Vaccini, si accelera "prossimo step sulle classi produttive" - QuiCosenza.it
Ritrovaci sui social

Italia

Vaccini, si accelera “prossimo step sulle classi produttive”

Lo ha detto il commissario straordinario all’emergenza coronavirus Francesco Paolo Figliuolo in visita all’hub vaccinale a Porta di Roma

Avatar

Pubblicato

il

COSENZA – L’Italia mette l’acceleratore alla campagna vaccinale anti Covid, in una corsa contro il tempo che ormai sembra inevitabile. “Il prossimo step sarà sulle classi produttive, i vaccini arriveranno e maggio sarà un mese di transizione. Dopo pensiamo all’estate”. Così il Commissario straordinario per l’emergenza Covid, Francesco Figliuolo, a margine della visita dell’hub vaccinale allestito a Porta di Roma. “Dobbiamo premere sulle classi over 60, per le quali la media di somministrazioni nazionali è ancora bassa. Quando avremo messo in sicurezza gli over 65 si può aprire a tutte le classi di età”, ha detto Figliuolo.

“Concentriamoci nel mantenere la quota dell’utilizzo del 90% di dosi a disposizione. Non c’è una dose che venga sprecata”. Così il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, durante la sua visita all’hub vaccinale di Porta di Roma. Il concetto è stato ribadito anche dal Commissario per l’Emergenza Covid, Francesco Figliuolo.

Italia

Covid, con il vaccino sintomi attenuati anche con le varianti. Uno studio lo conferma

Un riscontro clinico è stato ottenuto dall’Istituto Clinico Diagnostico di Ricerca Altamedica di Roma

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

ROMA – Il vaccino contro il virus Sars-CoV-2 non blocca completamente l’infezione, soprattutto in caso di varianti, ma è in grado di attenuare la sintomatologia, in particolare negli anziani, tra i quali è spesso grave. Un riscontro clinico in questo senso è stato ottenuto dall’Istituto Clinico Diagnostico di Ricerca Altamedica di Roma ed è in via di pubblicazione sulla rivista scientifica Pathogens.

Il caso di un paziente over 80 vaccinato

Il Laboratorio Altamedica, grazie all’utilizzo del recente test messo a punto per la caratterizzazione delle varianti, ha identificato un particolare caso di paziente che, pur avendo ricevuto entrambe le dosi del vaccino (Pfizer), risultava positivo alla variante brasiliana. L’uomo, 83 anni, aveva ricevuto la seconda dose il 16 febbraio 2021. L’11 marzo, entrando in contatto con un collega infetto, è stato contagiato e il 17 marzo, in assenza di sintomi, si è sottoposto a tampone molecolare risultando positivo. Nonostante avesse un titolo anticorpale (IgG) nella media dopo il vaccino, è risultato avere una carica virale molto alta e per questo si è provveduto alla caratterizzazione delle varianti.

“Il test di identificazione rapida delle varianti – spiega Claudio Giorlandino, direttore scientifico del Centro – ha identificato le mutazioni della proteina S del lineage brasiliano. L’ulteriore analisi di conferma eseguita con sequenziamento completo del genoma virale ha confermato la presenza della variante. Solo tre giorni dopo il primo tampone positivo il paziente ha riportato lievi sintomi come mal di testa e sintomi influenzali che si sono risolti in due giorni senza ausilio farmacologico. Il 22 marzo il paziente è risultato negativo. Da recenti pubblicazioni scientifiche è emerso che le varianti brasiliana e africana sono in grado di effettuare un ‘escape’ dal sistema immunitario di circa 6 volte maggiore rispetto alla variante classica”.

“Sfortunatamente però – ha osservato Giorlandino – le informazioni disponibili sulla copertura vaccinale alle varianti sono molto scarse e relative ai soli studi in vitro, nessun trial o studio su pazienti è ancora disponibile. Con questo ‘case report’ in via di pubblicazione, per la prima volta si ha un riscontro clinico di come il vaccino, nonostante non riesca a bloccare completamente l’infezione soprattutto a fronte di varianti, è comunque in grado di attenuare i sintomi“.

Continua a leggere

Italia

Rifiuti sulle spiagge, due su tre sono guanti e mascherine

I rifiuti del Covid sono presenti sul 72% delle spiagge italiane. Lo rileva l’indagine Beach Litter 2021, realizzata dai circoli locali di Legambiente su 47 spiagge in 13 regioni anche in Calabria

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

ROMA – Guanti monouso e mascherine chirurgiche buttati via e smaltiti in modo non corretto finiscono sulle nostre spiagge. Tra le tante conseguenze del Covid-19 c’è anche quella della cattiva educazione che genera inquinamento. Sul 72% dei lidi monitorati in 13 regioni sono stati rinvenuti guanti usa e getta, mascherine o altri oggetti riconducibili all’emergenza sanitaria Covid-19. In particolare le mascherine sono state rinvenute sul 68% delle spiagge monitorate, i guanti usa e getta sul 26%.

