ROMA – «Ci saranno presto quasi 300 euro al mese di aumento per i docenti». Parole nette quelle del ministro per l’Istruzione, Giuseppe Valditara durante il Question Time alla Camera. Il titolare del dicastero di Viale Trastevere interviene riguardo l’interrogazione parlamentare presentata da Alleanza Verdi Sinistra riguardo il rinnovo del contratto. Il Ministro ha evidenziato lo stanziamento di 3 miliardi per il prossimo contratto 2022-2024 oltre al Contratto collettivo 2019/2021 che incrementa anche le indennità fisse previste per il personale Ata e per i docenti: «insomma, tra l’anno scorso e il 2024 saranno quasi 300 euro al mese di aumenti per i docenti». Il Ministro ha poi aggiunto che «per il personale Ata si stima un aumento medio mensile da 173 a 303 euro».
«Premetto si deve a questo governo il merito di aver sbloccato dopo un grave ritardo maturato dai governi precedenti il contratto collettivo 2019-2021, grazie al quale – ha affermato Valditara – abbiamo raggiunto importanti risultati in relazione agli incrementi delle retribuzioni del personale scolastico. Ricordo infatti che il contratto si è potuto concludere grazie all’accordo da me raggiunto con le organizzazioni sindacali, che ha reso disponibili per la retribuzione del personale 300 milioni di euro stanziati dalla legge di bilancio per l’anno 2022. Ricordo – ha poi aggiunto – che grazie a varie iniziative da noi assunte, come quelle sui docenti tutor, orientatori, sul potenziamento delle attività extracurricolari o con Agenda Sud e Agenda Nord, sono aumentate le possibilità di ulteriori retribuzioni per i docenti».
Nuove risorse per gli asili nido
«Abbiamo appena adottato un nuovo piano asili del valore di 734,9 milioni di euro, finanziato con risorse nazionali ulteriori rispetto a quelle del Pnrr, con cui attiviamo una significativa e aggiuntiva offerta di nuovi posti superando l’obiettivo del 33 per cento e avvicinandoci significativamente al raggiungimento del nuovo obiettivo di Barcellona, fissato al 45%rispetto al numero di bambini residenti: saremmo ai primi posti in Europa».