Unical, Cus rinnova la palestra con un'area riservata ai ragazzi con disabilità - QuiCosenza.it
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Unical, Cus rinnova la palestra con un’area riservata ai ragazzi con disabilità

La palestra è stata totalmente rinnovata e attrezzata e sono stati posati anche 350 metri quadri di tatami su tutta la superfice

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COSENZA – Il Cus Cosenza è pronto a riaprire la palestra del quartiere San Gennaro. La struttura, che è stata interessata da interventi di ristrutturazione, è divisa in due sale, una dedicata esclusivamente ai ragazzi con disabilità e l’altra per le arti marziali, dotata anche di un ring. La palestra è stata totalmente rinnovata e attrezzata e sono stati posati anche 350 metri quadri di tatami su tutta la superfice.

Lo spazio dedicato ai ragazzi con disabilità verrà utilizzato in particolare per due discipline, torball e sitting volley, per cui prossimamente sarà attrezzato con strumenti adatti a queste discipline paralimpiche, con l’obiettivo di promuovere la pratica sportiva degli studenti del campus con disabilità, eliminando ogni barriera.

Nella sala dedicata alle arti marziali si partirà con il corso di kick boxing, al momento attivo presso la palestra del complesso Monaci. Il corso da giugno sarà trasferito al San Gennaro. Per frequentarlo è necessario essere iscritti al Cus: è possibile tesserarsi presso la segreteria del Centro sportino.

Il presidente del Cus Marcello Fiore ha espresso piena soddisfazione per la riapertura dello spazio e ha ringraziato la governance dell’ateneo per l’attenzione dedicata allo sport e al Cus in particolare. Presente alla riapertura della palestra, oltre ai delegati allo Sport del rettore, i professori Pellegrino e Guido, anche il dottor Giovanni Bilotti, direttore sportivo della Torball Unione Italiana Ciechi e membro della Consulta dello Sport del Comune di Rende, che si è detto fiero e onorato di far parte del progetto.

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Sottosegretario Costa all’Unical: “Ospedale Cosenza non sia terreno di scontro politico”

Stamattina il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, che questa mattina ha visitato l’Università della Calabria: “Abbiamo ridato al territorio la possibilità di pianificare”

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RENDE – Il prorettore Francesco Scarcello ha ricevuto questa mattina il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, in visita all’Unical che ha mostrato particolare interesse per il corso di laurea in “Medicina e Tecnologie digitali” definendolo “un’opportunità formativa che centra un duplice obiettivo: da una parte offre importanti prospettive occupazionali agli studenti e, dall’altra, servizi sanitari di qualità ai cittadini”.

“Vicinanza al territorio”

“C’è bisogno di dimostrare vicinanza al territorio, in questo caso alla Calabria, dove certamente per quanto riguarda la sanità dobbiamo ripartire”. Sono le parole del sottosegretario alla Salute Andrea Costa, che questa mattina ha visitato l’Università della Calabria. “Dobbiamo riavviare un percorso e lo abbiamo iniziato attraverso il presidente della Regione, ridando al territorio la possibilità di pianificare e tornare a fare investimenti. I fondi del PNRR sono certamente un’occasione, dobbiamo assumerci la responsabilità di garantire il diritto alla salute anche ai calabresi”.

“Quello del personale è il tema dei temi – ha aggiunto Costa – arriviamo da una pianificazione non fatta, da tagli che per anni hanno colpito il comparto ma oggi siamo ad un’inversione di tendenza: per la prima volta abbiamo aumentato il fondo del servizio sanitario nazionale, 2 miliardi all’anno per i prossimi tre anni, abbiamo raddoppiato le borse di specializzazione e le borse per i medici di medicina generale e oggi c’è la consapevolezza che la salute non è una spesa ma un investimento e quindi anche la Calabria certamente potrà avere i benefici di questa visione diversa, dobbiamo insieme costruire una sanità che non si prenda solo cura della malattia ma che si prenda cura della persona”.

