuiCosenza.it
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Calabria

Fiamme in un appartamento disabitato, fumo invade il quartiere

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I Vigili del Fuoco hanno evitato il propagarsi delle fiamme

 

LAMEZIA TERME (CZ) – Un incendio è divampato stamani in un appartamento disabitato a Lamezia Terme. Le fiamme hanno interessato i locali situati a piano strada di una abitazione strutturata su tre livelli. All’interno dei locali, utilizzati come deposito di vecchia mobilia, suppellettili e materiali vetusti andati completamente distrutti dal rogo.

 

 

Sul posto sono intervenute le squadre dei Vigili del fuoco del distaccamento di Lamezia Terme che hanno spento il rogo evitando che si propagasse ai piani superiori. Disagi sono stati vissuti dagli abitanti delle abitazioni limitrofe a causa del denso fumo sprigionato dalle fiamme. Sono in corso le indagini per stabilire l’origine dell’incendio e non è esclusa la matrice dolosa. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri.

 

Calabria

Bianchi difende le scuole ‘riaperto senza disastri’. Ma molti sindaci chiudono ancora

La lettera delle mamme al sindaco di Lago Scanga “con soli 25 casi di positività, di cui nessun bambino, si prolunga la chiusura della scuola”

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COSENZA – Ad una settimana dalla riapertura delle scuole, dopo la pausa natalizia, il ministro Patrizio Bianchi difende la scelta fatta dal governo: “Il famoso disastro che ci doveva essere con la riapertura della scuola non c’è stato“, ci sono stati “disagi differenziati zona per zona, ma la scuola ha riaperto e si è affermata la convinzione che la scuola è un elemento fondante, la scuola è la priorità, è un diritto”. Qualche criticità però sembra permanere: dalla mancata distribuzione nelle scuole dell’infanzia delle Ffp2 alle complicazioni burocratiche sulla quarantena e sui rientri per i contagiati, dall’attesa per gli stipendi per il personale chiamato a rafforzare l’organico per l’emergenza Covid alle decisioni locali che vedono scuole chiuse nonostante le indicazioni di diverso indirizzo. È il caso della Sicilia dove si registra un vero e proprio caos mentre nei piccoli e medi centri sono molti i sindaci che hanno deciso di prorogare la chiusura delle scuole, come è accaduto in Calabria con le scuole che restano chiuse in diversi comuni con non poco disappunto da parte di alcuni genitori.

Il ministro Bianchi assicura che le questioni più imminenti verranno affrontate a breve, come la certificazione del rientro a scuola degli alunni che sono stati contagiati dal Covid e hanno superato la malattia. “Semplificheremo”, ha assicurato il ministro. Tra le ipotesi, la certificazione di fine malattia rilasciata dai pediatri, come già avviene per le altre malattie. L’importante per il dicastero è aprire ma di diverso avviso sono come detto i sindaci contro i quali tuona la sottosegretaria Barbara Floridia: “Nessuno continui a privare del diritto allo studio i più piccoli, i nostri giovani, tenendo le scuole chiuse mentre tutto il resto è aperto! “Dobbiamo fare del tutto perché la scuola resti aperta”, concorda la segretaria generale della Cisl Scuola Maddalena Gissi che non nasconde però il “permanere di alcune criticità“. Domani i sindacati inoltreranno al ministero una richiesta formale per verificare i dati, su contagi e presenze, ad una settimana dalla riapertura degli istituti “in attesa della convocazione del tavolo permanente che ancora non è stato convocato”, fa sapere Gissi. C’è un problema da risolvere in tempi brevi: non ci sono le mascherine Ffp2. “Sembra che non siano arrivate da nessuna parte”, sottolinea la sindacalista ricordando che la struttura commissariale le dovrebbe comunque garantire almeno alle scuole dell’infanzia e agli insegnanti di sostegno. La Cisl fa presente anche che “manca la copertura degli stipendi del personale” che era stato assunto per l’emergenza, “parliamo degli stipendi a partire da ottobre, il personale è in difficoltà per questo, in alcuni casi non hanno confermato i contratti, domani ci aspettiamo un’informazione anche su questo”, dice Gissi.

Lago, la lettera delle mamme al sindaco del cosentino “riapra le scuole”

Intanto alla nostra redazione ha scritto un gruppo di mamme del Comune di Lago Florenzo Scanga, con una lettera indirizzata al Sindaco di Lago dove si chiede la riapertura delle scuole “nel nostro Comune con soli 25 casi di positività, di cui nessun bambino, il Sindaco decide di prolungare la chiusura della scuola, lasciando invece invariate tutte le altre attività” scrivono.

