Cosenza, Ciacco attacca Catanzaro "La triste guerra di campanile contro l'Unical" - QuiCosenza.it
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Cosenza, Ciacco attacca Catanzaro “La triste guerra di campanile contro l’Unical”

Il consigliere comunale interviene dopo il sit-in di protesta contro l’ipotesi di istituire la Facoltà di Medicina e Chirurgia ad Arcavacata

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COSENZA – “Stamattina, in una piazza di Catanzaro Lido, si è tenuto un sit-in di protesta contro l’ipotesi dell’istituzione della Facoltà di Medicina e Chirurgia presso l’Università della Calabria. Alcuni partecipanti portavano sulle spalle  anche una bara con un manifesto,  con il quale  si proclamava la morte dell’ateneo catanzarese.  Qualche giorno fa il Presidente del Consiglio comunale di Catanzaro ha annunciato l’imminente convocazione  di una seduta aperta del civico consesso, con all’ordine del giorno la l’approvazione di una mozione finalizzata a mantenere a Catanzaro l’unica Facoltà di Medicina attiva in Calabria. Il Sindaco di Catanzaro ha lanciato, a tutte le forze politiche presenti in Consiglio comunale,  l’appello a fare quadrato, invitandole a concordare e approvare, in una logica  bipartisan, un documento unitario, che rivendichi  l’esclusività della facoltà di medicina solo presso l’ateneo del capoluogo di regione. Gli ha fatto, subito, eco il leader dell’opposizione consiliare, che ha manifestato piena disponibilità verso il documento unitario. Il rettore dell’Università di Catanzaro, l’altro giorno, ha disertato la cerimonia celebrativa dei 50 anni di vita dell’Unical  e ha manifestato, apertamente, assoluta contrarietà all’istituzione della facoltà di Medicina presso l’Università della Calabria. Questo è il quadro di riferimento. E, allora, senza troppi giri di parole e, assai francamente, occorre prendere atto del seguente dato: la Città di Catanzaro, con in testa i suoi massimi vertici istituzionali e accademici ha, unilateralmente, dichiarato una guerra di campanile all’Università della Calabria”. Il consigliere comunale di Cosenza Giuseppe Ciacco interviene nel dibattito sull’ipotesi di istituire una facoltà di medicina anche a Cosenza.

“Questo è l’indiscutibile dato di fondo: una guerra di campanile insensata e fratricida. Per alcuni versi anche indecifrabile. Che infiacchisce e indebolisce lo spirito pubblico della regione. Che inocula il micidiale veleno del “separatismo” in una latitudine, che, viceversa, dovrebbe, sapientemente, ricercare e valorizzare le ragioni profonde del “proprio stare insieme”.  E, allora, non si può rimanere impassibili. Alla crociata dichiarata contro l’UNICAL occorre reagire. Senza proseguire sulla strada accidentata degli  ottenebranti  fondamentalismi, – prosegue Ciacco – ma utilizzando, dentro la feconda cornice del pluralismo dialettico,  il dizionario del ragionamento e del confronto. Bandendo i macabri simboli della morte, ma adoperando, viceversa, gli utensili generatori di fertile linfa vitale per tutta la regione: da Nocara a Melito di Porto Salvo. Partendo da un punto di domanda: ma perché, proprio oggi, è stato scatenato tutto questo finimondo?  Ma all’Unical il corso di laurea in “Medicina e Tecnologie digitali”, non è stato attivato  già dall’anno scorso, in perfetta sinergia con l’Università Magna Graecia? Anzi, per quel che io ne so, il corso di laurea dell’Unical è una costola della Facoltà di Medicina di Catanzaro ed è stato attivato, previo formale assenso degli organi accademici di Catanzaro. E, allora, perché oggi si solleva cotanto polverone?  Quali sono le ragioni di un ripensamento così fulmineo? Se non sono ragioni inconfessabili, si abbia il pudore di renderle pubbliche. Dopodichè, sia chiaro a tutti: quando si parla dell’Unical,  si parla di uno degli atenei più prestigiosi del mondo. Un formidabile arcipelago composto  da docenti dalle superlative  virtù professionali e da studenti e studentesse, che sono autentiche eccellenze. Una meravigliosa fucina di cultura e di sapere. Della quale la Calabria e, l’Italia tutta, devono menar vanto e orgoglio.

