Castrolibero, straniera a terra per tre ore: i sanitari sempre accanto a lei. Ha rifiutato il ricovero - QuiCosenza.it
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Castrolibero, straniera a terra per tre ore: i sanitari sempre accanto a lei. Ha rifiutato il ricovero

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La donna è stata monitorata per circa un’ora alla presenza dei sanitari del 118 e dei vigili urbani. Poi ha rifiutato il ricovero in ospedale

 

CASTROLIBERO (CS) – I post pubblicati sui social non sempre ritraggono la realtà per quella che è. La donna straniera che qualcuno racconta essere stata abbandonata dai sanitari del 118 per tre ore sul marciapiede, in strada, nel comune di Castrolibero, notizia riportata anche dai quotidiani nazionali online, non corrisponde alla verità. Per fare luce sul caso sono state interpellate le forze dell’ordine presenti sul posto e soprattutto gli stessi sanitari del 118, nonchè il direttore responsabile del Suem 118 di Cosenza, Riccardo Borselli, che con molta tranquillità ha spiegato come si sono svolti i fatti. «Si tenga presente che in centrale tutte le chiamate sono tracciabili – ha sottolineato Borselli – per cui in qualsiasi momento si può verificare ciò che realmente è accaduto».

Il soccorso (documentato, ndc) è stato aperto intorno alle 12. Una chiamata di un cittadino privato ha allertato della presenza di una donna, a terra, che versava in condizioni critiche. Le ambulanze erano tutte impegnate in altri soccorsi, alcuni anche codice rosso, e la centrale operativa ha inviato un’ambulanza dalla postazione di Spezzano Sila, alle porte della città bruzia. L’ambulanza con a bordo i volontari, giunge a Castrolibero trovando la donna visibilmente ubriaca. Tra l’altro, quest’ultima è un volto molto noto alle forze dell’ordine e  ai sanitari perchè soggetto dedito all’alcol e spesso trasportata in ospedale.

I volontari hanno prestato le prime cure e cercato di convincere la donna ad essere trasportata in ospedale. Nel frattempo dalla centrale operativa sono partite più chiamate alle forze dell’ordine, carabinieri e vigili urbani, per recarsi sul posto e fornire assistenza. Per tutto il tempo di attesa dell’arrivo dei vigili urbani, i volontari non hanno mai abbandonato la donna che alternava stati di aggressività a stati soporiferi, ma non incoscienti, in cui rimaneva sdraiata a terra. Dopo circa 50 minuti e con i vigili urbani presenti la donna, all’ennesima richiesta da parte dei sanitari di salire in ambulanza ed essere trasferita in pronto soccorso, ha rifiutato le cure (per legge se il paziente rifiuta non si può costringere ad essere sottoposto a cure). L’ambulanza dalle 12, ora dell’inizio intervento, ha lasciato la donna alle 13.26. Viene comunicato il rifiuto di quest’ultima che, in ogni caso è sempre assistita dalla presenza dei vigili urbani. L’ambulanza viene spostata su un altro soccorso in codice rosso.

Ma dopo dieci minuti un altro cittadino privato chiede un nuovo intervento dei sanitari sempre rivolto alla donna ancora sul marciapiede e con accanto la presenza dei vigili urbani. La centrale operativa invia un’altra ambulanza medicalizzata, ossia con medico a bordo che ritorna sul posto in pochi minuti. Da sottolineare che, nonostante le ambulanze fossero tutte impegnate in soccorsi anche di una certa rilevanza, dalla centrale operativa Suem 118 si è deciso di inviare sul posto l’ambulanza con i sanitari reperibili pur di non lasciare la donna in attesa e da sola. Dopo una trattativa durata diversi minuti tra il medico e la straniera, questa finalmente è stata convinta a salire sull’ambulanza per essere trasportata in Pronto soccorso e ricevere le cure adeguata per lo stato di ubriachezza in cui versava.

IL REFERTO INFILATO NEI PANTALONI

Anche questa notizia non corrisponde alla verità dei fatti. Quando la donna ha rifiutato le cure e i sanitari hanno comunicato con la centrale operativa, hanno dovuto lasciare un documento che attestasse l’avvenuto intervento del 118. Il referto compilato e firmato senza nominativo della donna perchè priva di documenti, i volontari lo avrebbero voluto lasciare ai vigili urbani che, giustamente, non potevano tenerlo. Per cui il referto è stato consegnato nelle mani della donna e non infilato nei pantaloni. Gli stessi volontari hanno sottolineato più volte di avere lasciato il documento nelle mani della straniera rimasta sempre cosciente ed aggressiva per tutto il tempo dell’intervento. Come il referto sia finito nei pantaloni della straniere, se effettivamente l’azione sia accaduta, non è dato saperlo, ma sicuramente non è accaduto ad opera dei sanitari.

Area Urbana

Caso Valentini Majorana, chiuse le indagini sul docente di matematica

Gli indagati potranno chiedere di essere sentiti o di depositare una memoria difensiva entro 20 giorni. La procura di Cosenza deciderà poi se procedere con la richiesta di rinvio a giudizio

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COSENZA – Chiuse le indagini da parte della Procura di Cosenza, sul caso delle presunte violenze sessuali da parte di un docente ai danni di alcune studentesse del liceo Valentini Majorana di Castrolibero. Le ipotesi di reato a carico del professore di matematica sono violenza sessuale, tentata violenza sessuale, molestie sessuali e tentata estorsione.

