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Alla Bocconi di Milano il bilancio della Camera di Commercio Cosenza è oggetto di studio

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Riduzione costi, aumenti entrate e numero di sussidi agli imprenditori. La Camera di Commercio di Cosenza chiamata a presentare la sua gestione di bilancio come esempio di Best Practice

 

COSENZA – Ancora un risultato di prestigio per la Camera di commercio di Cosenza, guidata dal presidente Klaus Algieri. L’Università Bocconi di Milano vanta, come noto, il primato di essere una delle migliori Università al mondo. Nell’ambito di Software Development Asset Bocconi è giunto alla XV EdizioneNETCAP (Network Conti & Controlli nelle Amministrazioni Pubbliche, direttore scientifico è Daniela Preite), che nasce con l’obiettivo di confrontarsi per migliorarsi. La SDA Bocconi ha invitato il Presidente Algieri come relatore nell’ambito del NETCAP quale testimone proprio per portare in aula le esperienze distintive e di successo maturate nella propria realtà.

 

La SDA Bocconi ha apprezzato il valore economico creato dal Bialncio di mandato della Camera di Commercio di Cosenza, ha visto i risultati del Bilancio di esercizio 2018 della stessa Camera, avendo avuto modo di apprezzare l’ottimizzazione delle risorse che sono state operate, con una logica manageriale che conduce al principio economico del minimo mezzo: massimo risultato con il minimo sforzo. Allo scopo di valorizzare questo sforzo, la SDA Bocconi nell’ambito di NETCAP ha chiesto al Presidente Algieri di presentare l’esperienza del Bilancio camerale come Best Practice in Software Development Asset Bocconi nel prossimo autunno.

 

 

In tal modo, secondo il direttore scientifico di NETCAP SDA Bocconi, viene valorizzata un’esperienza camerale di successo e si fornisce agli altri la possibilità di apprezzare l’approccio e il metodo usato a Cosenza, che hanno condotto a quel risultato economico. “Siamo soddisfatti di questo risultato” dichiara il Presidente della Camera di commercio di Cosenza Klaus Algieri “Siamo soddisfatti non perché ci piace collezionare premi, ma perché delle imprese cosentine e calabresi, che noi rappresentiamo, venga veicolata l’immagine positiva che meritano.

 

Andremo a raccontare la nostra esperienza in SDA Bocconi, che è stata quella di una cosa pubblica gestita con il buon senso del padre di famiglia, come tanti imprenditori gestiscono le proprie imprese. Siamo contenti di poter raccontare in SDA Bocconi, a Milano, la Calabria che funziona, l’Ente pubblico che riesce ad essere efficiente perché ha invertito la piramide, ponendo all’apice l’impresa attraverso quella gestione che gli studiosi definiscono outside e che noi abbiamo chiamato #OpenCameraCosenza, partendo da un organigramma orizzontale nel 2016 delle nostre risorse umane Come Presidente ci tengo a ringraziare la Giunta, il Consiglio e tutto il personale che ha saputo mettersi in gioco con a capo il Segretario generale Erminia Giorno.

 

 

La best practice che abbiamo mostrato in Software Development Asset Bocconi parla di un Bilancio che ha mantenuto inalterato il patrimonio, riuscendo – nonostante la riduzione al 50% del diritto annuo quale principale fonte di entrate camerali – ad aumentare le risorse restituite alle imprese in servizi e in contributi, attraverso un’attenta e capillare azione di riduzione di costi e di aumento di altre entrate. Stiamo parlando di quasi 12 milioni di euro di interventi economici per le imprese e della riduzione dei costi di funzionamento dell’Ente camerale di circa un milione di euro, in cinque anni”.

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Unical, al via il progetto di ricerca Osteonet finanziato dall’UE

Osteonet è finanziato con 1,5 milioni di euro ed il responsabile scientifico è Gerardo Catapano, ordinario di Bioingegneria Industriale del Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale

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RENDE – La proposta internazionale coordinata dall’Unical ha l’obiettivo di formare una nuova generazione di ricercatori e medici in grado di promuovere lo sviluppo e l’uso clinico di tecniche cellulari multidisciplinari e innovative che consentano all’Europa il primato nei trattamenti di patologie ossee dell’invecchiamento più efficienti e sostenibili e con meno effetti collaterali per i pazienti anziani. L’Università della Calabria ha firmato il contratto di sovvenzione con la Commissione Europea per il finanziamento del progetto di ricerca “OSTEONET – In vitro 3D cell models of healthy and OSTEOpathological ageing bone tissue for implantation and drug testing in a multidisciplinary NETwork”, ottenuto nell’ambito dell’iniziativa Horizon Europe Marie Skłodowska-Curie Actions Staff Exchange (SE) initiative.