E, allora, – incalza il consigliere comunale – dire che con l’istituzione della facoltà di Medicina all’Unical significherebbe “ fare qualcosa che domani non servirà a nessuno” è, assolutamente ingeneroso. Forse  è anche sfacciatamente oltraggioso. Detto questo, io, sinceramente, non so se esistono, per davvero, nell’attualità,  le condizioni per istituire una autonoma facoltà di Medicina all’Unical. Tuttavia so che è inconcepibile collocare il tema dentro l’infernale spirale del cieco fanatismo. Lo sviluppo del sistema universitario fa bene a tutta la Calabria. E parlare di “dannoso sbilanciamento” del sistema universitario è una contraddizione in termini. Lo sviluppo del sistema universitario è, sempre  e  solo, una risorsa per tutta la regione, dovunque esso matura e si realizza. La questione dello sviluppo dell’università calabrese – e rimarco, dell’università calabrese –  deve essere affrontata senza prevaricazioni di una parte sull’altra. E il NO deciso e apodittico, coralmente pronunciato a Catanzaro,  contro l’eventuale apertura di una facoltà di Medicina all’Unical è una intollerabile prevaricazione. Suona come una sinistra  contestazione del borbonico delitto di lesa maestà. E, per finire, mi domando: ma se l’Università di Catanzaro ha – come dice il suo Rettore –  una storia di 45 anni di medicina, perché mai, allora, la facoltà di Medicina all’Unical dovrebbe decretare la morte della pluridecennale  facoltà di Catanzaro? O, forse, a qualcuno fa paura l’iperbolica eccellenza dell’UNICAL? E’ questa,  l’inconfessabile ragione di cotanta parossistica mobilitazione catanzarese?”

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Morti sul lavoro a Cosenza. UGL: “Siamo sgomenti, arrestare strage”

Lo ha dichiarato in una nota Paolo Capone, Segretario Generale del sindacato, dopo la morte di un uomo a Falconara Albanese e Laino Borgo

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COSENZA – “E’ ancora strage di lavoratori. A perdere la vita un 43enne schiacciato dal mezzo agricolo di cui era alla guida a Falconara Albanese, in provincia di Cosenza, e un operaio di 52 anni precipitato dal tetto a Guardia Vomano, in provincia di Teramo. A nome dell’UGL esprimo cordoglio alle famiglie delle vittime. Siamo di fronte ad una vera e propria ecatombe che ci lascia sgomenti e indignati. Urgono azioni concrete per rafforzare la prevenzione sui luoghi di lavoro e impedire simili tragedie. In tal senso, chiediamo alle istituzioni locali e nazionali di intensificare i controlli potenziando gli organi ispettivi, di assicurare un maggior coordinamento degli enti preposti attraverso l’unificazione delle banche dati, e, al contempo, di investire nella formazione e nella cultura della sicurezza. Con la manifestazione ‘Lavorare per vivere’, l’UGL intende porre l’attenzione dell’opinione pubblica e del Governo sul fenomeno inaccettabile delle cosiddette ‘morti bianche'”.
Lo hanno dichiarato in una nota congiunta Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, Gianna De Amicis, Segretario Generale UGL Abruzzo, e Ornella Cuzzupi, Segretario Regionale UGL Calabria, in merito ai due infortuni sul lavoro in cui hanno perso la vita un 43enne schiacciato dal mezzo agricolo di cui era alla guida a Falconara Albanese, in provincia di Cosenza, e un operaio di 52 anni precipitato dal tetto a Guardia Vomano, in provincia di Teramo.
Tre mesi fa un altro drammatico incidente sul lavoro nel cosentino: un altro giovane operaio morì a Laino Borgo, all’interno della centrale a biomasse Mercure. Ennesima scia di sangue di una serie plurima di incidenti sul lavoro, per cui il nuovo Governo dovrà trovare una soluzione.

