Stop a taglio e capitozzatura alberi, petizione supera 1200 firme - QuiCosenza.it
Ritrovaci sui social

Calabria

Stop a taglio e capitozzatura alberi, petizione supera 1200 firme

Avatar

Pubblicato

il

I Giardini di Eva hanno lanciato una petizione che ha già superato le 1200 firme su change.org contro il taglio e la capitozzatura alberi. La vicenda di Montegiordano ha fatto il giro del web

 

COSENZA – Ha fatto il giro del web l’immagine dei 115 pini tagliati sul lungomare Liguori e nella pineta, a Montegiordano, piccolo centro dell’alto Ionio cosentino. Per le associazioni ambientaliste si tratta di una strage di alberi incomprensibile e fuori luogo, dannosa per l’ambiente e i cittadini. L’associazione “I Giardini di Eva” di Cosenza ha lanciato la petizione “Stop al taglio e alla capitozzatura degli alberi italiani” su change.org che ha già superato le mille e duecento firme.

“È di questi giorni la notizia che in tutto il Paese si stanno tagliando e capitozzando gli alberi. Numerose le grandi città interessate dal fenomeno. Il sospetto è che questi tagli primaverili, in tempo di misure restrittive alle attività non urgenti, sia collegato alla sperimentazione dei 5G – dichiara Nadia Gambilongo, promotrice della raccolta firme e fondatrice dell’associazione – infatti i 5G, per poter funzionare, hanno bisogno di essere installati in zone prive di ostacoli e gli alberi, con le loro chiome, costituiscono un impedimento. Questa però è una delle ipotesi, i tagli potrebbero anche essere dovuti al recupero di combustibile per le centrali a biomasse oppure alla paura di possibili crolli degli stessi, come argomenta il sindaco di Montegiordano”.

L’associazione chiede, pertanto, ai sindaci e al ministro dell’Ambiente di fermare questa strage indiscriminata di alberi in atto nelle città italiane. “Mentre noi siamo in casa, costretti dalle restrizioni imposte dall’emergenza coronavirus, loro tagliano – continua Gambilongo – intanto invito tutti a firmare la petizione, poi, quando la quarantena sarà finita, organizzeremo azioni di contrasto”.

Per i volontari dell’associazione gli alberi rappresentano una garanzia di salubrità delle aree urbane, contribuendo alla produzione di ossigeno, rigenerando l’aria inquinata, assicurando ombra, mitigando le alte temperature estive e armonizzando il paesaggio delle città eccessivamente cementificate. Infine, la capitozzatura mette in pericolo la vita degli alberi stessi e a rischio l’incolumità dei cittadini, poiché i tagli radicali indeboliscono il tronco che può cadere rovinosamente con i primi venti.

Calabria

‘Ndrangheta, le cosche “prendevano carabinieri e poliziotti e se li crescevano”

Le rivelazioni del boss Maurizio Cortese, l’ex reggente della cosca Serraino che nei mesi scorsi ha scelto di collaborare con la giustizia

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

REGGIO CALABRIA – Le famiglie mafiose “prendevano i carabinieri o i poliziotti e se li crescevano”. È la frase del boss Maurizio Cortese, l’ex reggente della cosca Serraino che nei mesi scorsi ha scelto di collaborare con la giustizia.

“Prendevano un carabiniere gli facevano fare dei ritrovamenti”

Al sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria Stefano Musolino, il pentito Cortese ha descritto la figura di Mimmo Morabito, uno degli imputati del processo “Pedigree”. Parlando di lui, l’ex boss non ha dubbi e infatti, già nel verbale del 25 agosto scorso, al procuratore Giovanni Bombardieri e al pm Musolino ha detto: “è massone Mimmo. Ho visto il libretto io, ho visto il libretto io, avete capito?”. “In ogni famiglia avevano determinate persone. – è quanto riporta l’interrogatorio del 28 settembre 2020 – determinate persone come Morabito, anzi pure peggio, cioè che praticamente avevano questi rapporti con le forze dell’ordine. Praticamente prendevano i carabinieri o i poliziotti e se li crescevano. Li facevano crescere loro”.

