Calabria nella "fornace" africana. E andrà peggio, caldo feroce e picchi fino a 44 gradi - QuiCosenza.it
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Calabria nella “fornace” africana. E andrà peggio, caldo feroce e picchi fino a 44 gradi

Caldo afoso e persistente in Calabria per l’azione dell’anticiclone africano. E nel prossimi giorni ulteriore aumento delle temperature

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COSENZA – Calabria sempre più stretta nella morsa dell’afa e del caldo africano proveniente direttamente dal deserto del Sahara. Dopo Hannibal e Scipione è Caronte a prendersi la scena, con la cupola anticiclonica che da inizio settimana ha abbracciato tutta l’Italia, anche se nei prossimi giorni, in particolare nel week-end e tra lunedì e martedì, saranno le due Isole maggiori e buona parte del Sud a risentire di un ulteriore espansione dell’anticiclone sub-tropicale con l’arrivo di aria ancora più rovente.

In tale contesto, a predominare la scena, saranno l’afa e le alte temperature, già prossime ai 38-40 gradi sia nelle zone pianeggianti che lungo i litorali, destinate ad un ulteriore aumento. Uno scenario di caldo persistente che vedrà direttamente coinvolta anche la Calabria con ulteriore intensificazione del caldo quando l’aria rovente di matrice africana picchierà duro con picchi vicini ai 42 -44 gradi soprattutto nelle zone interne, rendendo le giornate quasi insopportabili anche di notte. Una situazione di “stallo” meteo che resterà immutata per almeno una decina di giorni acuendo ancora di più la giù grave situazione siccitosa, visto che non si prevedono perturbazioni all’orizzonte. Le raccomandazioni degli esperti sono quelle di evitare di uscire nelle ore più calde, in particolare tra le 11 e le 16, e nel primo pomeriggio quando l’attività solare risulta maggiormente severa.

 

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Area industriale di Rende “tra allagamenti e degrado: è solo un bancomat per il Comune”

Lo scrive Francesca Cufone Commissario Idm Rende “resta meta di passerelle da campagna elettorale per poi cadere nel dimenticatoio”

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RENDE (CS) – “L’area industriale di Rende, baricentrica rispetto all’area urbana usufruendo di 3 ingressi, è una delle più importanti della Calabria sia per estensione (500 ettari) che per numero di imprese presenti (300 circa). Nonostante sia una realtà così importante possiamo affermare ,senza tema di smentita, che la stessa  è trascurata dall’Amministrazione comunale e considerata solo una sorta di bancomat per le casse comunali”. Lo scrive Francesca Cufone Commissario Idm Rende.

Area industriale di Rende “meta di passerelle da campagna elettorale”

“Ancora si è in attesa del collegamento diretto con lo svincolo autostradale ed anche con la zona universitaria e ad oggi necessita di una serie di interventi migliorativi sia infrastrutturali (strade, reti fognarie, ecc.) che di servizi (trasporti, sicurezza, ecc.). È stato istituito, gli anni scorsi un consorzio per lo sviluppo dell’area industriale, promotore di una serie di iniziative, in sinergia con gli enti pubblici e con altri soggetti istituzionali, mirati alla risoluzione dei problemi esistenti ed all’ottimizzazione del funzionamento dell’area, ma in sostanza, nel corso degli anni, nulla è cambiato. L’area industriale resta meta di passerelle da campagna elettorale per poi cadere nel dimenticatoio subito dopo. A breve forse cambierà la toponomastica in memoria degli imprenditori locali, ma per il resto non c’è stato alcun intervento migliorativo: una totale carenza di servizi rende meno attrattiva l’area, unitamente all’eccessiva imposizione tributaria da parte del Comune, il che rende difficile anche a chi già opera sul territorio, restare. Figuriamoci se, nella situazione in cui versa, attrarrebbe dei nuovi investitori.

“Allagamenti continui e tassa rifiuti troppo alta”

“Riceviamo costantemente segnalazioni riguardanti allagamenti, nonostante la siccità, a causa di mancata bonifica di determinate aree, – prosegue il commissario Idm Rende – che comportano danni a diversi edifici. Di recente si è parlato di Protocollo di Intesa con il Consorzio di Bonifica Integrale dei Bacini Meridionali del Cosentino e tra le aree che saranno interessate alla riqualificazione ambientale vi è il bocciodromo, mentre non è stata annoverata la Zona Industriale, dove un improvviso acquazzone riesce a creare disagi non indifferenti anche a chi transita lungo la strada. In questo periodo la zona suddetta è anche sede concorsuale, e  l’acquazzone dello 8 Luglio 2022 ha costretto a sospendere la prova scritta in fase di svolgimento. Nonostante vi transitano lungo la strada principale diverse tratte ( Cs-Rose,-Montalto-Castiglione), la normativa vigente non consente fermate nell’area industriale, costringendo a preferire il mezzo privato a quello pubblico.