Osteonet, finanziato con 1.5 milioni di euro ed il cui responsabile scientifico è Gerardo Catapano, ordinario di Bioingegneria Industriale del Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale (DIMEG), si propone due obiettivi principali:

1) Creare una rete europea di esperti di discipline tecniche e medico/biologiche che possano mettere a frutto le loro conoscenze in modo sinergico per sviluppare modelli cellulari tridimensionali in vitro di tessuto osseo sano e invecchiato per promuovere lo sviluppo della medicina di precisione in campo ortopedico;

2) Formare una nuova generazione di scienziati e ricercatori biotecnologici, di personale infermieristico e di laboratorio, e di clinici del futuro che, inseriti in un ambiente multidisciplinare e intersettoriale, siano in grado di superare la propria diffidenza nei confronti di terapie innovative conoscendone meglio il funzionamento e le caratteristiche più convenienti per il paziente, e di sviluppare sistemi innovativi per il trattamento sostenibile e efficace di pazienti e la diagnostica personalizzata (ad es., bioreattori e sistemi dinamici o microfluidici per la coltura di cellule o tessuti umani) riducendo la dipendenza economica e tecnologica dell’Unione Europea da altri paesi.

Nonostante le risorse investite negli ultimi anni a livello mondiale nello sviluppo di tecniche diagnostiche e terapeutiche innovative di tipo rigenerativo o bioingegneristico basate sull’utilizzo di cellule isolate dallo stesso paziente, il numero di tali tecniche che è entrato nella pratica clinica rimane molto limitato. Ciò è dovuto sia alle difficoltà degli operatori sanitari di gestire efficacemente tecnologie innovative che richiedono nuove competenze, che alla generale diffidenza nei confronti di nuove tecnologie. Inoltre, a fronte di un aumento dei costi dell’assistenza sanitaria, molti governi e assicurazioni stanno riducendo sempre più i livelli minimi di assistenza sanitaria garantiti alla popolazione. Il problema è ancora più grave nei paesi occidentali dove il generale invecchiamento della popolazione pesa notevolmente sull’assistenza sanitaria per le caratteristiche delle patologie e delle comorbidità che affliggono una popolazione anziana. In particolare, poi, la risposta non ottimale dei pazienti anziani a farmaci sviluppati per giovani crea ulteriori problemi di morbilità e peggiora la qualità della vita del paziente anziano con significativi costi sociali oltre che assistenziali. Risulta, pertanto, necessario sviluppare e introdurre nella pratica clinica tecnologie innovative che consentano di sviluppare farmaci specifici per il trattamento di patologie tipiche dell’anziano (ad es. patologie ossee) e che consentano di ridurre i costi dello sviluppo di farmaci, ad esempio riducendo l’uso di modelli preclinici animali ricorrendo a modelli cellulari delle patologie studiate.

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Facoltà di medicina a Cosenza, parla Occhiuto: «basta alle lotte di campanile»

«Da settimane il sindaco della città di Catanzaro mi attacca, dicendo che avrei favorito la Facoltà di Medicina a Cosenza», dichiara il Governatore della Calabria

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COSENZA – “Da settimane il sindaco della città di Catanzaro mi attacca, dicendo che io sarei contro la Facoltà di Medicina di Catanzaro e che avrei favorito la Facoltà di Medicina a Cosenza. Oggi rispondo con i fatti: noi non facciamo chiacchiere, come gli altri”. Il governatore della Calabria Roberto Occhiuto, in un video postato sui social, replica al sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita, contro l’istituzione della facoltà di medicina a Cosenza.
Da 20 anni si parla dell’integrazione tra Mater Domini e Pugliese Ciaccio per fare un unico ospedale, e nessuno lo ha mai fatto. Il mio governo regionale, invece, in pochi mesi è riuscito a raggiungere questo obiettivo. Ecco la notizia della giornata: da qui a qualche settimana faremo questo miracolo, istituiremo un grande Policlinico Universitario da 850 posti che renderà ancora più importante la Facoltà di Medicina di Catanzaro. Abbiamo raggiunto questo obiettivo superando alcuni ostacoli. Nel Programma operativo della sanità della Calabria era contenuta una previsione – suggerita dall’ex ministro della Salute – che pretendeva un Dpcm per poter procedere all’integrazione.

“La scorsa settimana ho incontrato a Roma il nuovo ministro della Salute, Orazio Schillaci, – prosegue Occhiuto – ribadendo la mia volontà politica di procedere all’integrazione, ed ho chiesto un parere al Ministero per poter andare avanti velocemente su questo percorso. Stamattina ho richiamato il ministro chiedendo una risposta al mio quesito, risposta giunta via Pec qualche minuto fa: il Ministero ha dato il via libera all’integrazione. Possiamo dunque procedere, rispettando la legge, modificando una parte del Programma operativo, senza bisogno di un Dpcm. Un risultato davvero importante, raggiunto con il lavoro, con i rapporti, con le relazioni, con il rispetto delle norme, e non con le chiacchiere, perché con le chiacchiere non si risolvono i problemi. Lo dico a quelli che pensano di poter governare città facendo convegni, adunate, chiacchiere: non si risolvono così i problemi. Oggi posso dire che faremo l’integrazione tra Mater Domini e Pugliese Ciaccio, che sarà una grande occasione, mai realizzata prima, per la Facoltà di Medicina di Catanzaro e per la città di Catanzaro”.