L’inchiesta risale al febbraio scorso per fatti che si sarebbero verificati dal 2016 al 2018, a seguito delle denunce di quattro studentesse, minorenni all’epoca dei fatti, e le indagini erano state avviate dai carabinieri di Rende e del Reparto operativo del Comando provinciale di Cosenza.

Indagata anche l’ex dirigente scolastica per omissione d’atti d’ufficio. In qualità di pubblico ufficiale e pur essendone a conoscenza, avrebbe omesso di denunciare i fatti alle autorità preposte. La vicenda salì alla ribalta nazionale dopo la protesta durata giorni, promossa dagli studenti del liceo di Castrolibero che chiedevano di rompere il silenzio e di far luce sui casi di molestie.

L’accusa di tentata estorsione, la foto del seno in cambio del voto

Tra le accuse nei confronti del docente anche la tentata estorsione legata ad una circostanza che risale al mese di giugno del 2018, quando l’insegnante avrebbe minacciato una studentessa, prospettandole, come afferma la Procura nell’avviso di conclusione delle indagini “il mancato raggiungimento della sufficienza nella sua materia qualora non avesse accondisceso alla richiesta di scattarsi una foto ritraente il seno, le porgeva il proprio telefono cellulare con la telecamera accesa al fine di costringere la vittima ad assecondare le sue richieste. Evento non verificatosi a causa del rifiuto da parte della ragazza”. Sempre secondo la Procura, lo stesso professore, in diverse occasioni, avrebbe “palpeggiato, sfiorato ed umiliato le studentesse”.

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Area Urbana

Castrolibero, associazione “Anche a noi Siamo Utili” dona defibrillatore alla comunità

“Lo scopo sociale – sottolinea la presidentessa dell’associazione Luana Bruno Bossio – è di diffondere la cultura del dono”

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CASTROLIBERO – E’ stato donato alla Comunità di Castrolibero da parte dell’Associazione “Anche a noi Siamo Utili”, un defibrillatore. “Lo scopo sociale infatti – sottolinea la presidentessa dell’associazione Luana Bruno Bossio – è quello di diffondere la cultura del dono, in particolare la donazione di un defibrillatore. L’arresto cardiaco – speiga la presidentessa – è una delle principali cause di morte, può colpire chiunque, in qualunque momento e in qualunque posto e può essere combattuto solo entro i primi minuti praticando la rianimazione e utilizzando il defibrillatore. Dunque è di fondamentale importanza intervenire rapidamente”.

“Portiamo a concretezza un’idea maturata alcuni mesi fa, e di questo vogliamo ringraziare la consigliera Anna Giulia Mannarino con Delega alle politiche sociali del Comune di Castrolibero, che opera nel sociale da sempre, per la disponibilità e la sua fattiva collaborazione nell’organizzazione e nel supporto datoci per far sì che l’evento avesse una buona riuscita”.

Dopo la donazione e la benedizione del Parroco della parrocchia di San Salvatore della comunità di Castrolibero paese, don Franco Zumpano, che ringraziamo per l’ospitalità e la presenza si è svolta la ‘partita del cuore’ che ha visto protagonisti i ragazzi dell’associazione “Anche noi siamo utili”, Asd Toto’ special ones e Asd castrolibero calcio a 5. Questa donazione rappresenta un prezioso contributo, perché l’Associazione “Anche Noi Siamo Utili oltre ad operare nel sociale soprattutto con bambini “Speciali”, porta avanti da sempre il senso della condivisione, della solidarietà e del donarsi agli altri.

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Area Urbana

Castrolibero: al via il progetto “Anziani alle terme 2022”

Il servizio, rivolto alla popolazione anziana residente, prevede l’accompagnamento dei cittadini alle Terme di Guardia Piemontese

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CASTROLIBERO (CS) – “L’Amministrazione Comunale di Castrolibero ha dato vita al progetto ‘Anziani alle Terme 2022’. Ad annunciarlo è la consigliera con delega alle Politiche sociali, famiglia e terza età Anna Giulia Mannarino. L’iniziativa partita ieri, 26 settembre, durerà 12 giorni. Il progetto ha la funzione di promuovere attività volte alla tutela della salute e creare momenti di interazione e svago in favore dei cittadini di Castrolibero più avanti con l’età.

“Sul nostro territorio sono tanti gli anziani – sottolinea Mannarino – che non hanno la possibilità di spostarsi e l’amministrazione comunale ha ritenuto opportuno attuare questa iniziativa per consentire loro di coniugare il benessere fisico con la possibilità di socializzare con altri coetanei. Grazie ad un impegnativo lavoro di squadra, stiamo conseguendo importanti risultati in materia di politiche sociali. L’attenzione da noi riservata al terzo settore e al sostegno dei soggetti più deboli si concretizza quotidianamente con progetti e iniziative di particolare utilità sociale”.

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