Questa la lettera indirizzata la primo cittadino “Egr. Sig. Sindaco, con la presente Le comunichiamo il nostro disappunto e la preoccupazione per il futuro dei nostri figli in seguito alla decisione di chiudere nuovamente le scuole di Lago senza aver accertato nessun caso positivo di Covid-19 tra gli alunni. Reputiamo di fondamentale importanza la salute dei bambini e di tutta la comunità di Lago, ma riteniamo che l’istruzione debba avere la stessa rilevanza. Non essendoci stato, ad oggi, nessun focolaio nella scuola di Lago crediamo che tale decisione sia non solo illegittima in quanto in opposizione alle direttive del Governo, come da Lei stesso affermato, ma anche discriminatoria visto che i focolai sono, invece, emersi in altri contesti, meno educativi e ben più “goliardici”. I bambini sono e saranno i primi ad essere fortemente colpiti da questa pandemia in termini soprattutto morali e psicologici visto che la carenza di affetti, spensieratezza e socialità che stanno vivendo non potrà più essere riscattata. La chiusura della scuola rappresenta, quindi, l’ennesimo fattore che contribuirà ad alimentare tale disagio, ci teniamo a ricordare infatti che la scuola non rappresenta solo un luogo di apprendimento, ma anche e soprattutto di vita sociale e comportamentale. A due anni dall’insorgenza di questa pandemia, molte cose sono cambiate come: l’importante campagna vaccinale arrivata già alla fase booster sulla buona parte della popolazione, la maggiore disponibilità ed efficienza di mezzi di monitoraggio della pandemia, efficaci mezzi di protezione, maggiore conoscenza del virus e di conseguenza più ampli approcci diagnostici e terapeutici associati fortunatamente ad una minore virulenza del virus. In conclusione, riteniamo che la sua decisione di continuare a sospendere le attività didattiche in presenza non abbia nessun tipo di fondatezza se non quella di accumulare consensi sui social da parte di una cittadinanza che non da evidentemente la priorità all’istruzione e al futuro dei propri figli. Chiudere la scuola non è e non potrà essere la soluzione all’incertezza dei tracciamenti cui Lei fa riferimento nelle ordinanze. La ringraziamo anticipatamente per la sua attenta lettura e riflessione in merito alla presente problematica che ci auguriamo possa giungere presto ad una più felice conclusione. Cordiali saluti, Un gruppo di genitori della scuola di Lago”

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Calabria

Femminicidi “sono numeri da strage di Stato”. L’ultimo in un piccolo centro calabrese

La scia di sangue non si ferma: da Nord a Sud le donne continuano a subire violenze fino alla morte. Questa notte l’ultimo drammatico episodio in Calabria

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MOTTA SANTA LUCIA (CZ) – Uccide la moglie e lo racconta al suo datore di lavoro. Quest’ultimo avvisa i carabinieri e stamani nei confronti dell’uomo, un marocchino di 49 anni, viene emesso un provvedimento di fermo. L’ennesimo femminicidio si è consumato questa volta in un piccolo comune calabrese, Motta Santa Lucia nel lametino, in provincia di Catanzaro. Negli ultimi tempi marito e moglie, coetanei, stavano attraversando un periodo di crisi caratterizzato da frequenti litigi. Sabato sera la lite tra i coniugi marocchini è stata più accesa delle precedenti, al culmine della quale l’uomo ha aggredito e soffocato la moglie in camera da letto. L’omicida, un operaio, ha avvisato il proprio datore di lavoro, un italiano titolare di un’impresa edile del luogo, che ha subito allertato i carabinieri. Stamani i militari del Nucleo Operativo della compagnia di Soveria Mannelli, insieme al personale della stazione di Conflenti e del Nucleo Investigativo del gruppo di Lamezia Terme, hanno notificato all’operaio il provvedimento di fermo, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia Terme per omicidio volontario aggravato.

Per i rilievi tecnici sono stati attivati gli specialisti della Sezione rilievi del Reparto Operativo di Catanzaro e il medico legale per i preliminari accertamenti su luogo del delitto, alla presenza del pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lamezia che ha assunto la direzione delle indagini e, dopo gli esiti dell’interrogatorio dell’indagato, ha emesso il decreto di fermo di indiziato di delitto a carico del 49enne. “La scia di sangue non si ferma, da Nord a Sud le donne continuano a subire violenze fino alla morte. La donna uccisa in provincia di Catanzaro è solo l’ultima di un bollettino di guerra che non si ferma mai. Non c’è settimana senza stragi familiari o delitti passionali. La violenza di genere è un’emergenza sociale che il ministro Lamorgese continua a sottovalutare nonostante i ripetuti appelli. Il codice rosso è una normativa rivoluzionaria, ma bisogna fare di più per evitare una strage di Stato” ha detto in una nota la deputata della Lega Laura Ravetto, responsabile dipartimento Pari opportunità.

