Il "silicio del futuro". La sfida dei ricercatori Unical per l'elettronica - QuiCosenza.it
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Il “silicio del futuro”. La sfida dei ricercatori Unical per l’elettronica

GaN4AP punta allo sviluppo di sistemi elettronici di potenza innovativi. L’Università della Calabria lavora al progetto insieme ad altri 12 atenei

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ARCAVACATA (CS) – È stato definito il “silicio del futuro”. È il GaN (nitruro di gallio), un semiconduttore come il silicio – oggi il componente fondamentale per l’elettronica avanzata e l’informatica – ma con prestazioni nettamente superiori. È più versatile, affidabile, resistente: è capace di trasferire grandi quantità di energia quasi annullandone la dispersione e senza surriscaldarsi. Oggi è utilizzato nei led, nei laser per i dischi blu-ray, nei trasmettitori a radiofrequenza o nei radar. Le sue applicazioni sono ancora tante, ma si tratta di una tecnologia nuova e ancora da studiare.

Anche i ricercatori Unical sono impegnati in questa sfida con il progetto GaN4AP (GaN for Advanced Power Applications), finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Horizon 2020. I partner italiani del progetto GaN4AP riceveranno un ulteriore finanziamento dal ministero dello Sviluppo Economico.

L’obiettivo di GaN4AP è quello di rendere l’elettronica basata su GaN la principale tecnologia per i sistemi di conversione di potenza, con la possibilità di sviluppare sistemi elettronici di potenza con perdita di energia prossima allo zero.Il consorzio del progetto GaN4AP vede la presenza di importanti aziende del settore elettronico, energetico ed automobilistico come STMicroelectronics, Ferrari, Enel, Valeo, NXP e Aixtron.

L’Unical partecipa a GaN4AP attraverso il Consorzio Nazionale Interuniversitario per la Nanoelettronica IU.NET, costituito da 12 università italiane attive nell’area delle Tecnologie Elettroniche.

Il progetto GaN4AP è il quarto progetto europeo Horizon 2020 nell’ambito dei dispositivi elettronici, presentato attraverso il consorzio IU.NET, insieme a R2RAM, WInSiC4AP e REACTION.

GaN4AP punta allo sviluppo di sistemi elettronici di potenza innovativi per la conversione e la gestione della potenza con architettura avanzata e topologia circuitale basata su transistor ad alta mobilità elettronica (HEMT) all’avanguardia fondati su GaN, che possono raggiungere l’efficienza di conversione della potenza richiesta del 99 per cento.

Tra gli obiettivi del progetto anche quello di sviluppare un materiale innovativo (nitruro di alluminio e scandio, AlScN) che, combinato con soluzioni avanzate di crescita e processo, possa fornire proprietà fisiche eccezionali per transistor di potenza altamente efficienti. Si mira, inoltre, a sviluppare una nuova generazione di dispositivi basati su GaN; produrre nuove soluzioni GaN intelligenti e integrate (STi2GaN) sia nelle varianti System in Package (SiP) sia monolitiche, che favoriscano la generazione di convertitori di potenza per la mobilità elettrica.

Il responsabile scientifico dell’Università della Calabria è il professor Felice Crupi del Dipartimento di Ingegneria Informatica, Modellistica, Elettronica e Sistemistica.

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All’Unical arriva il campione olimpico di karate Luigi Busà

In occasione degli Open Days dello sport, che si terranno dal 19 al 23 settembre al centro universitario sportivo dell’ateneo

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ARCAVACATA (CS) – È tempo di sport all’Università della Calabria: in occasione degli Open Days dello sport, che si terranno dal 19 al 23 settembre, saranno tantissime le esibizioni delle discipline sportive al CUS Cosenza. In vista dell’apertura, il 19 settembre dalle 9 e 30, si terrà uno stage di karate con il campione olimpico Luigi Busà, a cura della Fijlkam regionale, e un raduno di auto d’epoca a cura di Francesco Chiappetta.

L’intero evento sarà un’occasione per valorizzare le discipline sportive del CUS (calcio, pallavolo, ginnastica ritmica, arti marziali, body building, tiro con l’arco, volley, tennis, danza, baseball, rugby, vela) con la partecipazione di ospiti olimpionici e altri campioni dello sport.

Concluderà la manifestazione una serata musicale a cura dell’Amministrazione comunale di Rende.

Tutto lo staff del CUS Cosenza e il presidente Marcello Fiore esprimono il loro entusiasmo per questo evento di importanza notevole, con la speranza di trasmettere i sani principi dello sport ai partecipanti e magari di vederli unirsi alla grande famiglia del CUS, che ogni giorno si impegna per fornire ai suoi atleti la migliore esperienza possibile.

