Luca Abete agli studenti dell'Unical "siate orgogliosi delle vostre radici" - QuiCosenza.it
Ritrovaci sui social
Avatar

Pubblicato

il

COSENZA – #NonCiFermaNessuno, la campagna sociale di Luca Abete in Calabria. L’ottava delle 10 tappe previste, infatti, ha visto protagonisti gli studenti dell’Università della Calabria che hanno animato un talk avvincente e ricco di preziosi spunti motivazionali.  Il format, prodotto da LAB Production, vanta il patrocinio della Conferenza dei rettori delle Università italiane (Crui) e la medaglia del Presidente della Repubblica per l’alto valore sociale e sperimentale del linguaggio utilizzato e ha come obiettivo stimolare gli studenti universitari italiani a vivere in maniera costruttiva le esperienze negative che la vita presenta. “Parlare di incidenti di percorso capaci di diventare occasione di crescita e di sviluppo del proprio talento è la nostra mission. – spiega Luca Abete – Dare voce ai ragazzi è il punto di partenza di questa sfida digitale alla pandemia e a tutto quello che ne è scaturito”.

Un ritorno, in Calabria, particolarmente sentito dal conduttore – ideatore del format: “Questa terra, anche con le sue fragilità, racchiude una grande forza. Le future generazioni devono reagire alle avversità, alle ingiustizie e allo spettro dell’illegalità. La speranza è che i ragazzi talentuosi di questa regione e possano diventare un vero e proprio catalizzatore di coraggio per chi pensa di non potercela fare”. A valorizzare il contenuto del format il messaggi del rettore Nicola Leone. “La Calabria, accoglie straordinarie risorse e menti brillanti. Il messaggio di #NonCiFermaNessuno, in questo momento storico, è quanto mai necessario agli studenti. Hanno bisogno di ottimismo e consapevolezza per ripartire in modo deciso per la costruzione del proprio futuro”.

Contagiamoci di coraggio” è il claim, quanto mai attuale, di questa stagione: “Il nostro è un contenitore – spiega Abete – che raccoglie tante storie straordinarie, capaci di infondere energia, spunti di riflessione e fiducia. Anche per questo abbiamo invitato testimoni importanti in grado di coniugare in modo sempre diverso, tappa dopo tappa, le mille forme di coraggio possibili. Per questo ho voluto in questa occasione in confronto tra i ragazzi e Pif, divulgatore sapiente di una cultura dell’antimafia raffinata, non urlata ma incisiva”.

E Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif non si è sottratto al confronto con i tanti ragazzi collegati. “Il pericolo non è tanto il mafioso ma la mentalità diffusa del ‘tanto non cambia niente’ e, questa mentalità, sono sicuro che può cambiare. E’ da qui che bisogna ripartire. Essere onesti conviene, soprattutto a chi ha un futuro davanti ancora da scrivere”.  Non sono mancati riferimenti alla sua città natale: “Nel 1992, avevo 20 anni, nella mia Palermo la mafia uccideva i giudici Falcone e Borsellino. Il disappunto per quello che stava accadendo mi ha dato il coraggio di parlarne anche nei miei film in cui ho fatto nomi e cognomi, di chi ha fatto male alla mia terra”.

Luca Abete ha ricordato poi Nadia Toffa, la cui forza dimostrata prima e durante la malattia, fanno di lei un monumento al coraggio senza eguali. “Lei credeva davvero in quello che faceva. l’insegnamento più grosso che ci ha lasciato è il suo essere sempre coerente con i propri valori anche nel momento più drammatico della sua vita – ha precisato Pif – Se avesse scelto di fare il magistrato me la sarei ritrovata qui a Palermo a fare fuochi d’artificio in nome della giustizia e della legalità”.

Travolgente è stato poi il contributo di Chiara Tortorella, voce storica di R101 radio ufficiale del tour: “Bisogna buttarsi nella vita ma, per farlo bisogna studiare ed avere un bagaglio di esperienza che diventerà il nostro paracadute, la nostra salvezza nei momenti di difficoltà”.