È un triste fenomeno quello dei femminicidi che ha contraddistinto l’anno appena concluso. Nel 2021, infatti, le donne vittime di femminicidio sono state 118 (erano 110 del 2019), delle quali 70 uccise dal partner o dall’ex compagno (nel 2019 erano 67), secondo i dati del Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Una tale emergenza che ha spinto tutte le ministre del Governo Draghi a coalizzarsi e a far approvare un ddl in Consiglio dei ministri che mette in campo una serie di misure per proteggere le vittime. Si va dal fermo immediato di stalker e violenti in caso di imminente pericolo per la donna e all’aumento delle pene per chi è già stato ammonito per violenza domestica. Viene potenziato l’uso dei braccialetti elettronici (e chi li manomette finisce in carcere), c’è un giro di vite sulla sospensione della pena e si potranno applicare ai violenti le misure di prevenzione previste per i mafiosi. “Approviamo subito la legge, per garantire sicurezza alle donne che hanno denunciato” ha chiesto ieri la ministra alle Pari Opportunità e alla Famiglia Elena Bonetti, dopo che una donna a Roma si è salvata grazie ad un dispositivo anti-stalker. È proprio di ieri un altro femminicidio, avvenuto a Latina, dove Antonio Salvatore Zappalà, di 44 anni, ha picchiato la suocera Nadia Berganini di 70 anni, fino a farla cadere in terra esanime. La donna è morta in ospedale, dove era stata sottoposta a un delicato intervento.

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Calabria

In Calabria altri +2.137 contagi, più del 20% sono ragazzi. E non si fermano i ricoveri

Continua a crescere il dato sui ricoveri che aumenta in modo deciso in area medica e di due unità nelle unità di terapia intensiva. Positività sale al 21,56%

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COSENZA – Nelle ultime 24 ore scende leggermente il numero dei nuovi positivi, anche se il dato complessivo dei nuovi casi resta sopra quota 2mila e con un numero inferiore di tamponi processati rispetto a ieri. Tra molecolari e antigenici nelle ultime 24 ore sono stati effettuati +9.911 test. Numeri che portano ad un ulteriore aumento del tasso di positività che sale al 21,56%. Pressoché invariato da ieri il numero delle vittime: se ne contano 7 nelle ultime 24 ore (ieri erano state 8). Continua invece a crescere il dato sui  ricoveri che aumenta in modo deciso in area medica e di due unità anche nelle unità di terapia intensiva.

Quasi 37mila “malati”, superati i 145mila casi totali

Sono +2.137 i nuovi positivi accertati oggi in tutta la Calabria dal dipartimento salute della Regione con la maggior parte dei nuovi contagi registrati nuovamente nel reggino, nel vibonese e nel cosentino dove negli ultimi 14 giorni i nuovi casi hanno interessato il 20% dei ragazzi nella fascia 0-18 anni. I casi confermati di oggi sono così suddivisi: Cosenza +375 contagi, Catanzaro +189, Crotone +70, Vibo Valentia +471, Reggio Calabria +1.029, altra Regione o Stati esteri +3. Nella nostra regione, con i nuovi positivi riscontrati oggi si raggiungono i 145.097 casi totali da inizio pandemia. Analizzando i dati e i numeri sul contagio in Calabria, compresi i residenti e le persone da fuori regione, non si arresta la crescita delle persone attualmente positive al covid in tutta la Calabria: i casi attivi sono in totale 36.960, con una con un aumento di 752 persone rispetto a ieri. Il numero dei guariti sale complessivamente a 106.414 con un incremento di 1.378 persone nelle ultime 24 ore. Rispetto a ieri oggi si contano 7 vittime: due a Cosenza, tre a Reggio Calabria e una rispettivamente a Catanzaro e Crotone. Il numero complessivo dei morti da inizio pandemia è di 1.723.

Ancora in aumento i ricovi

Sale ancora il numero dei posti letto occupati in area medica (sedici ricoveri e due dimissioni) e di due unità anche nelle terapia intensiva. Sono complessivamente 469 le persone ricoverate nei nosocomi calabresi. Di queste, 432  si trovano nei reparti di malattie infettive (+14) e 37 in terapia intensiva (+2). Infine sono 36.491 le persone in isolamento domiciliare, con un aumento di 736 persone rispetto a ieri.

Territorialmente i casi positivi sono così distribuiti:

Catanzaro
CASI ATTIVI 5173 (70 in reparto, 14 in terapia intensiva, 5089 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 14089 (13904 guariti, 185 deceduti)

Cosenza
CASI ATTIVI 8886 (126 in reparto, 7 in terapia intensiva, 8753 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 30106 (29344 guariti, 762 deceduti)

Crotone
CASI ATTIVI 2354 (27 in reparto, 0 in terapia intensiva, 2327 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 11023 (10888 guariti, 135 deceduti)

Reggio Calabria
CASI ATTIVI 12263 (172 in reparto, 13 in terapia intensiva, 12078 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 41279 (40783 guariti, 496 deceduti)

Vibo Valentia
CASI ATTIVI 7293 (20 in reparto, 0 in terapia intensiva, 7273 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 8762 (8634 guariti, 128 deceduti)

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