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L’Unical svetta al Sud nella valutazione nazionale delle università

Il rapporto Anvur gli attribuisce il voto più alto tra quelli assegnati agli atenei di Calabria, Sicilia e Puglia collocandola nella fascia alta degli atenei italiani

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ARCAVACATA (CS) – L’Università della Calabria ha superato con valutazione estremamente positiva la verifica dell’Anvur, l’Agenzia nazionale che ha il compito, per conto del ministero, di valutare la qualità delle università italiane e della ricerca. Il rapporto dell’Anvur assegna all’Università della Calabria un giudizio ‘pienamente soddisfacente’ (livello B), collocandola nella fascia alta degli atenei italiani. La relazione diventerà definitiva dopo l’esame delle controdeduzioni dell’ateneo che potrebbe innalzare ulteriormente la valutazione.

Il voto puntuale riportato dall’Unical – 6.73 – è il più alto tra quelli finora assegnati agli atenei di Calabria, Basilicata, Puglia e Sicilia ed è il secondo miglior risultato della Penisola a sud di Roma. A livello nazionale, tra le università che rientrano nella stessa fascia dimensionale dell’Unical (20mila-40mila iscritti), solo Parma ha ottenuto una valutazione superiore al livello B.

La verifica viene condotta da commissioni di esperti di valutazione (Cev) altamente qualificati, attraverso l’esame di una approfondita documentazione, predisposta dagli atenei secondo le linee guida dell’Anvur, e la visita della sede. Si tratta di un processo complesso, che scandaglia ogni settore dell’attività universitaria. L’obiettivo è quello di concedere l’accreditamento alle università e ai corsi di laurea per il quinquennio successivo: una bocciatura comporterebbe la chiusura  dell’ateneo.

«Risultato che appariva irraggiungibile»

«Il programma di valutazione è stato avviato dall’Anvur alla fine del 2014 ed è la prima volta che l’Unical affronta questo importante esame – spiega il rettore Nicola Leone – Sono molto soddisfatto dell’ottimo giudizio espresso dalla commissione. Un risultato di questa portata appariva irraggiungibile a inizio mandato e premia il lavoro svolto quotidianamente con tutta la comunità universitaria. Sono particolarmente orgoglioso del fatto che gli esperti, nella relazione, rimarchino a più riprese il proprio apprezzamento per misure e iniziative volute dalla nuova governance e introdotte in questi primi due anni di attività».

Per l’Unical la procedura di valutazione è iniziata nel mese di marzo, è durata circa 5 mesi e si è conclusa con l’invio, il 7 settembre, della relazione.

L’Unical non solo ha ricevuto l’accreditamento della sede e di tutti i corsi di laurea interessati dalla verifica per il prossimo quinquennio, ma ha ottenuto un giudizio molto lusinghiero.

I punti promossi

Sul piano della didattica viene promossa la recente riforma dell’offerta formativa, con riferimento sia al lavoro di accorpamento e attivazione di corsi innovativi, sia all’aumento di lauree internazionali. Valutato positivamente, tra le iniziative messe in campo dall’attuale Governance, anche il piano di reclutamento dei docenti che punta sull’apertura nazionale e internazionale dell’ateneo e che ha visto la pubblicazione di una prima call. «È apprezzabile la progettualità volta ad implementare la qualificazione scientifica del corpo docente attraverso il reclutamento di docenti di elevato profilo scientifico provenienti da ruoli o da percorsi di ricerca esterni alla sede» rileva la commissione. Si sottolinea anche «l’impulso maggiore che si è avuto con l’insediamento della nuova Governance» per definire strategie adeguate a garantire il miglioramento della qualità per le attività di ricerca e Terza Missione.

In più punti emergono gli sforzi dell’ateneo e l’efficacia delle misure previste dal nuovo piano strategico, a fronte anche del contesto territoriale. «Il territorio e il contesto socio-economico in cui opera l’Ateneo rappresenta un elemento di forte fragilità – si legge in un passaggio – che si ripercuote in modo considerevole sul tasso di occupazione dei laureati, ma la Governance e l’intera comunità accademica è pienamente consapevole di tale situazione e alcune azioni previste dal piano strategico, come la revisione dei percorsi formativi, l’istituzione di comitati d’indirizzo, lo sviluppo delle competenze trasversali, il potenziamento del tirocinio, sono indirizzate al miglioramento di questo rapporto».