In ogni tappa, con l’obiettivo di valorizzare storie di resilienza provenienti dagli studenti, viene assegnato il Premio #NonCiFermaNessuno. Ad aggiudicarselo è stata Anna Anastasia Verzina studentessa 20enne che porta avanti brillantemente le sue due passioni: lo studio e il lavoro nell’azienda agricola di famiglia. Per lei un Corso in Social Media Management curato dagli esperti di MAC Formazione oltre che al simbolico manufatto firmato dagli artigiani di Polilop.

Il rispetto delle diversità è uno delle mission della campagna sociale. A parlarne è stata Benedetta De Luca: “La mia disabilità non è una condizione negativa. Lo diventa quando l’ambiente non è pronto ad accoglierla, quando le barriere mentali limitano la felicità altrui”. Fatti contagiare dal coraggio di cambiare le cose” è invece la call to action che invita i ragazzi a condividere le pratiche corrette di riciclo delle plastiche con il supporto tecnico di  Corepla, Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo ed il recupero degli imballaggi in plastica. La solidarietà è uno dei valori che la campagna diffonde, grazie anche al gemellaggio con il Banco alimentare. “L’invito a diventare #VolontariodelBanco” – spiega Abete – è un supporto utile per tante famiglie bisognose e apre, al contempo, nuove opportunità. Riempie inoltre il proprio bagaglio di esperienze, oltre che il cuore!”.

Alessia Filice responsabile dei volontari calabresi: “L’anno della pandemia non ha spezzato la catena di solidarietà umana anche qui in Calabria. Tanti volontari, di ogni età, si sono uniti per rispondere alle esigenze delle famiglie in difficoltà. Spero ci siano sempre più ragazzi coinvolti”.  Amici Rari è invece il gemellaggio con UNIAMO, la Federazione delle associazioni ,che sostengono bambini affetti da malattie rare, in particolare, in questa tappa, quelli colpiti da malattie mitocondriali.

La tappa è stata anche un’occasione per inaugurare il MI CLUB all’Università della Calabria  e raccontare gli sviluppi del progetto MI CAMPUS,  un’iniziativa volta a sostenere gli studenti nei vari atenei ed aiutarli nell’elaborazione di tesi e altri progetti. “Dall’inizio del tour ad oggi  – ha dichiarato Davide Lunardelli, Head of Marketing di Xiaomi Italia –  abbiamo inaugurato nuovi club in tutte le città toccate dal tour. La nostra community, è cresciuta da 350mila a 400mila fan”.

 

Area Urbana

Accreditamento Medicina all’Unical, Occhiuto: “svolta storica”

“Una svolta storica che mette fine ad una lunga attesa e che rappresenta un momento di autentica soddisfazione per l’Università della Calabria che si conferma ateneo d’eccellenza”

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

COSENZA – L’ANVUR (l’Agenzia Nazionale di Valutazione dell’ Universita’ e della Ricerca) ha accreditato il corso di laurea in Medicina e chirurgia e tecnologie digitali all’Università della Calabria. “Si tratta – ha commentato il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto – di un meritatissimo riconoscimento che ci fa comprendere ancora una volta come la nostra Università abbia tutte le carte in regola per competere con i più importanti atenei”.

“Grazie alla collaborazione attiva tra i due rettori dell’Università della Calabria e dell’Università Magna Grecia, rispettivamente Nicola Leone e Giovambattista De Sarro – prosegue Occhiuto – è stato possibile realizzare un progetto di attivazione del nuovo Corso di Laurea magistrale interateneo, portato avanti negli anni da Sebastiano Andò, prima come preside della facoltà di Farmacia SSN e, successivamente, come direttore del dipartimento di Farmacia Scienze della Salute e della Nutrizione, oggi riconosciuto dal MIUR come dipartimento di eccellenza nazionale proprio per l’area medica”.