Facolta di medicina a Cosenza: “basta alle lotte di campanile”

“Ho raccolto una sanità in macerie – ribadisce il governatore Occhiuto. – I calabresi non possono curarsi e vanno fuori dalla Calabria, in altre Regioni, nelle quali poi magari trovano professori universitari medici calabresi che lavorano altrove o specializzandi calabresi che lavorano altrove. E poi noi in Calabria abbiamo il sistema sanitario che tutti conosciamo. In Calabria, con le macerie che abbiamo nel sistema sanitario, più competenze riusciamo a seminare, più professori universitari abbiamo nei nostri reparti, più specializzandi abbiamo, e meglio è. Io non so dove andare a prendere i medici, dunque se c’è la possibilità di avere più medici e più specializzandi perché ci sono più Facoltà di Medicina, questa è una buona cosa. E io mi devo occupare di questo, dei bisogni di salute dei calabresi, non delle lotte di campanile.

A Cosenza da 20 anni si parlava dell’istituzione della Facoltà di Medicina, e nessuno aveva fatto mai niente. Io ho semplicemente accompagnato un progetto nato per impulso del rettore Leone, perché sono convinto che più Facoltà di Medicina, se lavorano insieme ma in competizione tra loro, migliorano la qualità dell’offerta formativa e soprattutto seminano più competenze in un sistema sanitario che ha bisogno di mettere al centro del suo interesse il diritto alla cura dei calabresi e non le lotte di campanile”.

 

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Unical, 13 milioni dal Mur per 3 nuovi edifici e 1312 posti in più

L’Università della Calabria è stata inserita tra i 43 atenei beneficiari, in tutta Italia, dei fondi per l’edilizia straordinaria

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ARCAVACATA (CS) – L’Università della Calabria è stata inserita tra i 43 atenei beneficiari, in tutta Italia, dei fondi per l’edilizia straordinaria stanziati dal Mur. È stata, infatti, pubblicata sul sito del Ministero dell’Università e della Ricerca la graduatoria delle università statali che hanno avuto accesso alla prima tranche di contributi del Fondo per l’edilizia e le infrastrutture di ricerca, istituito per promuovere gli interventi di ammodernamento strutturale e tecnologico delle università e degli enti di ricerca. Questa linea di interventi, la prima del Fondo, vede impegnati  537 milioni di euro su oltre 1 miliardo e 400 milioni complessivi in esso confluiti e riguarda lavori di edilizia da avviare entro il prossimo 30 giugno.

All’Unical, in particolare, sono stati assegnati dal Mur circa 7,5 milioni di euro che saranno utilizzati, unitamente ad altri importi a carico dell’ateneo, per un totale di oltre 13 milioni, per lavori di realizzazione di aule per l’apprendimento cooperativo e per l’erogazione di didattica in percorsi di formazione a distanza (9 milioni) e lavori di ristrutturazione (4.246.000).

I nuovi edifici

Il primo progetto riguarda la realizzazione di 3 edifici (cubetti) destinati ad aule universitarie che, oltre alla tipologia di aule standard, potranno essere attrezzate anche per la didattica cooperativa (cooperative learning) e per la didattica a distanza (e-learning). Queste ad oggi, non sono presenti nell’ateneo e rappresentano, quindi, un importante ampliamento dell’offerta formativa. L’intervento nasce dalla necessità di disporre di nuove aule didattiche, sia in funzione dell’attivazione di nuovi corsi di studio, sia per migliorare le forme di insegnamento e poter rispondere alle sempre maggiori esigenze degli studenti. È prevista la realizzazione di due nuovi “cubetti” (che saranno denominati 28E e 37A) lungo l’asse del Ponte universitario e una nell’area Polifunzionale.

Tutte le strutture saranno dotate di impianti all’avanguardia per un consumo energetico quasi nullo (NZEB Nearly Zero Energy Building), con impianti termomeccanici di climatizzazione invernale ed estiva e di ventilazione meccanica controllata.

Le aule previste nei 3 edifici potranno ospitare da un minimo di 24 ad un massimo 150 posti ciascuna (il numero dei posti varia a seconda del tipo di modalità didattica utilizzata), e saranno così strutturate: 8 aule saranno attrezzate per il cooperative learning, e 6 aule saranno attrezzate per l’e-learning.

In totale saranno disponibili 1.312 posti di cui n. 480 sia per il cubo 28E (5 aule) che per il cubo 37A (5 aule) e n. 352 per il Polifunzionale (4 aule).

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