Sul PNRR  Costa ha parlato di “grande opportunità dal punto di vista del rinnovo della strumentazione e non solo. Dobbiamo insieme condividere un percorso con la Regione ma oggi c’è la consapevolezza che questo è un bisogno e questa è una priorità. Credo che sia iniziato un percorso positivo, un’inversione rispetto al passato. Siamo all’inizio di un percorso e mi pare che si sia partito col piede giusto, quindi ridare struttura, ridare operatività. C’è il tema del personale – ha aggiunto Costa – e io condivido l’idea lanciata dal presidente che in alcune realtà, in alcune parti del nostro territorio, in alcune zone dell’entroterra, dobbiamo forse introdurre anche il concetto di premialità per chi decide di lavorare in certe aree del Paese e appunto nell’entroterra. Con le Regione, da parte nostra, c’è sempre stata la volontà di condividere le scelte anche per quanto riguarda l’investimento del PNRR, scelte che il governo fa in piena condivisione con le Regioni”.

“I presidi sanitari hanno anche un valore sociale”

“Credo che il Covid ci abbia insegnato come c’è bisogno di incrementare la medicina del territorio, c’è bisogno di avvicinare i servizi e cittadini e non il contrario. In quest’ottica ovviamente telemedicina, digitalizzazione e anche nuove strutture, ospedali di comunità e casa della salute sono tutti i tasselli di un mosaico. Dobbiamo fare squadra e la pandemia ci ha insegnato che le grandi sfide e le grandi opportunità si sanno cogliere se si fa squadra, dove ognuno può dare un prezioso contributo e dopo ognuno si deve sentire protagonista di questo cambiamento”. “Quindi anche in Calabria – ha proseguito Costa – verranno aumentate le strutture e i presidi nella consapevolezza che non ci sono solamente i grandi centri urbani in un territorio: c’è un entroterra che dobbiamo tutelare dobbiamo riservare. Un entroterra – ha aggiunto – a cui dobbiamo garantire i servizi, perché garantire il servizio significa garantire il presidio, garantire che quel territorio continui ad essere mantenuto. C’è anche un valore sociale oltre che sanitario”.

 Sull’ospedale di Cosenza: “non sia terreno di scontro politico”

Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, parlando della decisione da prendere sulla localizzazione del nuovo ospedale di Cosenza, che il Comune vorrebbe a Vaglio Lise e invece il Comune di Rende vorrebbe vicino all’Unical ha precisato: “dobbiamo trovare una soluzione, non possiamo permetterci di fare pagare le conseguenze del non decidere ai cittadini, in questo caso ai cittadini calabresi”.

“Io credo che dalla parte della politica ci debba essere un’assunzione di responsabilità. Per troppe volte i temi della sanità sono stati temi di scontro e di contrapposizione politica, – ha detto Costa – io credo che sulla sanità la politica si dovrebbe unire, io credo che i cittadini oggi dalla politica vogliono una grande unità istituzionale, una grande unità politica, soprattutto dopo due anni e mezzo di Covid, di pandemia, oggi c’è bisogno di forte coesione di forte condivisione. Quindi certamente da parte del governo massimo sforzo per creare le condizioni affinché i territori arrivino ad una scelta e mi auguro che le ubicazioni dove fare una struttura, dove non farla, non diventi un tema di scontro e di confronto, dobbiamo garantire i servizi ai cittadini e possibilmente che siano servizi di qualità”.

