COSENZA – La Consulta Intercultura di Cosenza ha organizzato una manifestazione dal titolo “Fermiamo lo sfruttamento, diciamo basta al caporalato“. Nel pomeriggio si è tenuto un sit-in in Piazza dei Bruzi a sostegno dei braccianti agricoli Indiani, Pakistani e Bengalesi residenti a Cosenza e in provincia, per protestare contro lo sfruttamento lavorativo e il caporalato e per commemorare e chiedere giustizia per Satnam Singh, il bracciante indiano mutilato e abbandonato dal suo datore di lavoro dopo un terribile incidente a Latina.
Al sit-in hanno partecipato manifestanti provenienti da vari comitati cittadini, associazioni etniche e rappresentative dai paesi dove maggiormente, ragazzi come Satnam, migrano verso l’Occidente e l’Italia con veri e propri viaggi della salvezza, con la speranza di trovare un lavoro dignitoso e una vita migliore. Nel caso del giovane Satnam il suo sogno si è frantumato con un finale tragico e drammatico. E il motivo che ha portato a ritrovarsi davanti un luogo simbolo della città , nasce proprio per chiedere condizioni dignitose per i tantissimi lavoratori e braccianti agricoli e chiedere giustizia per la tragica morte di Satnam Singh, sfruttato e lasciato morire davanti la sua casa nel modo più orribile.
Satnam Singh pagato 4 euro all’ora
Satnam Singh ed era soprannominato Navi. La sua morte ha scosso profondamente anche le varie comunità di Cosenza ed ha acceso i riflettori sulle condizioni disumane in cui molti braccianti agricoli sono costretti a lavorare. Il 31enne indiano, che ha perso un braccio in un incidente di lavoro, è morto per le ferite riportate. Il suo datore di lavoro Antonello Lovato, 38 anni, violando tutte le norme sulla sicurezza sul lavoro ed omissione di soccorso, è stato arrestato dai carabinieri di Latina accusato di omicidio doloso con dolo eventuale. Satnam era arrivato tre anni fa con la moglie Alisha dall’India. Riceveva una paga di 4-5 euro l’ora ed è rimasto per novanta minuti con il braccio staccato prima di arrivare all’ospedale San Camillo di Roma in elisoccorso dove è poi morto.
Sfruttamento e negligenza
Secondo le testimonianze dei colleghi e delle organizzazioni che si occupano dei diritti dei lavoratori migranti, Singh lavorava ininterrottamente per molte ore al giorno, spesso senza adeguate pause e senza poter bere, nonostante le elevate temperature estive. La sua morte rappresenta un tragico esempio delle condizioni di sfruttamento e negligenza che affliggono molti lavoratori agricoli migranti in Italia.
La manifestazione di oggi ha voluto esprimere solidarietà ai braccianti agricoli indiani, pakistani e bengalesi che vivono e lavorano nella provincia di Cosenza. La Consulta Intercultura di Cosenza ha deciso di agire per sensibilizzare l’opinione pubblica e le autorità locali sulle gravi problematiche dello sfruttamento lavorativo e del caporalato. La manifestazione ha portato anche ad un momento di riflessione e denuncia, ma è stata anche un’occasione per promuovere diritti e dignità per tutti i lavoratori, indipendentemente dalla loro nazionalità .