COSENZA – L’edificio “Edera” sarà completato, riqualificato e destinato ad ospitare alloggi di edilizia residenziale. e L’annuncio arriva direttamente dall’Assessore all’urbanistica Pina Incarnato durante la seduta in consiglio Comunale a Palazzo dei Bruzi: “Oggi in consiglio Comunale abbiamo approvato un’importante convezione che consentirà di completare e riqualificare un edificio che, oramai da 20 anni, deturpa la nostra città. Parliamo del cosiddetto “Edificio Edera” (in via Francesco Cilea), che si trova difronte lo svincolo di Cosenza Sud. Da quello scheletro nasceranno nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica“.
L’obiettivo del Comune di Cosenza è quello di aumentare il numero di alloggi pensati per le persone maggiormente bisognose, in difficoltà economica, che non hanno un’abitazione di proprietà né possono permettersi di pagare un canone di locazione molto alto, combattendo il dramma dell’emergenza abitativa.
Edificio Edera dal 1997 ad oggi: sorgeranno da 16 a 22 alloggi
“Si tratta di una convezione – ha aggiunto l’Assessore – che vede in campo da una parte il Comune di Cosenza e dall’altra l’Aterp Calabria. Si sta lavorando ad progetto per realizzare da 16 a 22 alloggi di edilizia residenziale pubblica. Una risposta importante da parte del Comune di Cosenza – ha concluso la Incarnato – per combattere l’emergenza abitativa“. L’edificio fu concepito per ospitare edilizia residenziale pubblica, per rispondere alle esigenze abitative di persone svantaggiate, ma non fu mai ultimato. Con l’approvazione di questo protocollo d’intesa tra l’ATERP Calabria e il Comune di Cosenza si potranno portare a termine tutte le opere necessarie per rendere lo stabile in questione funzionante, permettendo così, l’assegnazione di una casa a chi da anni è in attesa di un alloggi.
La storia di questo edificio parte dal 1997. Fu concepito per ospitare edilizia residenziale pubblica, per rispondere alle esigenze abitative di persone svantaggiate, ma non fu mai ultimato. È stato attraversato da abusi, demolizioni per irregolarità edilizie, vicende burocratico- amministrative, contenziosi e appelli. Poi, il Consiglio di Stato, riconobbe al Comune la possibilità di invocare la decadenza del diritto di superficie e ne fu dichiarata la proprietà in capo allo stesso Comune. “La nostra amministrazione – ha sottolineato Pina Incarnato – ha immediatamente ritenuto di non modificare la destinazione originaria dell’immobile, ritenendo giusto perseguire ed insistere su una proposta che potesse dare risposte alle esigenze abitative della popolazione”.
Un risultato straordinario e non affatto scontato
Non è stato né semplice, né scontato arrivare all’obiettivo, ma oggi possiamo dire di aver ottenuto uno straordinario risultato a beneficio della città e dell’ente: completare (da parte dell’Aterp) quell’edificio e destinarlo a residenza sociale, per dare risposte alle esigenze abitative di chi si trova nelle lunghe liste di attesa per avere una casa. Creare dal nulla, da uno scheletro di edificio, nuovi luoghi di accoglienza per famiglie – ha concluso l’assessore – è la risposta migliore che un comune progressista potesse dare alle esigenze dei cittadini meno fortunati”.