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Le migliori diete per perdere peso e proteggere il cuore

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La classifica delle diete migliori e peggiori del 2021 è proposta da un gruppo di esperti americani

 

Il team, tra cui nutrizionisti e specialisti in diabete, salute del cuore, comportamento umano e perdita di peso, ha esaminato 39 differenti regimi alimentari e valutato ciascuna dieta considerando sette parametri: perdita di peso a breve termine, perdita di peso a lungo termine, facilità nel seguirla completezza di nutrienti, rischi per la salute, efficacia nella prevenzione delle malattie cardiovascolari ed efficacia nella prevenzione del diabete.
Sul podio la dieta mediterranea, al secondo posto la Dash e terza la dieta flexitariana. Al primo posto troviamo la dieta mediterranea. Povero di carne rossa, zuccheri e grassi saturi, questo regime alimentare si concentra soprattutto sul consumo di grassi monosaturi, che si trovano nell’olio d’oliva e in alcune noci, sostanze benefiche che aiutano a ridurre il rischio di malattie cardiache, cancro, depressione e aiutano anche nella riduzione del peso. Molto utilizzati sono poi legumi, erbe e spezie, frutta e verdura, mentre yogurt e formaggi si consumano con moderazione così come il vino rosso.

La dieta DASH è l’acronimo di Dietary Approaches to Stop Hypertension, un regime alimentare che, come specifica il nome, si concentra non tanto sulla perdita di peso quanto sull’abbassamento della pressione sanguigna. Questa dieta incentiva il consumo di frutta, verdura e cereali integrali, scoraggiando al contempo l’uso di oli tropicali, latticini, dolci zuccherati e alimenti trasformati. Limita inoltre il consumo di sodio a non più di 2.300 mg (1 cucchiaino) al giorno, mentre la versione a basso contenuto di sale incoraggia il consumo di non più di 1.500 mg (3/4 cucchiaio) di sale al giorno.

La dietista Dawn Jackson Blatner ha coniato il termine flexitariano combinando due termini inglesi ( vegetarian e flexible). La dieta flexitariana utilizza quotidianamente cereali integrali, frutta e proteine vegetali e solo sporadicamente carne e pesce.
La chiave di questo regime alimentare, dunque, è non evitare completamente la carne ma passare ad una dieta il più possibile vegetale. Gli esperti concordano sul fatto che, una tale dieta, possa effettivamente aiutare nella perdita di peso e nel ridurre le possibilità di contrarre cancro, malattie cardiache e diabete.

Ultima in classifica, anche quest’anno è la dieta Dukan, che si concentra sulle proteine anziché sul conteggio delle calorie. Ma anche altri regimi alimentari particolarmente restrittivi come la Atkins, la raw food (crudista) e la Paleo dieta, si trovano in fondo alla classifica.

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Scontrini ed etichette: cosa sta cambiando grazie alla carta termica Bpa free

Da gennaio 2020 è entrata in vigore la nuova normativa UE 2016/2235, con la quale è stato vietato l’utilizzo della carta termica con una percentuale superiore allo 0,02% di Bisfenolo A

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La carta termica, largamente utilizzata in tutto il mondo per gli scontrini nella vendita al dettaglio e non solo, rappresenta anche una minaccia per l’ambiente e la salute a causa della presenza del Bisfenolo A (Bpa). Si tratta di una sostanza tossica per l’uomo e l’ecosistema, per questo motivo le nuove regolamentazioni europee hanno messo al bando i vecchi scontrini ed etichette con percentuali elevate di Bpa.

Da gennaio 2020 è entrata in vigore la nuova normativa UE 2016/2235, con la quale è stato vietato l’utilizzo della carta termica con una percentuale superiore allo 0,02% di Bisfenolo A.

Al suo posto, commercianti e imprese possono adoperare prodotti con incidenza inferiore allo 0,02% di Bpa, oppure scegliere la carta termica senza Bisfenolo, una soluzione 100% green in quanto riciclabile.

Cosa bisogna sapere sulla carta termica Bpa free

Come spiegato anche dalla guida dettagliata che spiega il significato di Bpa free proposta dal web magazine di Lyreco, l’adozione di prodotti senza percentuali di Bisfenolo A non comporta cambiamenti radicali per la quotidianità aziendale.

Il cambiamento è considerevole, tenendo conto che in passato la sua presenza poteva incidere fino al 2% sul peso complessivo della carta per scontrini ed etichette. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, il Bisfenolo A è usato fin dagli anni sessanta, non solo per la carta termica ma anche per la produzione di dispositivi odontoiatrici, biberon, cosmetici, contenitori ad uso alimentare e composti resinici impiegati per la realizzazione di lattine.

