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Sospesa la docente che esultò per la morte della Santelli

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“Evvai! Una mafiosa di meno!!!”, così scriveva il 15 ottobre scorso su facebook Paola Castellaro, docente dell’istituto Statale Pertini,  sospesa dal servizio per sei mesi

 

 

 

COSENZA – Esultò dopo poche ore dalla morte della presidente della Calabria Jole Santelli scrivendo su facebook “Evvai! Una mafiosa di meno!!!“. Per il post, il 15 ottobre scorso, Paola Castellaro, la docente del liceo statale Pertini di Genova è stata sospesa dal servizio per sei mesi. Lo apprende l’Agenzia DIRE.

Il procedimento disciplinare

Il provvedimento è arrivato alla fine di un procedimento disciplinare. L’Ufficio scolastico per la Liguria, per conto del Ministero dell’Istruzione, avviò quindi le verifiche e gli approfondimenti sul caso. Il procedimento si è concluso a dicembre scorso. L’insegnante del Liceo statale Pertini di Genova non percepirà quindi per 6 mesi nemmeno lo stipendio. Al momento non risulta più nell’organico dell’istituto superiore.

Il preside del Liceo, Alessandro Cavanna, lo scorso ottobre, alla luce anche delle numerose proteste arrivate alla scuola, si schierò scrivendo una dura lettera di censura contro la prof. e  definendo quelle parole sui social “offensive e denigratorie”. Il dirigente scolastico comunicò che erano state “avviate tutte le procedure disciplinari previste dalla normativa nei confronti della docente interessata”.

Il M5S prende le distanze

La docente, ha alle spalle anche una candidatura come consigliera comunale M5s alle amministrative 2017. A prendere le distanze fu anche Il Movimento 5 stelle Liguria annuciando che la Castellaro non sarebbe mai più stata candidata con loro.

La querela delle sorelle Santelli

Paola Castellaro è anche sotto indagine della Procura di Genova, per ‘diffamazione aggravata’, dopo la querela presentata dall’avvocato calabrese Sabrina Rondinelli per conto delle sorelle di Jole Santelli, Paola e Roberta.

Paola Castellaro bersaglio degli haters

Da qualche giorno il profilo social di Castellaro non è più su Facebook. La sua pagina è scomparsa. Una delle ultime attività era stata, il 7 gennaio, l’aggiornamento della copertina con un immagine di Giuseppe Conte. Sotto quel post erano comparsi decine e decine di commenti di utenti Facebook, alcuni con insulti molto pesanti verso la docente. Attualmente Castellaro ha un profilo Instagram, dove è bersagliata attualmente da commenti di condanna, la maggior parte dei quali davvero molto violenti. Sono tanti gli haters che chiedono il licenziamento dell’insegnante dalla scuola.

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Cgil Calabria contro l’Autonomia differenziata «pronti a una grande mobilitazione»

Lo dichiara il segretario generale Angelo Sposato: «serve unità e un grande piano di rilancio per il lavoro»

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CATANZARO – “Contro il progetto dell’Autonomia differenziata siamo pronti come Cgil ad una grande mobilitazione in tutto il Paese ed in Calabria”. Lo dice all’ANSA il segretario generale della Cgil della Calabria, Angelo Sposato, componente del Direttivo nazionale del sindacato. “Il congresso della Cgil della Calabria in programma il 2 e 3 febbraio a Reggio – aggiunge Sposato – entrerà nel merito di questioni fondamentali come il lavoro, la sanità, l’istruzione e il sud. Temi che caratterizzano l’impegno del nostro sindacato per contrastare proprio il progetto di Autonomia differenziata e porre al centro del dibattito politico le questioni dello sviluppo, della legalità e dell’unità nazionale.

Serve un Paese unito per affrontare le emergenze internazionali, nazionali e locali e per recuperare i divari socioeconomici che si sono accumulati nel tempo tra le diverse aree del territorio nazionale. E serve, al contempo, un grande piano di rilancio per il Mezzogiorno, e per la Calabria in particolare, che preveda investimenti pubblici e privati ed un grande progetto straordinario per il lavoro. E anche sulla ‘vertenza Calabria’ ci aspettiamo concretezza, impegni e risultati da parte dei Governi regionale e nazionale”.

