Monsignor Nolè, l'ultimo saluto in Cattedrale "Padre Francesco ora guidaci dal cielo" - QuiCosenza.it
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Marco Garofalo

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COSENZA – Una Cattedrale gremita di fedeli (altrettanti erano fuori davanti il maxi-schermo) ha dato l’ultimo saluto all’arcivescovo metropolita di Cosenza-Bisignano Francesco Nolè, morto giovedì scorso all’Ospedale “Gemelli” di Roma dove si trovava ricoverato dal 30 agosto per problemi di salute. Da sabato mattina un flusso pressoché continuo di persone ha reso omaggio al feretro allestito nella camera ardente nella stessa Cattedrale, che è rimasta aperta per tutta la mattina di oggi. Alle 15 la celebrazione esequiale, durante la quale Cosenza si è fermata con una giornata di lutto cittadino. Esposizione delle bandiere a mezz’asta sugli edifici comunali, chiusura delle scuole di ogni ordine e grado della città e serrande abbassate durante il rito funebre per “manifestare in modo tangibile e solenne il dolore della città ed il profondo cordoglio di tutta l’Amministrazione comunale per la scomparsa di Monsignor Nolè”, ricordato da tutti come sacerdote che ha incarnato i valori cristiani con umiltà e devozione. Una “persona amabile che si faceva amare. Un vero francescano” come ha ripetuto il Vescovo di Cassano, Monsignor Francesco Savino presente alle esequie che sono state celebrate dall’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova e Presidente della Conferenza Episcopale Calabra, Monsignor Fortunato Morrone, mentre l’omelia è stata affidata a Monsignor Salvatore Ligorio Vescovo di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo.

Presenti nel Duomo di Cosenza tutte le più alte cariche istituzionali e religiose: dal governatore della Calabria Occhiuto, al sindaco di Cosenza Caruso e tantissimi primi cittadini di tutta la provincia. Dal Prefetto ai massimi rappresentanti delle Forze dell’ordine. Ha voluto essere presente anche Monsignor Salvatore Nunnari che aveva lasciato proprio a Nolè la guida dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano per raggiunti limiti di età. C’era la famiglia di Nolè con la sorella Filomena, che ha ricevuto l’affetto e l’abbraccio di tutta la comunità cosentina.

“Un fiume di persone per te. Grazie”

“Letizia, gioia e bontà”. Queste le parole riecheggiate nel Duomo di Cosenza nel ricordo di Nolè fatto da don Gianni Citrigno vicario del Vescovo ha ha aperto la celebrazione “un fiume di persone ha varcato la porta santa di questa cattedrale per renderti omaggio e ringraziarti per averti incontrato”. Ma soprattutto Don Citrigno ha ribadito più la parola grazie. Gratitudine per quello che Monsignor Nolè ha fatto per tutta la sua comunità e per la Chiesa “Grazie perché sei stato un padre e un fratello, una guida di Dio e una guida per i giovani. Abbiamo pregato tanto nella speranza di rivederti tra di noi, ma il Signore ti ha voluto a se. Grazie per la tua presenza sobria e libera. Grazie a quanti si sono stretti a noi in questi giorni. Grazie alla tua famiglia che oggi è qui per condividere le lacrime degli aspetti più intimi”. Dalla Bibbia sono stati letti i versi delle anime dei giusti e Simone, figlio di Giovanni, “mi ami più di costoro?”.

 

“Il suo pastore è stato messo alla prova ed è stato trovato fedele”

Monsignor Salvatore Ligorio, Vescovo di Potenza, ha letto l’omelia ed ha voluto ricordare la grandissima amicizia fraterna che lo legava all‘amato Pastore Nolè. “Per tutti noi Padre Francesco. Un’amicizia ultraventennale che nacque sin da subito. Tra di noi c’era un legame fraterno. Una sintonia nelle veduta, disponibilità a sostenersi nei momenti di difficoltà. La capacità di gioire nel portare avanti le proprie mansioni e la chiesa. Più volte l’ho raggiunto a Cosenza. La Pasqua di Monsignor Nolè si è compiuta il 15 settembre”.

