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Fagnano Castello, uccide la moglie a coltellate al culmine di una lite

Femminicidio a Fagnano Castello. Sonia Lattari, 42 anni, è stata uccisa con diverse coltellate dal marito Giuseppe Servidio

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Foto-Video Francesco Greco

FAGNANO CASTELLO (CS) – Ennesimo e drammatico caso di femminicidio in Italia. Questa volta la tragedia arriva dalla provincia di Cosenza ed in particolare da Fagnano Castello dove una donna di 42 anni, Sonia Lattari, è stata uccisa dal compagno e marito Giuseppe Servidio di 52 anni, che l’avrebbe aggredita colpendola con una serie di coltellate al culmine di una furiosa lite. Il fatto è accaduto nel primo pomeriggio di oggi in un appartamento al primo piano che si trova ubicato nel centro del comune dell’Esaro, in via Gramsci. Sul caso indagano i carabinieri che sono intervenuti dopo le richieste di aiuto da parte dei vicini che hanno sentito le urla disperate della donna. Anche l’uomo, subito dopo aver accoltellato da donna con diversi fendenti, avrebbe preso il telefono per allertare i soccorsi. Immediato l’intervento dei sanitari, ma per la 43enne purtroppo non c’è stato nulla da fare. Il suo cuore aveva già smesso di battere.

La coppia aveva due figli che, pare, non fossero presenti in casa al momento dell’aggressione. L’uomo al momento si trova in stato di fermo. Giuseppe Servidio é stato bloccato dai carabinieri nei pressi dell’abitazione in cui é avvenuto l’uxoricidio. L’indagine è coordinata dal Procuratore della Repubblica di Cosenza Mario Spagnuolo mentre sul posto sono arrivati i carabinieri del Reparto Investigazioni Scientifiche che stanno effettuando tutti i rilievi mentre la via dove si trova l’appartamento in cui si è consumata la tragedia è stata transennata. Secondo quanto é emerso dalle prime indagini, i rapporti tra Sonia Lattari ed il marito erano tesi da tempo per motivi che sono in corso d’accertamento. Servidio, di professione camionista, aveva fatto ritorno A Fagnano da poco tempo, dopo che per motivi di lavoro si trovava frequentemente all’estero. Ancora non è chiaro se a scatenare la follia omicida dell’uomo sia stata una lite per motivi di gelosia.

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San Giovanni in Fiore: abusi sessuali su 2 minori per pochi euro, complici i genitori

Accertata la responsabilità dei genitori, un 46enne ed una 48enne. Erano loro che agevolavano la commissione degli abusi sessuali sui due minori

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SAN GIOVANNI IN FIORE (CS) – Blitz dei carabinieri di Cosenza che questa mattina hanno arrestato due persone e applicato una misura cautelare per una terza, tutti indagati per concorso in violenza sessuale in danno di due minori. L’indagine dei militari della stazione di San Giovanni in Fiore si è concentrata nei confronti di un 46enne, accusato di abusare sessualmente di due ragazze minori, una delle quali disabile, all’interno della loro abitazione.

Abusi anche una una terza sorella

Gli approfondimenti investigativi svolti dai carabinieri non solo hanno permesso di riscontrare l’ipotesi investigativa originaria, ma hanno consentito di accertare altri abusi sessuali, commessi dallo stesso indagato, in danno di un’altra sorella, disabile, poco più che maggiorenne.

I genitori “agevolavano” gli abusi per pochi euro

Accertata la responsabilità dei loro genitori, un 46enne ed una 48enne, per aver agevolato la commissione degli abusi sessuali, mediante l’accesso all’abitazione e l’utilizzo esclusivo di una camera da letto. Nel corso delle indagini è anche emerso anche come il 46enne fosse solito lasciare pochi euro all’interno dell’abitazione dopo aver compiuto gli abusi.