Il pentito Maurizio Cortese ha spiegato a verbale anche come: “allora prendevano, prendevano un carabiniere così no e magari gli facevano fare dei ritrovamenti, gli facevano fare per dire cioè… a me avete visto chi mi ha preso Dottore? Dei carabinieri quei ragazzini là, quei dementi ragazzini. A me mi doveva prendere Maugeri, invece hanno fatto, la mia cattura gliel’hanno fare a questi… proprio ragazzini”. A dimostrazione dei rapporti con le forze dell’ordine, Cortese ha parlato di Sebi Vecchio, l’ex assessore comunale di Reggio Calabria e poliziotto, arrestato a ottobre e oggi collaboratore di giustizia: “quando ero latitante, avevo degli accordi lavorativi con Sebi Vecchio. Io dovevo dormire con sette cuscini”.

Continua a leggere

Calabria

Smantellata rete di spaccio, 2 arresti e 9 indagati. Sequestrati 10 chili di ‘marijuana’

I provvedimenti sono un prosieguo dell’inchiesta “Ligea”, condotta tra il maggio 2017 e l’agosto 2019, tra il catanzarese e il vibonese

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

MAIDA (CZ) – Associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti nel basso comprensorio lametino. Con queste accuse i carabinieri della Compagnia di Girifalco, supportati da una squadra operativa e una unità cinofila dello squadrone eliportato cacciatori Calabria di Vibo Valentia, hanno posto agli arresti domiciliari un trentenne ed un trentatreenne di Maida ai quali hanno notificato un’ordinanza di applicazione di misura cautelare, emessa dal Tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale Procura della Repubblica Dda.

Alti 9 indagati nell’inchiesta ‘Ligea’

Nell’ambito della stessa inchiesta, i carabinieri, hanno anche notificato avvisi di garanzia nei confronti di altre nove persone, considerate a vario titolo responsabili, anche in concorso, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti del tipo marijuana, cocaina e hashish, tra i comuni di Maida, San Pietro a Maida, Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, e Filadelfia, nel Vibonese. I provvedimenti sono un prosieguo dell’inchiesta “Ligea”, condotta tra il maggio 2017 e l’agosto 2019 dal Norm – aliquota operativa della Compagnia di Girifalco e coordinata dalle Procure della Repubblica di Lamezia Terme e Catanzaro – Dda.

Le indagini, svolte con attività tecniche e tradizionali, hanno permesso di smantellare una rete di spaccio di stupefacenti tra la Piana di Lamezia e i comuni sulle colline a ridosso delle Preserre, con l’arresto di 10 persone ed il sequestro di circa 10 chili di marijuana.

Continua a leggere

Calabria

Rubano, provocano incidente nella fuga e picchiano poliziotti. Inseguiti e arrestati

3 gli agenti feriti, tra cui anche i due arrestati, e una persona rimasta coinvolta nello scontro: è il bilancio della fuga rocambolesca avvenuta a Catanzaro

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

CATANZARO – Furto, resistenza a pubblici ufficiali, fuga in caso di incidente con danni alle persone, omissione di soccorso e possesso ingiustificato di chiavi e grimaldelli. Queste le accuse con cui la squadra volante della Polizia di Stato di Catanzaro ha arrestato e posto ai domiciliari F.B., 38 anni, e S.B. (35) al termine di un inseguimento. Inoltre, S.B, sarà anche denunciato perché trovato alla guida di veicolo privo di copertura assicurativa e senza patente di guida, mai conseguita.

La segnalazione del furto e l’inseguimento

Nel pomeriggio di ieri, una persona ha segnalato che due rom avevano sottratto dal suo furgone aziendale numerosi attrezzi da lavoro, fuggendo a bordo di un’auto. Intercettati da un equipaggio della Volante, ne è scaturito un inseguimento che si è concluso nel momento in cui l’auto ha imboccato contromano la rotatoria su viale Magna Grecia, andando a scontrarsi frontalmente contro un’altra auto e coinvolgendo anche il mezzo della Polizia. Raggiunti a piedi e bloccati entrambi, i due hanno iniziato a colpire con calci e pugni gli agenti, nel tentativo di potersi divincolare.

La refurtiva, quattro valigette contenenti attrezzature professionali del valore di circa mille euro, è stata recuperata e restituita al legittimo proprietario. Tre poliziotti hanno riportato lesioni giudicate guaribili in 15 giorni ciascuno. Feriti anche i due arrestati e l’altra persona coinvolta nello scontro.

Continua a leggere

Di tendenza