Open Arms, chiesti 6 anni per Salvini. Occhiuto «atto d’accusa contro la linea politica di un ministro»

Salvini replica: "Follia, difendere l'Italia non è reato". Il leader leghista incassa la solidarietà della premier, ma anche del governatore della Calabria. Il dibattimento è stato aggiornato al 20 settembre

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PALERMO – “Diniego consapevole e volontario che ha leso la libertà personale di 147 persone per nessuna, ma proprio per nessuna, apprezzabile ragione”. Con queste parole la procura di Palermo ha chiesto 6 anni di carcere per il leader della Lega Matteo Salvini nel processo scaturito dalla vicenda Open Arms, quando Salvini, all’epoca ministro dell’Interno, aveva impedito cinque anni fa, lo sbarco a Lampedusa di 147 migranti. E’ stata la procuratrice aggiunta di Palermo, Marzia Sabella, a chiudere la lunga requisitoria. L’allora capo del Viminale è accusato di sequestro di persona e rifiuto d’atti d’ufficio per aver ritardato di 20 giorni, nell’agosto del 2019, lo sbarco dei migranti a bordo della nave della ong spagnola. Il 18 ottobre è prevista l’arringa della difesa, ma ieri è stato il giorno dell’accusa.

Il Pm ha chiesto sei anni di reclusione per Salvini che ribatte dicendo «sono colpevole di aver difeso l’Italia Rischio fino a quindici anni di carcere per aver mantenuto la parola data agli elettori. Rifarei tutto: la difesa dei confini dai clandestini non è reato. Avanti tutta, senza paura».

A prendere le sue difese anche la premier Giorgia Meloni: «È incredibile che un ministro della Repubblica Italiana rischi 6 anni di carcere per aver svolto il proprio lavoro difendendo i confini della Nazione, così come richiesto dal mandato ricevuto dai cittadini. Trasformare in un crimine il dovere di proteggere i confini italiani dall’immigrazione illegale è un precedente gravissimo».

Occhiuto: «non si possono processare decisioni prese da un esponente di un esecutivo»

“Il processo Open Arms di Palermo più che un procedimento contro il cittadino italiano Matteo Salvini sembra un atto d’accusa contro la linea politica di un ministro della Repubblica e di un intero governo”. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria che definisce “incredibile” la vicenda che “deve farci riflettere. Si può condividere o meno una scelta politica, ma non si possono processare nei Tribunali decisioni politiche prese da un esponente di un esecutivo che evidentemente agiva in totale accordo con il presidente del Consiglio di allora e con altri ministri del governo Conte. Mi auguro che Salvini possa superare indenne questo delicato, ma anche stravagante, processo”.

Loizzo «difendere l’Italia non può essere reato»

Solidarietà a Salvini anche da parte della deputata della Lega Simona Loizzo: «Giornaloni e partiti di sinistra hanno montato un safari preordinato contro Matteo Salvini per indurre i magistrati a condannare il nostro leader. Matteo da ministro dell’Interno ha difeso l’Italia. Non può essere condannato».

Battaglia (Lega Cosenza) «attacco ai valori e ai principi che la Lega difende con forza»

Infine anche il segretario provinciale della Lega Cosenza, Leo Battaglia, ha espresso “piena solidarietà al nostro Ministro e Segretario Federale, Matteo Salvini, in merito alla recente richiesta di condanna a sei anni avanzata dalla Procura di Palermo. Matteo Salvini ha sempre agito con determinazione e coraggio per difendere i confini del nostro Paese e garantire la sicurezza dei cittadini italiani. Le sue azioni, spesso fraintese e strumentalizzate, sono sempre state guidate da un profondo senso di responsabilità e amore per l’Italia. La richiesta di condanna rappresenta un attacco non solo alla persona di Matteo Salvini, ma anche ai valori e ai principi che la Lega difende con forza. In questo momento difficile, è fondamentale che tutti i membri del nostro movimento si uniscano per sostenere il nostro leader, riconoscendo il suo impegno e la sua dedizione. Invito tutti i sostenitori della Lega a manifestare il loro supporto a Matteo Salvini, affinché possa continuare a lavorare con la stessa passione e determinazione che ha sempre dimostrato. La nostra battaglia per un’Italia più sicura e sovrana non si fermerà».

Furgiuele: «Salvini non si è piegato all’Europa» 

“Sotto accusa è finito l’impegno di Matteo Salvini che non si è piegato di fronte all’Europa ma è andato avanti, deciso a proteggere i confini del nostro Paese e a far rispettare la dignità dell’Italia. Per questo gli è stato chiesto di pagare con 6 anni di reclusione”. Lo dichiara il deputato della Lega e vice capogruppo alla Camera Domenico Furgiuele.
“Una ingiustizia – prosegue – voluta da certa sinistra che sta facendo di tutto per usare l’arma dei tribunali contro chi non è riuscito a sconfiggere nelle urne con un voto libero e democratico. Il rischio delle piazze è molto vicino e noi saremo pronti a tutto. Gli italiani sanno benissimo che Salvini ha rispettato il suo giuramento e ha fatto quello che gli avevano chiesto di fare da ministro. Sono orgoglioso di chi si batte per il nostro Paese. Piena solidarietà al segretario Matteo Salvini”.

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