“Tale progetto è segnato oggi dal coinvolgimento di due aree d’eccellenza dell’ateneo, quella biomedica da una parte e quella ingegneristico-informatica-tecnologica dall’altra. In questo modo vengono premiati gli sforzi del Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione, al cui interno si strutturerà il corso di laurea in Medicina e Chirurgia e Tecnologie digitali, che, con un proprio cospicuo corpo docente di area medica, ha seguito passo dopo passo tutta la non semplice procedura di accreditamento”.

“Il risultato cui si è pervenuti – ha concluso Occhiuto – è da salutare con particolare entusiasmo, non solo perché consentirà di innalzare l’offerta formativa del nostro ateneo, ma anche perché il corso di laurea che entrerà a regime quanto prima, oltre alla formazione medica, potrà assicurare la messa a profitto di quelle specializzazioni che le nuove tecnologie, applicate alla sfera della medicina, saranno in grado di garantire”.

Continua a leggere

Università

Il Duomo di Cosenza restaurato dall’Unical: le attività mostrate in video

Il progetto di recupero ha riguardato la Cappella della Madonna del Pilerio e due dipinti murali

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

COSENZA – Mercoledì 23 giugno alle 17, presso la Cattedrale di Cosenza, saranno presentate le attività di recupero condotte all’interno del Duomo dal corso di laurea Unical in “Conservazione e Restauro dei beni culturali”. All’incontro parteciperanno gli studenti che hanno partecipato ai lavori di restauro e i docenti del corso. Il progetto di recupero ha riguardato la Cappella della Madonna del Pilerio e due dipinti murali.

Interverranno don Luca Perri (rettore della Cattedrale), i professori Giuseppe Passarino (direttore del Dipartimento di Biologia, Ecologia, Scienze della Terra), Donatella Barca (coordinatrice del corso di laurea), Mauro La Russa, Gianluca Nava, Antonio Barbera, Marianna Musella, Raffaella Greca, il soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Cosenza Fabrizio Sudano, la dottoressa Enrichetta Salerno (storica dell’arte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Cosenza). Concluderà l’incontro l’arcivescovo di Cosenza, monsignor Francesco Nolè.

Di seguito i video che riprendono alcuni momenti del restauro


Continua a leggere

Università

Terremoti, dall’Unical il primo modello che spiega cosa accade nell’atmosfera

La pubblicazione della ricerca sulla prestigiosa rivista Scientist Report: per la prima volta un modello spiega il fenomeno e permette di ottenere nuove informazioni sui sismi

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

ARCAVACATA (CS) – È stato recentemente pubblicato su Scientific Reports, prestigiosa rivista del gruppo Nature, un articolo in cui viene formulato per la prima volta un modello quantitativo del legame che si genera tra la superficie terrestre, solida o liquida, e l’atmosfera durante un fenomeno sismico. La pubblicazione è il risultato di una collaborazione tra l’Università della Calabria (con i professori Vincenzo Carbone, primo autore, e Fabio Lepreti), l’INAF (Mirko Piersanti e Piero Ubertini), il CNR-ISC (Massimo Materassi) e l’Università e INFN-TIFPA di Trento (professor Roberto Battiston).

Il lavoro analizza in dettaglio il meccanismo fisico alla base dell’accoppiamento tra il movimento della superficie terrestre e la bassa atmosfera, accoppiamento che, nel caso di terremoti di magnitudo sufficientemente grande, in molti casi è in grado di eccitare una perturbazione che può propagarsi come onda gravito-acustica (AGW), vale a dire una perturbazione collegata al movimento di grandi masse dell’atmosfera in presenza dell’effetto della gravità.