“Creare opportunità per i ragazzi”

Visitando l’università di Arcavacata Costa l’ha definita una “bella realtà, una bella struttura che crea opportunità per i giovani ragazzi del territorio” . “Dobbiamo ovviamente sostenerla e creare le condizioni affinché i ragazzi una volta completato gli studi possano avere quelle opportunità di lavoro all’interno della sanità“. All’Unical da quest’anno c’è un corso di Medicina e tecnologie digitali: “Mi auguro che con la prossima legge di bilancio si metta mano al limite dei tetti di spesa per le assunzioni, perché questo in realtà è uno scoglio che dura da troppo tempo, così facendo creiamo le condizioni affinché le aziende sanitarie possano tornare a pianificare anche un piano di assunzioni. Non possiamo più permetterci di avere ospedali sotto organico, – ha aggiunto Costa – dobbiamo fare un passo avanti, dobbiamo porci il tema anche della giusta retribuzione del nostro personale sanitario. Proprio tre giorni fa abbiamo firmato il contratto per oltre 600.000 addetti alla sanità, infermieri che finalmente avranno un aumento in busta paga. Non è ovviamente la risposta definitiva, ma è un primo passo, un segno tangibile che c’è oggi una disponibilità diversa, una sensibilità diversa”.

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Prende forma l’Ecosistema dell’Innovazione di Calabria e Basilicata. L’Unical coordinerà il progetto

Costituito in tempi record l’hub con un finanziamento di 119 milioni. Il rettore Leone: «Un’occasione unica per innovare due regioni storicamente in ritardo»

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RENDE (CS) – Primo passo verso la nascita di Tech4You, l’Ecosistema dell’Innovazione di Calabria e Basilicata, nato dalla collaborazione tra gli atenei statali delle due regioni e le sedi Cnr e finanziato con fondi del Pnrr. Martedì 14 giugno presso la sala stampa dell’Università della Calabria – ateneo che coordina il progetto – è stato firmato, alla presenza della notaia Maria Gisonna, l’atto di costituzione dell’hub, che avrà sede presso l’Unical.

Il progetto Tech4You si era aggiudicato alcune settimane fa il bando del Ministero dell’Università e della Ricerca con un punteggio altissimo: il secondo migliore d’Italia. Nei giorni scorsi la procedura è stata completata con la negoziazione del finanziamento accordato, che ha confermato la validità della proposta e l’ampio consenso già riscosso: a Tech4You il ministero ha assegnato 119 milioni sui 120 massimi concedibili.

L’hub avrà il compito di coordinare gli spoke (6 in tutto quelli previsti), che si occuperanno delle attività di ricerca del progetto. Sarà inoltre l’interfaccia dell’ecosistema con il ministero, per la fase di rendicontazione. A questo scopo nei prossimi mesi assumerà nuovo personale, con funzione di gestione e amministrazione.

Il Consiglio d’Amministrazione dell’hub sarà presieduto dal professor Roberto Musmanno, ordinario di Logistica dell’Unical, che ha ricoperto in passato il ruolo di delegato al Trasferimento tecnologico dell’ateneo nonché di assessore regionale. Nel Consiglio siederanno altri quattro componenti, in rappresentanza degli atenei coinvolti.

«È un risultato straordinario quello che abbiamo raggiunto e per nulla scontato, del quale dobbiamo essere tutti orgogliosi. Quando riesce a fare squadra, il Sud compete alla pari a livello nazionale – ha detto il rettore Nicola Leone – Ora dobbiamo sentirci addosso tutta la responsabilità che questo progetto porta con sé: è l’occasione che il Pnrr ci offre per dare un contributo concreto all’innovazione delle due regioni. È in questo senso che dobbiamo interpretare il lavoro che ci si presenta davanti. Lo dobbiamo al nostro territorio, lo dobbiamo alla Calabria».

Il progetto Tech4You

L’Ecosistema dell’Innovazione di Calabria e Basilicata – dal titolo Tech4You, Technologies for climate change adaptation and quality of life improvement – si propone di coniugare le vocazioni del territorio con la sfida della transizione digitale e ambientale. L’obiettivo è quello di contribuire allo sviluppo di due regioni storicamente in ritardo, intervenendo sulle emergenze, oggi aggravate dal cambiamento climatico, per migliorare la qualità della vita dei cittadini, innovare il tessuto socioeconomico, creare occasioni di nuova occupazione, rafforzare la resilienza di un territorio fragile perché esposto a rischi naturali e antropici.