Nella zona industriale di Contrada Cutura mi interessai per esempio – prosegue la Cufone –  personalmente a far estendere il servizio di trasporto pubblico dall’ex hotel San Carlo sino a Contrada Cutura e dall’estate 2010 è garantito il servizio ma solo per alcune fasce orarie. Queste ultime andrebbero riviste unitamente alle tratte. Altro tasto dolente è la questione rifiuti: non solo per la presenza di rifiuti abbandonati lungo la strada, ma anche per le tariffe applicate sui rifiuti urbani elevate rispetto al quantitativo effettivo di rifiuti prodotto, riconducibile ad un sacchettino a settimana. Come Italia del Meridione chiediamo che l’Ente riveda le tariffe in base non al suolo occupato, come accade per il calcolo dell’Imu, bensì dei rifiuti effettivamente prodotti e smaltiti. Va precisato che le aree altamente inquinate beneficerebbero anche di uno sconto, ma a quanto pare non se ne tiene conto, e l’eccessiva imposizione tributaria non è dunque compensata da adeguati servizi, che vanno dall’illuminazione alla manutenzione delle strade e sistemi di videosorveglianza pubblica integrativa rispetto a quello privato già esistente, essendo la Zona Industriale completamente buia al calar del Sole.

È evidente che l’area industriale si sente completamente abbandonata e dopo continue segnalazioni, in molti imprenditori si legge in viso la rassegnazione e si cerca con i propri mezzi e risorse di colmare questo vuoto in termini di servizi essenziali. Oltre al danno e disagi che vivono quotidianamente, – conclude la Cufone – si aggiunge anche la beffa delle eccessive tariffe applicate in termini di tributi. Le segnalazioni che riceviamo e rendiamo pubbliche attraverso la stampa sono frutto del nostro interesse, come cittadini e come Movimento politico al fine di tutelare un territorio che mai come in questo momento storico è nel degrado più totale, da ogni angolazione lo si osservi”

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Calabria

Covid: risalgono i contagi Calabria (+1.895), positività al 24,12%. In calo i ricoveri

Rispetto a ieri processati il doppio dei tamponi (+7.851). In provincia d Cosenza si contano oggi +547 nuovi positivi e tre vittime

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COSENZA – Aumentano i tamponi processati e torna risale anche il dato sui nuovi positivi in Calabria, dove nelle ultime 24 ore sono stati accertati +1895 contagi (ieri erano stati +612) ma a fronte, come detto, di un maggior numero di tamponi. Torna a salire anche il tasso di positività che si attesta al 24,12% (ieri era al 19,89%). Tra rapidi e molecolari sono stati analizzati effettuati +7.851 test (ieri erano stati +3.077). Provincia per provincia i casi sono così distribuiti: +400 a Catanzaro, Cosenza +547, Reggio Calabria, +487, Crotone, +244, Vibo Valentia, +128, altre Regioni o Stati esteri +89.

Dopo il rialzo di ieri torna a scendere il dato sui ricoveri sia in area medica (nel saldo si registrano sei nuovi ingressi e e dodici dimissioni) e di due unità anche nelle terapie intensive. Attualmente negli ospedali calabresi si trovano ricoverate 291 persone. Di queste 282 (-6) si trovano nei reparti di malattie infettive e 9 in rianimazione (-2). Sono cinque i decessi nelle ultime 24 ore (tre di questi a Cosenza, uno rispettivamente a Crotone e Reggio Calabria). Il totale delle vittime da inizio pandemia sale a 2.865. Continua a diminuire il numero di persone attualmente positive al covid: sono 71.080 (-342). I guariti dal covid sono invece 435.935 (+2.232) mentre ad oggi le persone in isolamento sono 70.789 (-334).

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Un nuovo depuratore sequestrato in Calabria. Sversava reflui fognari nel terreno

Criticità in due depuratori, uno sequestrato a Soverato dalla Polizia Ambientale. Comminate sanzioni per complessivi 416.000 euro

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SOVERATO (CZ) – Un depuratore è stato sequestrato dai militari del Nucleo operativo di Polizia ambientale dell’Ufficio circondariale marittimo di Soverato. Nelle settimane passate sono stati operati diversi sequestri penali e sono state comminate sanzioni amministrative per complessivi 416.000 euro. In questi giorni i controlli continuano ad essere focalizzati sugli impianti di depurazione delle acque reflue urbane che, spesso, soprattutto nel periodo estivo, rappresentano una delle maggiori criticità per l’ambiente marino e di conseguenza per tutto l’ecosistema.

Criticità in due depuratori, uno sequestrato

In questa fase sono stati attenzionati due depuratori che, a causa di una serie di anomalie, scaricavano reflui fognari non trattati e non depurati, in parte sul suolo circostante contaminando il terreno e le sottostanti falde acquifere, ed in parte in pozzetti finali di uscita bypassando i sistemi di purificazione.

Reflui fognari e fanghi nel terreno

In particolare, in uno degli impianti ispezionati e successivamente posto sotto sequestro penale, è stata rinvenuta una considerevole quantità di reflui fognari e fanghi che anziché essere avviati allo smaltimento, come vorrebbe la normativa vigente, venivano abbandonati sul terreno e successivamente scaricati nel corpo recettore. Nello stesso impianto sono state altresì rinvenute gravi carenze ed avarie alle varie componenti utile per il processo di depurazione nonché l’incontrollato abbandono di rifiuti ferrosi. Oltre all’attività sui depuratori sono stati effettuati controlli sul regolare funzionamento delle condotte fognarie delle relative stazioni di sollevamento riscontrando che il trasporto, per il successivo scarico di reflui fognari, veniva eseguito in violazione della normativa vigente in quanto eseguito senza l’idonea documentazione necessaria per effettuare tale attività.

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