La Cev ha espresso inoltre apprezzamento per i servizi dedicati agli studenti e le iniziative connesse al diritto allo studio. «Ottimo è in generale lo stato dei servizi agli studenti, ad esempio per quello che riguarda la situazione degli alloggi e delle mense. Il 65% degli studenti rientra nel diritto allo studio; ciò rispecchia, da un lato, una situazione non rosea dal punto di vista economico, dall’altro mette in evidenza lo sforzo dell’Ateneo per assicurare il diritto allo studio», rilevano gli esperti.

Altri punti di forza segnalati sono il piano di potenziamento tecnologico e infrastrutturale di aule e laboratori, l’impegno su sostenibilità, inclusività e apertura internazionale, il numero di spin-off, la presenza di strutture come Centro sanitario e asilo nido, il «forte senso di appartenenza del personale tecnico-amministrativo» dell’ateneo.

«L’apprezzamento espresso dagli esperti dell’Agenzia nazionale di valutazione, soggetti terzi e altamente qualificati – conclude Leone – ci ripaga dell’impegno profuso e ci induce a proseguire su questo cammino per portare l’Unical verso traguardi sempre più prestigiosi».

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Nessun disagio da Green Pass all’Unical. In 7 giorni oltre 5mila controlli

Partenza senza scossoni per gli esami in presenza. Il rettore lancia un monito ai docenti No Vax:«sospesi e senza stipendio »

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ARCAVACATA (CS) – Partenza senza scossoni per gli esami in presenza all’Università della Calabria. L’obbligo di possesso del Green pass è stato gestito senza ripercussioni sull’andamento dell’organizzazione, il tutto in maniera digitale grazie all’app Smart Campus. Si tratta di una piattaforma creata in house che consente di gestire accessi nei locali e verifiche della certificazione verde, senza impegnare i docenti in laboriosi controlli individuali, come invece sta succedendo in altre università italiane creando qualche disagio. Smart Campus era già stato adottato lo scorso anno per la gestione delle presenze nelle aule, contingentate secondo le disposizioni ministeriali, e da qualche settimana ha avuto un upgrade che ha inglobato anche la verifica di validità del Green pass o il possesso di altra certificazione che consente l’accesso in ateneo. L’app funziona sia per gli studenti che per i docenti che, prima di entrare in aula per esami o lezioni, scansionano un Qr code che autorizza o nega l’accesso nei locali. Il docente, poi, sempre sull’app potrà controllare l’elenco nominativo dei presenti in possesso di Green pass.

Docenti senza green pass: «sospensione dopo 5 giorni di assenza»

Il rettore Nicola Leone, inoltre, ricorda che gli atenei sono in attesa della piattaforma ministeriale che consentirà di avere l’elenco puntuale di chi non ha ancora il Green pass. «Nelle more – ribadisce il Rettore – tutti i docenti hanno l’obbligo, alla stregua degli studenti, di effettuare il check-in con SmartCampus, check-in che viene consentito solo in presenza di Green pass». In aggiunta alla procedura dell’app, l’ateneo in questa fase effettua anche controlli a campione. I dati registrati finora sono positivi: tutti i docenti che hanno tenuto esami avevano effettivamente seguito la procedura e possedevano regolarmente la certificazione. Oltre 5mila in 7 giorni sono stati i Green pass già verificati dall’app e attualmente validi. Le verifiche continueranno per tutta la sessione degli esami e poi, da fine mese, per l’inizio dei corsi, che si terranno in presenza, con la trasmissione delle lezioni in streaming per le classi particolarmente numerose.

Anche i docenti firmatari del manifesto contro l’obbligo del certificato verde negli atenei, pur sposando il principio di presunta discriminazione alla base dell’appello, hanno comunque seguito le norme previste dal decreto legge sul possesso della certificazione obbligatoria. In caso contrario, il mancato rispetto dell’obbligo di Green Pass è considerato come assenza ingiustificata e dal quinto giorno è prevista la sospensione dal lavoro e dalla retribuzione.

«La prudenza e la sicurezza dei nostri studenti e del personale sono la nostra bussola, tanto che stiamo andando anche oltre le prescrizioni ministeriali – assicura il rettore Leone –. Nonostante il Governo non lo richieda come vincolo, abbiamo infatti previsto il mantenimento del distanziamento di un metro tra gli studenti e ridotto la capienza delle aule al 50%. Questo per garantire un doppio livello di sicurezza: il Green pass, da un lato, e il distanziamento con uso della mascherina dall’altro».

Massimo rigore nel controllo degli accessi sarà adottato anche per le sedute di laurea che sono tornate in presenza. L’Unical ha infatti previsto che ogni candidato potrà avere un massimo di 5 accompagnatori, provvisti di Green pass. Il possesso di tali requisiti sarà accertato, per i visitatori, da personale appositamente incaricato dal Rettore.

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