A causa della sua tossicità, dal 2009 è stato gradualmente messo al bando in tantissimi ambiti, soprattutto quelli più a rischio come i prodotti per l’infanzia e quelli ad uso alimentare. Per l’ISS il Bpa è in grado di alterare l’equilibrio endocrino, con effetti negativi nella salute del sistema immunitario, riproduttivo e nervoso, specialmente nelle donne e nei bambini piccoli.

Adoperare una carta Bpa free è senz’altro una scelta etica per la sostenibilità ambientale e sociale del proprio business, considerando che la carta termica con tracce anche minime di Bisfenolo A non può essere riciclata, ma è identificata a tutti gli effetti come un rifiuto non riciclabile, da smaltire in modo indifferenziato. Passare ai prodotti Bpa free, dunque, consente di rendere l’ambiente di lavoro un luogo più green, diminuendo l’inquinamento generato dalla propria attività.

Il nuovo step dello scontrino elettronico per la sostenibilità ambientale

Oltre alla carta termica Bpa free di nuova generazione, dal 2021 è scattato l’obbligo dello scontrino elettronico, in vigore dal 2019 soltanto per le imprese con fatturato superiore a 400 mila euro. Per rispettare la norma è indispensabile equipaggiarsi con un registratore di cassa telematico, attraverso il quale inviare i resoconti sul venduto ai fini fiscali in modo digitale e non più cartaceo.

Si tratta di un ulteriore step per il miglioramento della sostenibilità ambientale delle aziende, in quanto i commercianti non sono più tenuti a emettere lo scontrino di carta, ma possono semplicemente trasmettere i dati al Fisco in maniera telematica. Lo scontrino potrà ancora essere rilasciato ai clienti che lo richiedono, ad esempio come ricevuta fiscale per eventuali rimborsi e cambi merce.

Allo stesso tempo, i clienti possono anche optare per l’invio di un documento fiscale digitale, che l’esercente può mandare tramite email per evitare l’utilizzo della carta termica, basta che l’operazione di acquisto sia registrata correttamente e segnalata. Questa misura si aggiunge ad altre iniziative per incentivare l’uso dei servizi digitali, come la Lotteria degli scontrini e il piano di cashback Italia Cashless.

Il potenziamento dei servizi telematici, oltre all’uso di prodotti ecologici come la carta termica Bpa free, consente di fare un passo in avanti verso la sostenibilità delle imprese e la semplificazione delle procedure contabili e fiscali. Inoltre, è possibile ridurre i rischi per la salute e la quantità di rifiuti generati da aziende e privati, per una società meno inquinante e un modello economico più ecologico e responsabile.

 

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Sanità: in Calabria 40 mila persone affette da glaucoma, 1 su 2 non lo sa

Sono 40mila i calabresi che soffrono di glaucoma, malattia neurodegenerativa che colpisce più di 1 milione 200 mila persone in Italia 

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CATANZARO – La malattia è caratterizzata principalmente da un aumento della pressione intraoculare che, a lungo andare, danneggia il nervo ottico, limitando il campo visivo dalla periferia verso il centro. I principali campanelli d’allarme sono piuttosto evidenti: si comincia ad inciampare, a sbattere frequentemente contro gli angoli o ad accorgersi in ritardo della presenza di un ostacolo quando si cammina o si guida. “Il 50% dei pazienti non sa di avere il glaucoma – afferma il prof. Vincenzo Scorcia, direttore della U.O. di Oculistica dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro – perché si arriva tardi alla diagnosi e il 20% è esposto al rischio concreto di perdere la vista. Coinvolge entrambi gli occhi determinando danni permanenti al nervo ottico, che nel tempo possono portare a ipovisione e cecità”.

A partire dai 40 anni è buona norma sottoporsi regolarmente a controlli oculistici, che includano la misurazione della pressione intraoculare così da poter scoprire la malattia nelle fasi iniziali quando ancora non presenta sintomi evidenti. In questo senso sarebbe auspicabile rafforzare ulteriormente il network tra medicina del territorio e centro ospedaliero specialistico per gestire al meglio il percorso di diagnosi e cura dei pazienti affetti da glaucoma”.

Diagnosi precoce con screening mirato per identificare precocemente le categorie a rischio possono salvare la vista e preservare la qualità di vita nella maggior parte delle persone con glaucoma. “La pandemia ha inciso e sta incidendo fortemente – prosegue Scorcia – sui percorsi oculistici di diagnosi e cura, poiché chi è affetto da patologie croniche, come il glaucoma, ha necessità di fare controlli ed essere seguito secondo un calendario di visite prestabilito. Fortunatamente la situazione è in via di miglioramento e questo ci ha permesso di poter riprendere la nostra attività di diagnosi e trattamento, intervenendo in prima battuta sui casi più gravi e poi a pioggia su tutti gli altri”.