Tra gli ambiti di ricerca di Tech4You compaiono le energie pulite, l’agricoltura smart, la protezione del patrimonio culturale e dell’ambiente, la tutela della salute. L’obiettivo è quello di costruire un modello di crescita economica sostenibile, che valorizzi le specificità di Calabria e Basilicata e le renda un punto di riferimento per il rilancio del Sud Italia, puntando molto su prevenzione, monitoraggio dei rischi, rivoluzione digitale.

L’Ecosistema dell’Innovazione gode dell’endorsement dei presidenti delle Regioni interessate e coinvolge un’ampia rete di soggetti pubblici e privati.

 

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La sorgente a raggi X dell’Unical. Il Ministro Messa “Arcavacata realtà consolidata”

Collaborazione l’ateneo di Rende e la Bicocca di Milano sull’infrastruttura di ricerca di interesse strategico nazionale sancita dalla visita del Ministro Messa

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RENDE – “Una collaborazione davvero importante. Ci tenevo tanto ad essere qui per dimostrare che il Ministero c’è ed è di supporto ad iniziative come questa che hanno un aspetto molto forte dal punto di vista dell’innovazione, delle infrastrutture e della scienza, ma che viene usata anche in maniera collaborativa”. Così il Ministro dell’università e della ricerca nel governo Draghi Maria Cristina Messa in visita questa mattina all’Unical dove ha visitato l’infrastruttura che ospiterà l’attività di ricerca del laboratorio STAR (Southern Europe Thomson Back-Scattering Source for Applied Research) e dove è stato siglato l’importante accordo di collaborazione tra l’Università della Calabria e l’Università di Milano – Bicocca per la realizzazione di progetti nell’ambito dell’applicazione delle radiazioni X alla scienza e tecnologia dei materiali, all’indagine biomedica e dei beni culturali.

La convenzione è stata firmata questa mattina dai rispettivi rettori dei due atenei, Nicola Leone e Giovanna Iannantuoni, e che prevede la condivisione delle attività istituzionali di Alberto Bravin, che porterà all’Unical l’esperienza ventennale acquisita al sincrotrone Europeo di Grenoble (ESRF) in Francia. La collaborazione tra l’università calabrese e quella lombarda si inserisce in un contesto che vede le due istituzioni sempre più a stretto contatto nel campo della ricerca, dello sviluppo tecnologico e dell’intelligenza artificiale applicata in varie aree, a partire da quella medica, della logistica urbana e dei beni culturali, ma anche della biodiversità, con un progetto su nuove tecnologie per la conoscenza e la conservazione dei coralli del Mediterraneo.

“Questo connubio tra Arcavacata e Milano – ha spiegato il Ministro – è il modo migliore per mettere attorno alla tecnologia e all’innovazione le menti migliori. E questa collaborazione dimostra come l’Unical non sia una cenerentola anzi. È un ateneo molto forte, che riesce a vincere doversi premi e che ha una base scientifica e non. I fondi? Qualcosa è già cambiato perché abbiamo distribuito risorse aggiuntive anche in base alla produzione scientifica dei vari atenei e qui in Calabria i fondi sono raddoppiati. Poi la regione Calabria ha vinto, a valere su fondi Pnrr, uno dei progetti degli ecosistemi territoriali e quindi complimenti”

L’attività di ricerca di Bravin si focalizza, in particolare, su due settori: l‘imaging a raggi X e l’uso terapeutico dei microfasci di raggi X. Nel primo settore ha guidato lo sviluppo della tomografia computerizzata multiscala contribuendo allo sviluppo dell’imaging anatomico 3D. Nel settore della radioterapia con microfasci ad alto rate di dose (FLASH), ha dato un grande impulso agli sviluppi tecnici che ne hanno permesso l’uso pionieristico nel trattamento dell’epilessia farmacoresistente e nello studio delle modificazioni cerebrali indotte dall’insorgenza del dolore.

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