Il 46enne in carcere, ai domiciliari la madre

Il gip presso il Tribunale di Cosenza, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti del 46enne, autore dei vari ed accertati abusi sessuali. Nei confronti della madre delle tre ragazze è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari mentre, nei confronti del padre, la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Per i genitori, il gip ha disposto anche la sospensione della potestà genitoriale nei confronti delle due figlie minori.

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Occupazione abusiva del demanio. Sequestrato un noto Hotel sul Tirreno cosentino

A finire nel mirino delle fiamme gialle una nota struttura ricettiva di Scalea, nei pressi della “Torre Talao”, di circa 1.500 mq

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SCALEA – A distanza di poche settimane dalle recenti attività finalizzate al controllo del territorio ed al contrasto al diffuso abusivismo, si registra un ulteriore intervento effettuato dai militari della Guardia di Finanza di Scalea unitamente a personale dell’Agenzia del Demanio Direzione Regionale Calabria. A finire nel mirino dei militari è stata una nota struttura ricettiva in Scalea, nei pressi della “Torre Talao” di circa 1.500 mq che dalle verifiche effettuate risultava occupare un’area di demanio marittimo, in totale assenza di titolo concessorio. L’importante operazione condotta dalle fiamme gialle e conclusasi con il sequestro della predetta struttura, ha dunque consentito di accertare un consistente mancato introito per le casse erariali.

Sul sequestro è intervenuta anche l’associazione Italia Nostra che ha espresso vivo apprezzamento ed elogio agli uomini del Capitano Francesca Esposito della Guardia di Finanza e dell’avvocato Antonio Arnoni dell’Agenzia del Demanio nell’assolvimento delle attività di istituto finalizzate a scongiurare e reprimere illeciti in violazione delle norme a tutela del Demanio marittimo e costiero. “Non si può che costatare positivamente come proseguono sul territorio dell’ Alto Tirreno in maniera serrata il controlli della Guardia di Finanza e dell’ Agenzia del Demanio al fine di prevenire e reprimere fenomeni diffusi di abusivismo ed illegalità che sempre costituiscono inaccettabile ostacolo al corretto sviluppo economico del territorio nel rispetto dell’ ambiente e del paesaggio costiero. Il Demanio Pubblico – scrive ancora l’associazione –  venga riportato totalmente sotto il controllo dello Stato. Chi per legge regionale detiene le funzioni di gestione e di vigilanza faccia il proprio dovere per abusi grandi o piccoli che siano, non si giri dall’ altra parte, come troppo spesso avviene, lasciando il compito della segnalazione o della denuncia alle Associazioni Ambientaliste, che lungi dall’essere apprezzate ed incoraggiate, diventano spesso contro parti di istituzioni locali”.

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Rischia di morire soffocata. Maresciallo eroe salva bimba cosentina sullo scuolabus

Una pattuglia dei Carabinieri Forestale di Laino Borgo è intervenuta dopo essere stata attirata dalle urla di aiuto dei compagni di classe

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COSENZA – Rischiava di soffocare ma il pronto intervento di un militare le ha probabilmente salvato la vita. È quanto accaduto oggi pomeriggio a Laino Borgo, in provincia di Cosenza, ad una bambina di dodici anni a bordo di uno Scuolabus. Una pattuglia dei Carabinieri Forestale della locale Stazione si trovava di passaggio in località “Aria della Praia” di Laino Borgo quando è stata attirata da alcuni bambini che correvano lungo la strada chiedendo aiuto perché una loro compagna di classe stava male all’interno dello Scuolabus.

I militari sono accorsi trovando lo Scuolabus parcheggiato nelle vicinanze e l’autisto intento nei primi soccorsi mentre la bambina era supina, priva di conoscenza e con la bocca serrata. Il Maresciallo è riuscito ad effettuare le necessarie manovre di primo soccorso che fortunatamente ne hanno consentito la respirazione autonoma ottenendo, dopo alcuni minuti, segni di miglioramento. Subito dopo, allertati dai militari, sono giunti i sanitari del 118 di Mormanno che hanno preso in carico la 12enne e ne hanno disposto il trasferimento per ulteriori accertamenti nell’ospedale di Cosenza

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