Studenti Unical all'Arpacal per il tirocinio sulle "Tecniche di misura ambientale" - QuiCosenza.it
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Studenti Unical all’Arpacal per il tirocinio sulle “Tecniche di misura ambientale”

L’attività è stata resa possibile dalla comune intesa tra il dipartimento di Fisica ed il Laboratorio specialistico del Dipartimento di Catanzaro

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COSENZA – Si è svolta nei giorni scorsi- presso la sala “Francesco Russo” della sede regionale di Arpacal, alla presenza del direttore scientifico Michelangelo Iannone, del direttore di Dipartimento, Filomena Casaburi e della professoressa Anna Mastrobernardino- la presentazione di un’attività di tirocinio universitario dal titolo “Tecniche di misura ambientale: radiazioni ionizzanti e non ionizzanti”.

Si tratta di un lavoro tecnico pratico, sviluppato dalla studentessa Eleonora Ragozzino con il supporto del tecnico Salvatore Procopio. Il tirocinio è stato reso possibile dalla comune intesa, formalizzata tramite convenzione, tra Arpacal e Università della Calabria e, nello specifico, tra il dipartimento di Fisica ed il Laboratorio specialistico del Dipartimento di Catanzaro, per realizzare opportunità di reciproco accrescimento attraverso percorsi formativi che di fatto consentono allo studio e alla ricerca, che caratterizza il percorso universitario, di avvalersi dell’applicazione  pratica della rete agenziale.

Le numerose campagne di misura delle radiazioni, effettuate negli anni in centinaia di ambienti sparsi sull’intero territorio regionale, attraverso il laboratorio di Fisica “Ettore Majorana” dell’Arpacal costituiscono una significatività statistica e una capacità di elaborazione dei risultati che hanno consentito alla Ragozzino di integrare sul piano pratico le competenze scientifiche. La qualità del tirocinio formativo, grazie all’iniziativa condivisa tra gli enti, ha trasformato un’attività curriculare in una vera e propria occasione di confronto particolarmente stimolante anche grazie alla presenza di un gruppo di studenti dello stesso corso di laurea che nell’occasione ha potuto visitare la sede centrale dell’Agenzia e “vedere” il mondo in cui, completati gli studi, è possibile applicare le competenze per le attività di monitoraggio ambientale.

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Dottorati di ricerca all’Unical, nuovo concorso: 95 posti, 25 in collaborazione con imprese

95 i posti disponibili, 25 dei quali in collaborazione con le imprese per creare ulteriori possibilità di carriera. Domande entro l’8 settembre

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RENDE (CS) – È online il bando di concorso per l’ammissione ai 95 posti di dottorato di ricerca (XXXVIII ciclo) distribuiti nei 12 corsi che si sviluppano nelle aree medico-sanitaria, scienze, ingegneria e tecnologia, socio-economica, umanistica, giuridica.  Quest’anno l’Unical investe sull’alta formazione dottorale con un’offerta formativa innovativa e sostenuta da un ampio numero di borse.

La proposta dell’ateneo, infatti, si arricchisce di nuovi percorsi, che rispondono alla domanda di formazione e ricerca di una società in evoluzione, aprono ancor di più alla collaborazione con il mondo industriale e le Pubbliche amministrazioni e offrono ampie possibilità di carriera dentro e fuori dal mondo universitario.

In particolare, traendo vantaggio dalle opportunità fornite dai finanziamenti legati ai decreti 351 e 352 del 9 aprile 2022, l’ateneo ha attivato 26 borse su tematiche PNRR, sulla Pubblica Amministrazione, sul Patrimonio Culturale e sulla Transizione Digitale ed Ecologica, nonché 25 borse in collaborazione con imprese. Questi percorsi rappresentano nuove opportunità formative che si aggiungono a quelle dei dottorati tradizionali, consentendo di incrementare le interazioni con il mondo del lavoro, accrescendo anche le possibilità di impiego dei futuri dottori di ricerca.

«Il dottorato in Italia sta andando incontro a una stagione di riforma, che ne riconsidera e valorizza il ruolo, mettendo la ricerca al centro dello sviluppo del Paese – dice il rettore Nicola Leone – All’Unical abbiamo abbracciato con convinzione il nuovo corso, che apre a maggiori e importanti prospettive per i nostri laureati. Il dottorato di ricerca, quindi, oltre a confermarsi passaggio necessario e obbligato per chi vuole intraprendere la carriera accademica, rappresenta oggi, e sarà sempre più così in futuro, un’opportunità di accesso ai livelli professionali più alti in ambito privato e pubblico. Nella società della conoscenza il dottorato di ricerca sarà un titolo sempre più richiesto. Il bando di concorso per il nuovo ciclo Unical è un’occasione di crescita, quindi, da non lasciarsi sfuggire».

