Cosenza: lavoratore Amaco licenziato per motivi di salute, Uil vince la causa per il reintegro

"Con immensa soddisfazione - scrive il sindacato - abbiamo ricevuto ieri, l'accoglimento avverso ad un licenziamento da parte del Tribunale di Cosenza sezione lavoro"

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COSENZA – Il sindacato Uil di Cosenza aveva tentato interlocuzioni con gli allora amministratori, dirigenti e consulenti di Amaco spa, e cercato in tutti i modi di scongiurare la decisione assunta ma al lavoratore era arrivata la ‘famosa’ raccomandata che mai, nessun lavoratore, vorrebbe vedersi recapitare.

“La vicenda – spiegano dal sindacato – ha avuto inizio mesi fa, quando il lavoratore, che per ovvi motivi di privacy evitiamo di citare, è stato allontanato dal proprio posto di lavoro a seguito di una prolungata assenza dovuta a una grave patologia. Nonostante la sua situazione sanitaria fosse certificata da documentazione medica ufficiale, l’azienda aveva proceduto con il licenziamento, una decisione che la UIL ha subito contestato come ingiusta e discriminatoria, portando a casa, oggi un importante risultato in sede di giudizio”.

“Nella sentenza infatti, si dispone nei confronti della parte resistente (l’azienda), il reintegro del lavoratore, la condanna alle spese di lite, un titolo risarcitorio nei confronti del dipendente, il versamento di tutti i contributi previdenziale e assistenziali essendo il licenziamento illegittimo. “Questa sentenza rappresenta una vittoria fondamentale per i diritti dei lavoratori” dichiara la segreteria Territoriale della Uiltrasporti di Cosenza guidata dal segretario Generale Antonio Rota.

“Il licenziamento di una persona per motivi di salute non è solo una violazione dei principi di giustizia e rispetto della dignità umana, ma anche un precedente pericoloso che non potevamo permettere”, ricorda il segretario territoriale con delega al TPL, Andrea Mazzuca. Un lavoro di squadra scrupoloso e attento portato a termine grazie al supporto dei componenti del consiglio di segreteria provinciale Giuseppe Gagliardi e Antonio Muoio, coordinato dal punto di vista giudiziario dall’avv. Stefano Cavalcanti che teniamo a ringraziare pubblicamente per la sua dedizione e professionalità.

“Il nostro impegno è e sarà sempre quello di garantire che nessuno venga lasciato solo di fronte a situazioni di ingiustizia. Siamo il Sindacato delle persone, e guardiamo alle persone per rappresentarle. Siamo un’organizzazione sindacale che pone al primo posto sempre e solo i diritti dei lavoratori. Oggi godiamo della vittoria, insieme al lavoratore soddisfatto di aver ottenuto giustizia. Questa vittoria però rappresenta un forte segnale per tutte le realtà lavorative, riaffermando l’importanza di una gestione rispettosa dei diritti dei lavoratori, specialmente in situazioni di vulnerabilità come quella legata alla salute”.

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