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Incendiata l’auto di un avvocato. Caccia al malvivente ripreso dalle telecamere

«Sono devastato da quanto accaduto perché non so con chi ho a che fare e ho paura che gesti simili si ripetano», ha detto Domenico Lioi

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MESORACA (KR) – L’auto di avvocato civilista del foro di Crotone, Domenico Lioi, è stata incendiata nella notte a Mesoraca, in provincia di Crotone. La vettura, una Bmw, era parcheggiata all’esterno di un’autofficina, nei pressi del campo sportivo del paese, dove il professionista l’aveva lasciata ieri per una riparazione. I vigili del fuoco, intervenuti per spegnere le fiamme, hanno trovato nei pressi dell’auto un contenitore con all’interno del liquido infiammabile. I carabinieri che hanno avviato le indagini sono alla ricerca di una persona che – come si vede nelle immagini di una telecamera di videosorveglianza della zona – rompe il lunotto della Bmw e, dopo avervi versato liquido infiammabile, appicca il fuoco. Le immagini non consentono però di riconoscere l’autore del danneggiamento.

Sono devastato – ha dichiarato Lioi – da quanto accaduto perché non so con chi ho a che fare e c’è il timore che simili gesti possano ripetersi. Non faccio politica e posso solo supporre che questo sia il gesto di qualche controparte di un processo civile”. L’Ordine degli avvocati di Crotone e l’Associazione toghe Alto Marchesato di cui Lioi è uno dei fondatori, hanno espresso solidarietà al collega auspicando che “il colpevole sia prontamente individuato e perseguito dalla giustizia”.

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Giornata della Memoria, Princi «fare tesoro degli insegnamenti del passato»

Un messaggio rivolto a tutti i calabresi e in particolare alle scuole quello della vicepresidente della Giunta regionale della Calabria in occasione del 27 gennaio, Giornata della Memoria

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CATANZARO – “Un appello particolare lo rivolgo alle Scuole, certa della rilevanza che daranno all’educazione su temi cruciali nella formazione degli studenti, come la memoria storica della vergogna dell’Olocausto, la difesa della libertà ed il rispetto della vita”. Inizia così il messaggio della vicepresidente della Regione, Giusi Princi che ha anche la delega all’Istruzione. “Non si tratta di una ricorrenza come le altre: la lettura, l’approfondimento e l’analisi dei percorsi didattici che possono essere realizzati in questa occasione sul drammatico sterminio degli ebrei hanno un impatto sociale fortissimo, sono finestre sul mondo che ci permettono di capire il passato e di evitare che gli errori si ripetano nel futuro”.

“Nel corso di questi mesi difficili, nostro malgrado, abbiamo tutti acquisito piena consapevolezza di quanto sia delicato l’equilibrio della pace; la guerra in Ucraina è un esempio di come la mancanza di comprensione e di dialogo possa portare a conflitti e sofferenze evitabili, forse addirittura inutili. È importante che la Scuola si impegni a trasmettere una memoria storica critica, che permetta agli studenti di comprendere gli eventi trascorsi e di riflettere su come occorra indirizzare le scelte politiche e sociali”.

“La scuola deve diventare un luogo di formazione e di educazione per la pace, dove gli studenti possono imparare a rispettare le diversità culturali e a promuovere il dialogo e la concertazione. In questa giornata particolare, vorrei esortare ogni docente a dedicare un momento di riflessione e di approfondimento sulla storia della guerra in Ucraina e sull’importanza di fare tesoro degli insegnamenti del passato”.

“La scuola ha un ruolo fondamentale nella sensibilizzazione e nella formazione dei giovani, e siamo certi che Voi tutti – scrive il Vicepresidente rivolgendo il suo messaggio alla società civile, agli educatori e non ultimo ai giovani – saprete approfittare di questa occasione per scuotere le coscienze e promuovere la cooperazione, il rispetto, la tolleranza, la difesa della libertà e della democrazia, senza mai dare nulla per scontato. Questo messaggio vorrei fosse letto anche come un appello accorato ad ogni calabrese – scrive in conclusione Princi – Facciamo tesoro di cose è accaduto in passato, perché oggi come non mai, si avverte il grave pericolo di una società civile incapace di ascoltare e di indignarsi sui tanti episodi di intolleranza e discriminazione. Occorre tenere vivo il ricordo di ciò che è avvenuto nella prima metà del secolo scorso, per mantenere la capacità e l’umanità di guardare sempre all’altro con interesse e senso di inclusione”.

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