Monsignor Ligorio ha voluto anche ricordare l’ultima omelia nella messa Crismale e l’ultima lettera di monsignor Nolè scritta il 2 settembre scorso ai suoi fedeli “Condivido la mia sofferenza con tutti i malati”. Una sorta di testamento – ha ricordato Salvatore Ligorio “non sarà l’amore della bellezza in se a salvare in mondo, ma la bellezza dell’amore che è in grado di condividere il dolore. È sulla croce che si manifesta la bellezza di Dio. La chiesta di Cosenza-Bisignano piange la mancanza del suo pastore che l’ha guidata per 7 anni. Ma la Diocesi è più ricca e forte con una memoria da fortificare. Il suo pastore è stato messo alla prova ed è stato trovato fedele”. Dopo la celebrazione liturgica la salma di Monsignor Nolè è partita alla volta di Giuliano, frazione di Potenza, per essere accolta nella piccola chiesa della contrada fino a domani, quando sarà portata in Cattedrale a Potenza. Qui si terrà una celebrazione eucaristica al termine della quale si procederà alla tumulazione.

Area Urbana

Morti sul lavoro a Cosenza. UGL: “Siamo sgomenti, arrestare strage”

Lo ha dichiarato in una nota Paolo Capone, Segretario Generale del sindacato, dopo la morte di un uomo a Falconara Albanese e Laino Borgo

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COSENZA – “E’ ancora strage di lavoratori. A perdere la vita un 43enne schiacciato dal mezzo agricolo di cui era alla guida a Falconara Albanese, in provincia di Cosenza, e un operaio di 52 anni precipitato dal tetto a Guardia Vomano, in provincia di Teramo. A nome dell’UGL esprimo cordoglio alle famiglie delle vittime. Siamo di fronte ad una vera e propria ecatombe che ci lascia sgomenti e indignati. Urgono azioni concrete per rafforzare la prevenzione sui luoghi di lavoro e impedire simili tragedie. In tal senso, chiediamo alle istituzioni locali e nazionali di intensificare i controlli potenziando gli organi ispettivi, di assicurare un maggior coordinamento degli enti preposti attraverso l’unificazione delle banche dati, e, al contempo, di investire nella formazione e nella cultura della sicurezza. Con la manifestazione ‘Lavorare per vivere’, l’UGL intende porre l’attenzione dell’opinione pubblica e del Governo sul fenomeno inaccettabile delle cosiddette ‘morti bianche'”.
Lo hanno dichiarato in una nota congiunta Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, Gianna De Amicis, Segretario Generale UGL Abruzzo, e Ornella Cuzzupi, Segretario Regionale UGL Calabria, in merito ai due infortuni sul lavoro in cui hanno perso la vita un 43enne schiacciato dal mezzo agricolo di cui era alla guida a Falconara Albanese, in provincia di Cosenza, e un operaio di 52 anni precipitato dal tetto a Guardia Vomano, in provincia di Teramo.
Tre mesi fa un altro drammatico incidente sul lavoro nel cosentino: un altro giovane operaio morì a Laino Borgo, all’interno della centrale a biomasse Mercure. Ennesima scia di sangue di una serie plurima di incidenti sul lavoro, per cui il nuovo Governo dovrà trovare una soluzione.