Tutti i posti sono coperti da borsa e ogni dottorando dovrà svolgere un periodo di studio e ricerca all’estero, della durata di almeno 3 mesi nel corso del triennio.

Nel caso di borse finanziate dal DM 352 – i nuovi dottorati industriali innovativi dell’ateneo – è previsto anche un periodo obbligatorio presso l’impresa convenzionata fino a 18 mesi, mentre il periodo di studio all’estero sarà di almeno 6 mesi. Per le borse finanziate da DM 351 diverse da PNRR Ricerca (quindi Pubblica Amministrazione, Patrimonio Culturale e Transizione Digitale ed Ecologica) sono previsti periodi obbligatori in imprese, centri di ricerca e Pubbliche Amministrazioni e il periodo di studio all’estero sarà anche qui di almeno 6 mesi.

È possibile presentare domanda di ammissione dall’8 agosto fino alle ore 12 dell’8 settembre. La domanda, corredata da un progetto di ricerca, deve essere compilata on line su Esse3 Unical.  Possono partecipare al concorso anche i laureandi, che prevedono di completare gli studi entro la data di iscrizione al corso di dottorato. In questo caso i candidati dovranno poi comunicare l’avvenuto conseguimento del titolo inviando una mail a [email protected].

Per conoscere i requisiti d’ammissione, i posti e le borse disponibili, le tematiche di ricerca, i criteri di valutazione, il calendario delle prove di ammissione si consiglia di consultare il bando.

Ecco i corsi di dottorato presenti nell’offerta Unical:

  • Information and Communication Technologies
  • Ingegneria civile e industriale
  • Life Science and Technology
  • Matematica e Informatica
  • Medicina traslazionale
  • Politica, Cultura e Sviluppo
  • Scienze economiche e aziendali
  • Scienze e Ingegneria dell’Ambiente, delle Costruzioni e dell’Energia
  • Scienze e Tecnologie fisiche, chimiche e dei materiali
  • Studi Umanistici
  • Technology Applied to Cultural Heritage
  • Teoria e Prassi del Diritto

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Università

Unical, l’ateneo di Arcavacata forma gli insegnanti del futuro

Aperte le iscrizioni al Corso di laurea in Scienze della Formazione primaria: 230 i posti disponibili. Previsti tirocini formativi negli istituti scolastici della Regione

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RENDE – Un corso ad alto tasso di occupazione (dai dati forniti da AlmaLaurea, dopo tre anni, lavora circa il 90% dei laureati), da sempre molto richiesto dalle aspiranti matricole dell’Università della Calabria. Parliamo del Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria, titolo che abilita all’insegnamento nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria. Da oggi fino al 26 agosto è possibile fare domanda  per aggiudicarsi uno dei 228 (+ 2 riservati a cittadini non comunitari residenti all’estero)  posti disponibili all’UniCal. Le aspiranti matricole  potranno presentare domanda di partecipazione collegandosi alla piattaforma Esse3,  pagare il contributo d’ammissione (50 euro) e, quindi, svolgere il test d’ammissione obbligatorio in programma il 20 settembre. Info dettagliate e bando sono disponibili all’indirizzo Ammissione SFP – Università della Calabria (unical.it).  L’Università della Calabria proprio nel settore delle formazione di educatori ed insegnanti vanta una lunga esperienza  grazie ad una robusta  e qualificata classe docente. Un percorso di studio articolato che garantisce lo sviluppo professionale degli insegnanti sia da un punto di vista didattico-disciplinare che psico-pedagogico. All’UniCal viene formato, in altre parole, un professionista dell’educazione ad alta specializzazione, con  competenze comunicative, metodologiche e relazionali, predisposto  all’aggiornamento continuo nei diversi campi del sapere. Un insegnante pronto a raccogliere le sfide sempre più complesse che questo delicato settore, strategico per il Paese, richiede. Il corso di studio, infine, riserva una speciale attenzione alle istanze formative della realtà scolastica regionale, con la quale i futuri docenti hanno modo di confrontarsi anche nell’ambito del tirocinio formativo che, d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria, viene svolto presso le istituzioni scolastiche della regione.

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Unical prima classificata del bando del ministero per la ricerca sull’idrogeno

La proposta è risultata prima in graduatoria tra le proposte ammesse a finanziamento dal Pnnr per raggiungere l’indipendenza energetica

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RENDE (CS) – Con NoMaH (Novel Materials for Hydrogen Storage) l’Università della Calabria è risultata ai vertici della graduatoria dei progetti di ricerca e sviluppo nel settore dell’idrogeno finanziati dal ministero della Transizione ecologica (Mite) nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza. La proposta è risultata prima in graduatoria tra le proposte ammesse a finanziamento che riguardano l’area tematica delle “Tecnologie innovative per lo stoccaggio e il trasporto dell’idrogeno e la sua trasformazione in derivati ed e-fuels”. A pari merito nella graduatoria generale, il progetto Mecca sulla tematica “Produzione di idrogeno clean e green”, presentato dall’Università di Messina come capofila, con Unical soggetto partner.

