MILANO – Palloncini bianchi e azzurri e uno striscione sul sagrato della Chiesa: ‘Giustizia per Omar’. Si sono svolti questa mattina, nella chiesa di Sant’Antonio Abate a Cascina del Sole, frazione del Comune milanese di Bollate, i funerali di Omar Bassi, morto mentre era in vacanza in Calabria per un’emorragia celebrale arrivata, come sostengono i suoi familiari, dopo un pestaggio di alcuni giorni prima subito dai buttafuori di una discoteca nel Varesotto. La bara coperta di fiori è stata accompagnata fino alla parrocchia a piedi dai suoi amici vestiti di bianco, tra applausi e commozione.
Era arrivato in Calabria per un periodo di spensierate vacanze ma Omar Bassi è morto all’ospedale di Reggio e secondo i familiari, la causa, è legata non solo alle botte ricevute il 20 luglio in un locale di Origgio, ma anche alla superficialità dei medici milanesi che lo avevano rimandato a casa perché ritenendolo un codice verde. Omar Bassi, 23 anni, sarebbe morto infatti per emorragia cerebrale. I fatti risalgono alla sera del 20 luglio alla discoteca Dolcebeach di Origgio, nel varesotto. Omar era intervenuto in una rissa per difendere il fratello minore Thomas, quando è stato picchiato con violenza – hanno raccontato numerosi testimoni – da alcuni buttafuori del locale.
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