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Rende, una bombola di gas esplode in auto: giovane in gravi condizioni

L’episodio è avvenuto nel quartiere San Gennaro. Il 30enne originario di Rende è rimasto ustionato su buona parte del corpo

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COSENZA – Una bombola di gas esplosa  in auto: l’episodio è avvenuto venerdì scorso nei pressi del quartire San Gennaro di Rende. Secondo quanto si apprende, un ragazzo di 30anni, D.B. residente a Rende, avrebbe fatto rifornimento presso un benzinaio, ricaricando una bombola di gas, per poi trasportarla all’interno della sua vettura. Probabilmente, per motivi ancora in corso di accertamento, durante il tragitto in auto, il giovane si sarebbe acceso una sigaretta innescando l’esplosione della bombola. Il 30 enne sarebbe riuscito ad uscire dall’auto ma avrebbe riportato grandi ustioni su buona parte del corpo

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per spegnere il rogo provocato dall’esplosione. I carabinieri, che indagano sulla vicenda, avrebbero anche sentito il titolare del rifornimento di benzina.

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Unicef Cosenza, allarme sui rincari di RUFT e malnutrizione “colpiti 2 bimbi su 3”

In occasione della festa dei nonni una riflessione sulla grave problematica: il prezzo degli alimenti terapeutici pronti all’uso ha subito rincari del 16%

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COSENZA – La festa dei nonni celebra un legame speciale, importante per la crescita ed il futuro dei minori, ma anche per la salute di chi è più avanti negli anni. Purtroppo non tutti i bambini hanno la fortuna di vivere in contesti sereni e di costruire futuro. Ed è per questo che, in occasione della festa dedicata a nonni e nipoti, il Comitato provinciale Unicef di Cosenza si è ritrovato a discutere di infanzia negata e malnutrizione.

La malnutrizione infantile è la violazione di un diritto umano fondamentale del bambino, quello alla sopravvivenza e allo sviluppo, non si limitata alla mancanza di cibo, ma è una combinazione di fattori: scarsità di proteine, micronutrienti e calorie; alta frequenza di infezioni e altre malattie; inadeguatezza dei servizi sanitari; scarso accesso all’acqua potabile e all’igiene, emergenze improvvise o protratte nel tempo.

Già prima che la guerra in Ucraina minacciasse di far sprofondare il mondo in una crisi alimentare globale, il numero di bambini colpiti da malnutrizione acuta grave era in forte aumento a causa di più fattori, tra cui la difficile ripresa delle economie mondiali dalla pandemia da Covid 19 e condizioni persistenti di siccità in vari Paesi a causa del cambiamento climatico.

La malnutrizione acuta grave rappresenta la forma più pericolosa di malnutrizione e provoca la morte di 1 bambino su 5: in tutto il mondo almeno 13,6 milioni di bambini sotto i 5 anni soffrono di questa forma grave di malnutrizione. LAsia Meridionale rimane l’epicentro di questa piaga: ne è colpito 1 bambino su 22, il doppio rispetto all’Africa subsahariana.

I bambini che soffrono di malnutrizione acuta grave, sono troppo deboli e malati per mangiare cibo normale. Non possono essere salvati con sacchi di grano o di soia. Per sopravvivere, hanno bisogno di nutrizione terapeutica urgente – RUTF (Alimento Terapeutico Pronto all’Uso).

“Unicef Italia ha stimato che, a causa del forte aumento dei costi delle materie prime – dichiara Monica Perri, presidente del Comitato provinciale Unicef di Cosenza – il prezzo degli alimenti terapeutici pronti all’uso (RUFT) fondamentali nella cura della forma acuta grave di malnutrizione, aumenterà nei prossimi mesi del 16%. Anche i finanziamenti globali per salvare vite attraverso l’uso di questo alimento terapeutico sono fortemente a rischio: attualmente 2 bimbi malnutriti gravemente su 3, non ha accesso a questa fondamentale terapia alimentare. Purtroppo tutto ciò coincide con una forte diminuzione dei tassi di vaccinazione contro le malattie dei bambini: una combinazione letale. Senza un’azione rapida – concludono i volontari Unicef – potremmo trovarci di fronte a una crisi di sopravvivenza dei bambini”. L’azione del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia si concentra su tre aree di intervento: prevenzione di ogni forma di malnutrizione, salute e nutrizione nell’adolescenza, terapia e cura dei bambini affetti da malnutrizione acuta grave”.

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