La call del ministero finanzia progetti di organismi di ricerca pubblici (enti e università) sviluppati dalle imprese. 

Il progetto NoMaH

L’obiettivo principale del progetto NoMaH è quello di stimolare la produzione e il consumo di idrogeno attraverso la ricerca e lo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche per il suo stoccaggio. NoMaH intende rispondere alle reali esigenze energetiche dei piccoli distretti produttivi e delle “comunità energetiche”, associazioni tra cittadini, pubbliche amministrazioni e imprese che puntano alla produzione di energia “a chilometro zero”.

La ricerca sull’idrogeno è fondamentale anche per perseguire la decarbonizzazione e, nel mutato contesto geopolitico, contribuire a raggiungere l’indipendenza energetica e accelerare la transizione ecologica. Per quanto riguarda l’idrogeno, il gap tra le tecnologie esistenti per il suo accumulo e i requisiti di sicurezza, flessibilità, compattezza e sostenibilità ambientale richiesti per il suo utilizzo è ancora enorme. Al fine di ridurlo, nell’ambito del progetto NoMaH verrà adottato un approccio multidisciplinare che, coniugando le conoscenze dei partner nel campo della scienza dei materiali e dell’ingegneria, permetterà di sviluppare nuovi materiali e dispositivi attraverso cui si potranno realizzare sistemi ibridi di accumulo di piccola e media dimensione, in grado di operare in condizioni tali da rendere minimi i costi energetici e i problemi legati alla sicurezza del loro utilizzo. 

“La nostra idea – commenta Raffaele Agostino, docente del dipartimento di Fisica dell’Unical e responsabile scientifico del progetto – è quella di favorire e stimolare la produzione di sistemi modulari a basso costo e a bassa emissione di gas ad effetto serra, integrabili con diversi sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili, in una logica di piena sostenibilità ambientale. Solo così potremo contribuire a una larga diffusione delle tecnologie tipiche dell’economia dell’idrogeno, favorendo la riduzione della dipendenza dalle fonti fossili e fornendo un deciso impulso verso un uso pieno delle fonti rinnovabili”.

Lo studio dei nuovi materiali e composti per l’accumulo di idrogeno verrà svolto dal gruppo di ricerca del laboratorio “Superfici e energia” del dipartimento di Fisica e dal gruppo di ricerca CECaSP_Lab del dipartimento di Ingegneria dell’ambiente dell’Università della Calabria. Al laboratorio DeltaH sono affidate le prove di accumulo su serbatoi di volume fino a qualche decina di litri. 

Università partner, attività di ricerca e importo finanziato

Le università partner del progetto sono: il Politecnico di Torino (tramite il centro interdipartimentale sull’energia e il dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia); il Politecnico di Bari; Alma Mater Studiorum di Bologna (tramite il gruppo di Sistemi e macchine per l’energia e l’ambiente del dipartimento di Ingegneria industriale e i dipartimenti di Chimica e di Fisica e astronomia). 

Alle attività di ricerca e sviluppo parteciperà Rina Consulting – Centro Sviluppo Materiali Spa., ramo di consulenza di ingegneria di Rina, gruppo multinazionale nel settore Trasporti & infrastrutture, con sede a Genova, per quanto riguarda lo studio e le analisi dei sistemi di stoccaggio, con particolare riferimento ai materiali e ai dispositivi di contenimento dei materiali di accumulo, nonché per la verifica della funzionalità di un sistema di interesse per il progetto.

L’importo finanziato è pari a 3.128.012,47 euro su una dotazione complessiva del bando di 20 milioni di euro riservati agli enti di ricerca pubblici, di cui il 40 per cento a quelli delle regioni del meridione. 

Il progetto Mecca, che ha ottenuto 3 milioni di euro, intende sintetizzare tramite una tecnologia innovativa di cracking del biometano, idrogeno verde in modo competitivo sia in termini di costo che di carbon footprint (letteralmente, “impronta di carbonio” che permette di determinare gli impatti ambientali che le attività antropiche hanno sul cambiamento climatico) rispetto all’idrogeno ottenuto da elettrolisi.

Mecca è stato presentato dall’Università di Messina in partenariato con Enea, Fondazione Bruno Kesler, NextChem Spa e Università della Calabria, per la quale è responsabile scientifico Girolamo Giordano, ordinario del dipartimento di Ingegneria dell’ambiente.

I progetti si sono avvalsi del supporto dell’Area ricerca, Innovazione e Impatto sociale dell’Unical.

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