Provincia
Viadotto di Longobucco, 3 anni dopo il crollo. Scutellà «possibile riapertura entro l’estate»
La capogruppo M5S Elisa Scutellà dopo un nuovo sopralluogo a Longobucco: «Anas ha annunciato il ripristino dell’infrastruttura entro la fine dell’estate. I cittadini hanno diritto a tornare alla normalità»

LONGOBUCCO (CS) – “A tre anni dal crollo del ponte di Longobucco, ho effettuato l’ennesimo sopralluogo su un’infrastruttura che ho seguito con grande attenzione e responsabilità. Più volte ho portato la questione all’attenzione del presidente Occhiuto, dentro e fuori l’aula consiliare, sottolineando l’urgenza di intervenire affinché il viadotto di Longobucco sia restituito alla comunità il prima possibile”. Lo afferma la capogruppo del M5S alla Regione, Elisa Scutellà, tornando a sollecitare interventi concreti su una vicenda che da anni incide sulla viabilità e sulla vita dei cittadini.
Longobucco: promesse mancate e nuovo impegno
“Le promesse di ricostruzione entro la fine del 2025, come sappiamo – prosegue Scutellà – sono rimaste lettera morta, per questi motivi partecipando attivamente all’ultimo tavolo tecnico con Anas è stato ribadito e cristallizzato l’impegno a completare i lavori. Oggi, dopo tre anni di attesa, arriva una prospettiva: Anas ha annunciato il ripristino dell’infrastruttura entro la fine dell’estate. Un segnale importante, ma che deve rappresentare soprattutto un monito: i cittadini hanno diritto a tornare alla normalità, ad avere collegamenti sicuri e a non sentirsi più isolati”.

Il ponte di Longobucco rappresenta un’infrastruttura strategica per il territorio, la cui assenza ha creato disagi significativi alla popolazione locale, incidendo su spostamenti, attività economiche e servizi essenziali. La prospettiva di una riapertura entro l’estate segna un possibile punto di svolta, dopo anni di attese e rinvii. “Continueremo a vigilare – conclude Scutellà – affinché gli impegni assunti vengano rispettati, fino alla piena restituzione di questa strada al territorio e affinché sia garantito il diritto alla mobilità di tutta la comunità residente”.






















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