Mare di colore verde in Calabria, tre cose da sapere – FOTO e VIDEO

Il colore verde dell'acqua e la presenza della Pyramimonas; l'alga a determinate temperature dell’acqua e dell’aria produce un pigmento

LAMEZIA TERME – Mare di colore verde nel lametino, curiosità e preoccupazione. A far chiarezza sul fenomeno segnalato in diverse località del Tirreno è intervenuta l’Arpacal (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria). I laboratori mobili hanno prelevato e iniziato ad analizzare in loco i campioni di acqua. I primi risultati ottenuti in circa un’ora e mezza, ad oggi da approfondire, attribuiscono la particolare colorazione alla presenza di una microalga non tossica. Si chiama Pyramimonas ed è stata individuata in alcune spiagge di contrada Colamaio di Pizzo, Lamezia e Gizzeria.

Mare di colore verde: perchè?

La microalga marina Pyramimonas che colora l’acqua è una specie non tossica. Al microscopio, informa Arpacal, ne sono state osservate delle cellule algali con una proliferazione molto alta. La colorazione anomala è dovuta alla presenza di concentrazioni molto elevate (boom algale) di Pyramimonas SPP. Si tratta di una microalga non tossica, organismo unicellulare, di colore verde, dalla forma ovoidole o piramidale, provvista usualmente di 4 flagelli apicali che le conferiscono motilità elevata. Dai primissimi rilievi ancora in corso di approfondimento, sembrerebbe essere responsabile del mare verde in alcuni punti dello specchio d’acqua nel Golfo compreso tra i Comuni di Pizzo e Gizzeria fino ad Amantea.

Questa specie a determinate temperature dell’acqua e dell’aria produce un pigmento che determina questo tipo di colorazione per effetto della fotosintesi clorofilliana. Sembrerebbe un fenomeno legato al particolare idrodinamismo delle correnti nell’area del Golfo di Sant’Eufemia. Ma non solo. Manifestatosi già in passato sarebbe riconducibile all’afflusso di nutrienti da terra, che funzionano come una sorta di concime per le alghe, determinando la loro fioritura e quindi la produzione di colore verdastro, reso più visibile nel Golfo di Sant’Efuemia, dalle correnti. Concentrazioni al di sopra di quanto l’ecosistema possa smaltirne per restare in equilibrio. Pur trattandosi quindi di un processo naturale è determinato dall’impatto dell’uomo.

L’erba in mare

Durante il monitoraggio del laboratorio mobile dell’Arpacal lungo le coste è stata rilevata un’altra criticità. Su più punti, in particolare nel Vibonese e nel Lametino, nelle acque galleggiano ciuffetti d’erba. Vegetazione che non appartiene al mare. Sarebbe frutto di una cattiva gestione dei rifiuti prodotti dalla manutenzione del verde lungo i corsi d’acqua (fiumi, torrenti, ruscelli). Gli scarti prodotti misti ai piccoli rifiuti nascosti tra i cespugli finirebbero poi nel grande recettore che è il mare influendo sul suo ecosistema. Non sono confondibili con le microalghe che per loro natura non sono visibili ad occhio nudo, ma solo al microscopio.

La Pyramimonas non è un’alga tossica

Le Pyramimonas non sono tossiche. I loro pigmenti fanno colorare di verde l’acqua, ma non hanno effetti sul corpo umano. Sono diverse dall’ostreopsis ovata rilevata sullo Jonio a Torre Melissa in provincia di Crotone che in determinate concentrazioni produce una tossina che (anche semplicemente attraverso gli schizzi) può provocare irritazione delle mucose, sia degli occhi sia delle vie respiratorie. Quelle sono microalghe circoscritte a determinate aree.

Basti pensare che, degli oltre 750 punti di monitoraggio della balneazione in Calabria solo 20 ne rilevano la presenza perché, appunto, in quei luoghi è possibile che ne sia favorita la proliferazione. Le ostreopsis si trovano infatti in fondali rocciosi. E in Calabria per la prima volta nell’ultimo decennio ne è stata riscontrata la concentrazione oltre soglia nel Comune di Melissa. In quel caso in via precauzionale il commissario prefettizio ha adottato il divieto di balneazione che, una volta rientrati i valori, è stato revocato la scorsa settimana. In quel Comune è da ricordare che pur essendo sabbioso il fondale vi sono zone con rocce posizionate per creare una barriera per l’erosione costiera. Lì si crea una bacinella che limita il ricambio dell’acqua e favorisce le condizioni per lo sviluppo dell’alga tossica.

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