Coronavirus, 1.615 nuovi positivi in Italia e altri 610 morti. I contagiati sono 143.626

Scendono ancora i ricoveri negli ospedali e nelle terapie intensive ma nelle ultime 24 ore si registrano in Italia altri 1.615 positivi e 615 nuove vittime. Sono 28.470 le persone guarite, 1.979 in più di ieri. Locatelli “numero vittime alto, ma abbiamo meno decessi in 10 regioni soprattutto al Sud”

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COSENZA – Se da un lato la buona notizia è nel calo continuo del numero dei ricoverati in terapia intensiva (siamo il sesto giorno consecutivo di discesa) e più in generale nei ricoveri negli ospedali italiani, nella giornata di oggi c’è da registrare un nuovo aumento dei positivi al coronavirus con un incremento rispetto a ieri di 1.615 nuovi casi (quasi 600 solo in Lombardia). Mercoledì l’incremento era stato di 1.195, il giorno prima di 890. Sono complessivamente 96.877 le persone attualmente positive al coronavirus. Altro dato negativo purtroppo riguarda i decessi con un numero che continua a crescere in modo importante. Sono 18.279 le vittime totali in Italia con un aumento rispetto a ieri di 610 nuovi decessi. Il numero dei contagiati totali dal coronavirus in Italia – compresi morti e guariti – è di 143.626. Sono 3.605 i pazienti ricoverati in rianimazione, 88 in meno rispetto a ieri. Di questi, 1.236 sono in Lombardia. I ricoverati con sintomi negli ospedali italiani sono 28.399 (86 in meno rispetto a ieri) mentre è di 64.873 (pari al 67% del totale) le persone in isolamento domiciliare. Salgono a 28.470 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 1.979 in più di ieri. Degli oltre 853mila tamponi circa 430mila sono stati effettuati in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. “I pazienti Covid 19 in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi sono arrivati a 64.877, il 67% del totale, un dato cresciuto solo ad aprile dell’8%. Ciò dimostra il calo della pressione sugli ospedali, assieme al calo dei ricoverati nei reparti o in terapia intensiva” ha detto il capo della Protezione civile Angelo Borrelli in conferenza stampa. Intanto si regsitrano altri due decessi tra i camici bianchi per l’epidemia di Covid-19. Lo rende noto la Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo). Il totale dei medici morti sale a 105.

Locatelli “numero vittime alto ma meno decessi in 10 regioni”

“Oggi, pur nel numero ancora importante di decessi, ci sono 10 regioni, principalmente del Centro e del Sud, più la provincia autonoma di Bolzano, in cui il numero di morti giornaliero è inferiore a 10. Un successo importante largamente da attribuirsi alle misure restrizione oltre che alla capacità di tutto il Sistema sanitario di fronte alla situazione emergenziale“. Lo ha detto il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) Franco Locatelli presente alla conferenza stampa alla Protezione civile che evidenziato come “in base ai dati epidemiologici di oggi, sottolineo che negli ultimi 5 giorni ben 4 hanno fatto registrare un numero negativo di ricoverati rispetto al precedente, compreso oggi – ha premesso Locatelli -. Il numero di pazienti ricoverati nelle terapie intensive è risultato 5 giorni su 5 in calo: ciò documenta una volta di più che c’è una riduzione della pressione sanitaria. Questo dato va visto in prospettiva, perché quando si parla di fase 2 (si va verso un ulteriore lockdown fino ai primi di maggio) non si sottolinea abbastanza come ridurre la pressione sarà utile – ha concluso Locatelli -, specie in regioni a maggior impatto epidemico, per ottimizzare la gestione dei malati di patologie diverse da Covid 19. Dico in maniera chiara – ha concluso Locatelli – che tutto quello che riguarderà la riaccensione delle attività produttive non essenziali andrà fatto con molta cautela per evitare una seconda ondata di contagi.

Stima, possibile avere zero casi di contagio a metà maggio

I nuovi casi di infezione da SarsCoV2 in Italia potrebbero ridursi a zero dopo il 16 maggio: lo indica la stima pubblicata sul sito MedRxiv ed elaborata dagli esperti di statistica Livio Fenga, dell’Istat, e Carlo Del Castello, della società di ricerche di mercato Kantar, che hanno condotto la ricerca a titolo personale. La stima si basa sui dati del 27 marzo e “sulle attuali misure di contenimento: basta una Pasquetta fuori porta e non vale più”, ha detto Fenga all’ANSA. Il modello indica il momento in cui “è ragionevole pensare che non ci siano nuove infezioni”, ha osservato Fenga. Vale a dire che dopo il 16 maggio l’indice di contagio, ossia il valore indicato con la lettera R che indica quante persone può contagiare un individuo con l’infezione, potrebbe essere uguale a zero a patto di mantenere inalterate le attuali misure di contenimento. Si tratta, ha spiegato Fenga, di un modello molto rigido e potente, che combina un algoritmo di ottimizzazione molto utilizzato in ingegneria con un metodo statistico chiamato ‘bootstrap’, che partendo da un set di dati ne genera una serie in modo artificiale, in una sorta di replicazione. “Combinando le due tecniche è stato possibile ottenere la stima del periodo in cui il saldo fra casi positivi e deceduti, meno i guariti, tende a zero”.

I positivi regione per regione

Sono 29.074 i malati in Lombardia (529 in più rispetto a ieri)
13.258 in Emilia-Romagna (+148)
10.449 in Veneto (+278)
11.336 in Piemonte (+347)
3.401 nelle Marche (-161)
5.703 in Toscana (+146)
3.253 in Liguria (+8)
3.532 nel Lazio (+84)
2.873 in Campania (+14)
1.390 in Friuli Venezia Giulia (-25)
1.978 in Trentino (+38)
1.315 in provincia di Bolzano (+34)
2.301 in Puglia (+63)
1.942 in Sicilia (+49)
1.566 in Abruzzo (+32)
792 in Umbria (-31)
609 in Valle d’Aosta (+3)
876 in Sardegna (+36)
765 in Calabria (+10) (QUI I DATI AGGIORNATI)
189 in Molise (+8)
275 in Basilicata (+5)

Quanto alle vittime, se ne registrano 10.022 in Lombardia (+300), 2.316 in Emilia-Romagna (+82), 756 in Veneto (+20), 1.454 in Piemonte (+76), 669 nelle Marche (+17), 408 in Toscana (+16), 682 in Liguria (+28), 227 in Campania (+6), 253 nel Lazio (+9), 171 in Friuli Venezia Giulia (+2), 225 in Puglia (+6), 187 in provincia di Bolzano (+4), 138 in Sicilia (+5), 194 in Abruzzo (+15), 51 in Umbria (+1), 105 in Valle d’Aosta (+3), 268 in Trentino (+13), 61 in Calabria (+1), 64 in Sardegna (+5), 13 in Molise (+0), 15 in Basilicata (+1). I tamponi complessivi sono 853.369, oltre 46mila più di ieri.