L’indagine ha interessato 47 spiagge in 13 regioni: Abruzzo, Basilicata, Toscana, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia e Veneto.

Per l’Ue una spiaggia in buono stato ambientale deve avere meno di 20 rifiuti ogni 100 metri mentre sulle spiagge c’è una media di 783 rifiuti ogni 100 metri lineari e nell’84% dei casi si tratta di plastica. Un numero che supera di gran lunga il valore soglia o il target di riferimento stabilito a livello europeo per considerare una spiaggia in buono stato ambientale, ossia meno di 20 rifiuti spiaggiati ogni 100 metri lineari di costa. E tra questi rifiuti si trovano frequentemente anche guanti monouso e mascherine (in più di due spiagge su tre).

Sono stati censiti 36.821 rifiuti in un’area totale di 176.100 mq e sono per lo più usa e getta, legati principalmente agli imballaggi, al consumo di cibo e ai rifiuti da fumo: dalle bottiglie ai contenitori e tappi di plastica, dai mozziconi di sigaretta ai calcinacci e ai frammenti di vetro, per arrivare a dischetti, guanti e mascherine.

La plastica, primo materiale tra i rifiuti spiaggiati

Su circa un terzo delle spiagge campionate, la percentuale di plastica eguaglia o supera il 90% del totale dei rifiuti monitorati, mentre sul 72% dei lidi monitorati sono stati rinvenuti guanti usa e getta, mascherine o altri oggetti riconducibili all’emergenza sanitaria Covid-19.  Tra i troppi rifiuti sulle nostre spiagge, la plastica dunque, la fa da padrone: rappresenta l’84% dei rifiuti che invadono la sabbia, seguita da vetro/ceramica (4,5%), metallo (3,2%) e carta/cartone (2,9%), gomma e tessili (entrambi all’1,4%), legno trattato o lavorato (1,3%). Il restante 1% è formato da materiali legati al Covid-19, bioplastiche, oggetti in materiali misti, rifiuti da cibo e prodotti chimici/sintetici.

L’indagine Beach Litter 2021, conferma al primo posto nella top ten dei rifiuti spiaggiati, gli oggetti e i frammenti di plastica o di polistirolo non identificabili, che insieme rappresentano circa il 29% dei rifiuti registrati. Al terzo posto i mozziconi di sigarette (l’8,7% dei rifiuti rinvenuti), seguiti da tappi e coperchi in plastica (8,3%), cotton fioc in plastica (5,4% dei rifiuti monitorati). Questi ultimi sono il simbolo per eccellenza di maladepurazione (spesso infatti vengono gettati nel wc) e in Italia sono al bando in favore di alternative più sostenibili e compostabili.

Continua a leggere

Italia

Medici di base pronti a vaccinare ma “dosi a singhiozzo”. Pronti alla protesta

A spiegarlo è il segretario generale della Federazione italiana dei medici di Medicina generale “sono 35mila ma le inadempienze burocratiche sono tante”

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

Sono circa 35mila i medici di famiglia che hanno aderito alla campagna vaccinale anti-Covid e che sono disponibili ad effettuare le vaccinazioni nei loro studi ma, al momento, “le dosi ancora non ci sono oppure vengono consegnate ‘a singhiozzo’ non consentendo un’organizzazione delle vaccinazioni, ed a ciò si sommano anche lunghe adempienze burocratiche: per questo, il rischio è che molti medici ritirino la disponibilità e mi risulta che lo stiano facendo”. A spiegarlo all’Ansa è il segretario generale della Federazione italiana dei medici di Medicina generale (Fimmg) Silvestro Scotti.

“C’è la preferenza ad inviare i lotti con le dosi di vaccino agli Hub vaccinali piuttosto che ai medici di famiglia sul territorio. Così a noi arrivano i vaccini solo in modo residuale. Inoltre – afferma Scotti – la situazione varia da regione a regione ed in alcune realtà i vaccini non sono arrivati mentre in altre si inizia ad avere un disponibilità, ma il problema è che manca comunque una sistematicità nelle consegne da parte delle Regioni. Così non ci possiamo organizzare”. “Chiediamo di essere coinvolti pienamente, come già evidenziato nella lettera inviata al commissario straordinario generale Figliuolo. Ma se questa situazione non cambierà – ha annunciato Scotti – la prossima settimana valuteremo lo stato di agitazione della categoria a livello nazionale”.

Continua a leggere

Di tendenza