Le onde AGW sono un fenomeno molto comune in atmosfera, ad esempio nell’interazione fra fronti di bassa e alta pressione, ma, come è stato dimostrato nel lavoro, anche un evento sismico può eccitare una AGW che può propagarsi dal basso verso l’alto, raggiungendo, nel giro di pochi minuti, la ionosfera, ad una altezza di circa 80-90 km dalla superficie della terra, dove incontra un gas ionizzato (plasma). Il successivo accoppiamento tra la perturbazione AGW e il plasma della ionosfera è responsabile della generazione di onde elettromagnetiche in grado di modificare l’equilibrio delle fasce di Van Allen nella magnetosfera della terra ed essere quindi rivelabile dagli strumenti in orbita nello spazio.

Il primo modello fisico per chiarire la correlazione tra sisma e atmosfera

Nel lavoro pubblicato viene costruito, per la prima volta, un modello fisico che chiarisce come l’evento sismico sia in grado di eccitare la perturbazione nella bassa atmosfera e come questa perturbazione, caratterizzata dalla cosiddetta “relazione di dispersione”, dipende dai parametri fisici del terremoto. Di conseguenza la perturbazione in alcuni casi può propagarsi e quindi essere rilevata dai satelliti in orbita, in altri casi può non propagarsi perché l’onda gravito-acustica risulta fisicamente “evanescente”, e quindi non rilevabile dallo spazio.

Nel lavoro vengono analizzati i terremoti di Kobe (1995), Perù (2001), e Fiji (2018), che sono stati rilevati dallo spazio, e il terremoto dell’Aquila (2009) che, al contrario, non è stato rilevato dallo spazio. Il modello dimostra che, nei primi tre casi l’onda gravito-acustica eccitata è riuscita a propagarsi e a raggiungere la ionosfera, mentre nel caso dell’Aquila il modello prevede che la perturbazione creata sia risultata evanescente e quindi non propagandosi non è stata rilevata dagli strumenti in orbita.

L’importanza del lavoro consiste nell’avere individuato, per la prima volta, come le caratteristiche fisiche dell’onda gravito-acustica innescata in atmosfera siano legate ai parametri dell’evento sismico, per cui la rilevazione dallo spazio di anomalie ionosferiche e magnetosferiche a seguito di un terremoto consente di ottenere informazioni sull’evento stesso da un punto di vista completamente nuovo rispetto alle modalità usuali di monitoraggio dei terremoti.

Questo articolo è il secondo di una serie dedicata allo sviluppo di un nuovo modello di accoppiamento Magnetosfera-Ionosfera-Litosfera (MILC), che si pone come obiettivo la descrizione dettagliata e deterministica dei fenomeni che collegano i vari strati circumterrestri ed è stato verificato con successo, in una precedente pubblicazione, su una serie di terremoti di magnitudo maggiore di 5.

Il modello MILC, che descrive fisicamente l’interazione deterministica dell’accoppiamento tra la superfice terrestre e gli strati circumterrestri, apre quindi la strada a una nuova modalità di osservazione della Terra non basata su informazioni di tipo ottico, ma su variabili fisiche di tipo diverso, osservabili dallo spazio e associabili in modo preciso a un singolo evento sismico.

Il monitoraggio spaziale dei fenomeni sismici aggiunge una nuova dimensione alla sismologia classica, permettendo una raccolta sistematica di dati di interesse geofisico a livello globale e studiando effetti di scala medio-grande, molto difficili da analizzare da terra. Satelliti in grado di sfruttare questo tipo di dati sono già in orbita, come il satellite Sino-Italiano CSES-1, frutto della collaborazione fra CEA (Cina) e ASI e INFN (Italia), in orbita dal 2018 e che sarà seguito nel 2022 dal gemello CSES-2, realizzando la prima costellazione in grado di studiare in modo sistematico questo tipo di fenomeni sismici dallo spazio.

A mathematical model of lithosphere–atmosphere coupling for seismic events (Vincenzo Carbone, Mirko Piersanti, Massimo Materassi, Roberto Battiston, Fabio Lepreti e Pietro Ubertini, Scientific Reports 11, 8682, 2021)

Continua a leggere

Di tendenza