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Area Urbana

Rende, una bombola di gas esplode in auto: giovane in gravi condizioni

L’episodio è avvenuto nel quartiere San Gennaro. Il 30enne originario di Rende è rimasto ustionato su buona parte del corpo

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COSENZA – Una bombola di gas esplosa  in auto: l’episodio è avvenuto venerdì scorso nei pressi del quartire San Gennaro di Rende. Secondo quanto si apprende, un ragazzo di 30anni, D.B. residente a Rende, avrebbe fatto rifornimento presso un benzinaio, ricaricando una bombola di gas, per poi trasportarla all’interno della sua vettura. Probabilmente, per motivi ancora in corso di accertamento, durante il tragitto in auto, il giovane si sarebbe acceso una sigaretta innescando l’esplosione della bombola. Il 30 enne sarebbe riuscito ad uscire dall’auto ma avrebbe riportato grandi ustioni su buona parte del corpo

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per spegnere il rogo provocato dall’esplosione. I carabinieri, che indagano sulla vicenda, avrebbero anche sentito il titolare del rifornimento di benzina.

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Area Urbana

Unicef Cosenza, allarme sui rincari di RUFT e malnutrizione “colpiti 2 bimbi su 3”

In occasione della festa dei nonni una riflessione sulla grave problematica: il prezzo degli alimenti terapeutici pronti all’uso ha subito rincari del 16%

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COSENZA – La festa dei nonni celebra un legame speciale, importante per la crescita ed il futuro dei minori, ma anche per la salute di chi è più avanti negli anni. Purtroppo non tutti i bambini hanno la fortuna di vivere in contesti sereni e di costruire futuro. Ed è per questo che, in occasione della festa dedicata a nonni e nipoti, il Comitato provinciale Unicef di Cosenza si è ritrovato a discutere di infanzia negata e malnutrizione.

La malnutrizione infantile è la violazione di un diritto umano fondamentale del bambino, quello alla sopravvivenza e allo sviluppo, non si limitata alla mancanza di cibo, ma è una combinazione di fattori: scarsità di proteine, micronutrienti e calorie; alta frequenza di infezioni e altre malattie; inadeguatezza dei servizi sanitari; scarso accesso all’acqua potabile e all’igiene, emergenze improvvise o protratte nel tempo.

Già prima che la guerra in Ucraina minacciasse di far sprofondare il mondo in una crisi alimentare globale, il numero di bambini colpiti da malnutrizione acuta grave era in forte aumento a causa di più fattori, tra cui la difficile ripresa delle economie mondiali dalla pandemia da Covid 19 e condizioni persistenti di siccità in vari Paesi a causa del cambiamento climatico.

La malnutrizione acuta grave rappresenta la forma più pericolosa di malnutrizione e provoca la morte di 1 bambino su 5: in tutto il mondo almeno 13,6 milioni di bambini sotto i 5 anni soffrono di questa forma grave di malnutrizione. LAsia Meridionale rimane l’epicentro di questa piaga: ne è colpito 1 bambino su 22, il doppio rispetto all’Africa subsahariana.

I bambini che soffrono di malnutrizione acuta grave, sono troppo deboli e malati per mangiare cibo normale. Non possono essere salvati con sacchi di grano o di soia. Per sopravvivere, hanno bisogno di nutrizione terapeutica urgente – RUTF (Alimento Terapeutico Pronto all’Uso).

“Unicef Italia ha stimato che, a causa del forte aumento dei costi delle materie prime – dichiara Monica Perri, presidente del Comitato provinciale Unicef di Cosenza – il prezzo degli alimenti terapeutici pronti all’uso (RUFT) fondamentali nella cura della forma acuta grave di malnutrizione, aumenterà nei prossimi mesi del 16%. Anche i finanziamenti globali per salvare vite attraverso l’uso di questo alimento terapeutico sono fortemente a rischio: attualmente 2 bimbi malnutriti gravemente su 3, non ha accesso a questa fondamentale terapia alimentare. Purtroppo tutto ciò coincide con una forte diminuzione dei tassi di vaccinazione contro le malattie dei bambini: una combinazione letale. Senza un’azione rapida – concludono i volontari Unicef – potremmo trovarci di fronte a una crisi di sopravvivenza dei bambini”. L’azione del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia si concentra su tre aree di intervento: prevenzione di ogni forma di malnutrizione, salute e nutrizione nell’adolescenza, terapia e cura dei bambini affetti da malnutrizione acuta grave”.

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