“Nel nostro centro, come nelle altre strutture specialistiche, cerchiamo di gestire al meglio il percorso di cura del paziente, valutando tutte le opzioni disponibili, sia mediche che chirurgiche. Di recente abbiamo introdotto nuove tecniche chirurgiche mini invasive che permettono di ridurre la pressione intraoculare, quando le gocce non sono più sufficienti. Essendo mini invasive, la procedura è meno complicata, non richiede punti di sutura e la gestione del post operatorio è più semplice rispetto alla chirurgia tradizionale, con un recupero della vista più rapido”. “Si tratta di una chirurgia mini invasiva – sottolinea ancora Scorcia – che ha come ideale un paziente che non riesce più ad avere una pressione oculare compensata con la terapia medica, ossia le gocce. Questo nuovo dispositivo permette d’intervenire anche in anestesia locale, riducendo il decorso post operatorio. I risultati finora sono molto buoni e i pazienti sono soddisfatti”.

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Quattro consigli utili per scegliere il miglior outfit sportivo

Per mantenersi in forma è necessario svolgere attività sportiva o frequentare la palestra, ma è indispensabile anche indossare l’outfit migliore per consentire la massima libertà dei movimenti, sentirsi a proprio agio e svolgere ogni esercizio nella maniera più appropriata, senza incorrere in errori che renderebbero nullo lo sforzo fisico.

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Scegliere la nuova collezione di abiti e accessori sportivi con le caratteristiche più innovative, significa prestare attenzione ad ogni minimo particolare e curare ogni dettaglio, di conseguenza ogni esercizio, gara e attività fisica, verrà svolto e affrontato nelle migliori condizioni. Ecco 4 consigli utili per scegliere il miglior outfit sportivo.

Vestire con abiti di qualità per sentirsi a proprio agio

Lo sport e il fitness non sono soltanto puro sforzo fisico ma rappresentano anche un piacere, sia per quanto riguarda gli ostacoli da superare per effettuare gli esercizi più complessi, sia per le gare sportive da affrontare. Indossare un outfit sportivo di qualità contribuirà a migliorare le prestazioni, per via delle caratteristiche adatte ai movimenti che questo tipo di abiti possiede, e perché no, anche per una maggiore soddisfazione estetica, in fondo sentirsi bene nei propri panni è uno stimolo rassicurante sempre positivo.

La qualità dell’outfit sportivo è fondamentale, il tessuto deve essere resistente ai lavaggi e deve anche asciugare rapidamente. Gli indumenti semplici e pratici da lavare sono la soluzione migliore per svolgere le attività sportive nel massimo comfort.

Comodità significa anche salute e igiene

Comodità dell’outfit sportivo significa scegliere l’abbigliamento giusto e gli accessori adatti per il tipo di attività fisica o sport specifico. In generale non bisogna scegliere indumenti e intimo troppo stretti, perché potrebbero impedire i movimenti corretti e addirittura bloccare la circolazione sanguigna (nel peggiore dei casi). Stesso discorso per quanto riguarda gli indumenti troppo larghi, che potrebbero intralciare i movimenti e invalidare lo sforzo fisico. Ogni tessuto che impedisce il corretto movimento delle articolazioni perché risulta troppo rigido, è fortemente sconsigliato.

Comodità, in questo caso, significa anche salute e igiene, in quanto il capo d’abbigliamento scelto per svolgere esercizio fisico deve consentire una corretta traspirazione della pelle, proprio perché durante lo sforzo la sudorazione aumenta. L’outfit sportivo migliore deve essere realizzato con tessuti assorbenti ma traspiranti, per assicurare una sensazione di freschezza e pulizia durante gli allenamenti e persino in gara. In questo modo le caratteristiche di comodità, igiene e salute vengono totalmente soddisfatte.

Utilizzare gli accessori adatti

Ogni esercizio, allenamento e sport richiede l’utilizzo di accessori giusti, per asciugare il sudore e rilassarsi, ricaricarsi bevendo liquidi, sali minerali e integratori naturali. Borracce e bottiglie per l’idratazione, polsini, cappelli, scaldamuscoli ma anche il cardio-frequenzimetro e gli accessori tecnologici di ultima generazione, sono utili per migliorare le prestazioni e sentirsi sempre a proprio agio durante gli allenamenti e le competizioni.

Vestire a strati durante gli esercizi

Ogni allenamento non viene effettuato con un’intensità costante, di conseguenza il calore e la temperatura del corpo variano a seconda della fase. Vestire a strati è il miglior modo per affrontare ogni step al massimo dei livelli. In fase di riscaldamento, stretching e defaticamento è necessario indossare un outfit più pesante, quindi avere più strati per consentire al corpo di mantenere stabile la temperatura. In fase di allenamento o durante la gara vera e propria il fisico ha bisogno di maggiore traspirazione, quindi è necessario “sbucciare” gli indumenti più pesanti e rimanere con abiti più leggeri per favorire i movimenti e non avere una sudorazione eccessiva. Questo consiglio è molto utile anche per prevenire gli effetti spiacevoli dovuti agli sbalzi di temperatura.

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