REGGIO CALABRIA – La guardia di finanza ha eseguito due misure cautelari agli arresti domiciliari e al sequestro della somma di oltre 95mila euro, nei confronti di due coniugi insegnanti di un paese della provincia di Reggio Calabria, indagati a vario titolo per i delitti di truffa ai danni dello Stato, circonvenzione di incapace, indebito utilizzo di strumenti di pagamento, nonché di falso in atto pubblico.
In congedo per assistere un’anziana che però viveva in una casa di riposo
Il provvedimento costituisce l’epilogo di un’articolata indagine scaturita dalla segnalazione di un istituto scolastico della Provincia di Roma, dove l’uomo avrebbe dovuto prestare servizio quale docente. Secondo tale segnalazione, l’insegnante avrebbe avanzato richieste di congedo straordinario per l’assistenza di un’anziana donna gravemente malata, sua parente e convivente. Le indagini hanno consentito di accertare che in realtà nessuna assistenza fosse stata in realtà fornita all’anziana donna che, addirittura, era domiciliata da tempo in una casa di riposo fuori regione nel periodo in cui l’uomo fruiva delle assenze.
L’anziana costretta a dar loro la pensione
I coniugi, inoltre, avrebbero abusato dello stato di isolamento affettivo della donna, inducendola a mettere a loro disposizione la sua pensione, compresa quella di invalidità, fino all’azzeramento del saldo di conto corrente e comunque senza fornire alcuna forma di supporto e assistenza per le gravi patologie sofferte dalla donna.
Con i soldi dell’anziana acquistavano beni di lusso. Le rette non pagate
Il denaro dell’anziana sarebbe stato utilizzato, non per pagare le rette di soggiorno per la casa di riposo ( e infatti sarebbe maturato un ingente debito a carico dell’anziana donna), ma per il soddisfacimento di esigenze personali e familiari dei coniugi, nonché per l’acquisto di beni di lusso, carburante e spese di parrucchiere per oltre 90.520 € in soli 4 anni. Tra la copiosa documentazione acquisita, i militari hanno anche riscontrato come i due coniugi avrebbero contraffatto e formato dichiarazioni sostitutive di certificazione e di notorietà in cui sarebbe stata artatamente falsificata la firma dell’anziana per l’ottenimento di contrassegni personali alla mobilità per disabili.