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AstraZeneca, l’Unical sospende la campagna di vaccinazione

Sui 921 vaccinati dall’inizio della campagna, nessuna segnalazione di reazioni avverse. Anche la campagna vaccinale dell’Unical si è interrotta per effetto della decisione dell’Agenzia italiana del farmaco

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RENDE – Dopo la comunicazione di sospendere in via del tutto precauzionale e temporanea la somministrazione del vaccino AstraZeneca in attesa dei pronunciamenti dell’EMA, anche all’Unical si ferma la campagna vaccinale. Tale decisione è stata assunta in linea con analoghi provvedimenti adottati da altri Paese europei. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha rassicurato affermando “abbiamo fiducia che già nelle prossime ore l’agenzia europea possa chiarire definitivamente la questione”.

In attesa di conoscere le prossime decisioni dell’Aifa, incluse le ulteriori modalità di completamento del ciclo vaccinale per coloro che hanno già ricevuto la prima dose, l’Unical ha previsto che i pochi prenotati rimasti bloccati nella giornata del lunedì 15 marzo (circa una decina), unitamente ai prenotati di martedì 16, saranno vaccinati nel primo giorno utile, non appena arriveranno indicazioni ufficiali.

La campagna di vaccinazione dell’Unical, effettuata con un lotto non interessato da nessuno dei casi sui quali si sta indagando, si è aperta giovedì 11 marzo e ha coinvolto finora 921 persone. È utile sottolineare che di questi, nessuno ha lamentato reazioni avverse, se non gli effetti collaterali previsti tipicamente per molte tipologie di vaccino nelle prime 48 ore, ovvero dolori muscolari, mal di testa, sensazione di stanchezza e qualche decimo di febbre. Inoltre lo stesso lotto AstraZeneca, fornito dall’Asp all’ateneo, è utilizzato da diverse settimane anche in altri centri vaccinali, come ad esempio nelle Marche, e anche in quel contesto non sono state registrate reazioni anomale.

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Secondo atto incendiario ai danni di un centro estetico a Rende

A poco meno di due mesi dal primo atto intimidatorio sono state nuovamente appiccate le fiamme all’ingresso del negozio

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RENDE – Un nuovo atto incendiario ha interessato nella notte il centro estetico di Rende. Il primo episodio di danneggiamento risale alla fine di febbraio scorsi quando i locali vennero dati alle fiamme. Questa notte persone non identificate sono tornate dinanzi le saracinesche del locale ed hanno nuovamente appiccato le fiamme. Dopo il primo incendio che aveva danneggiato i locali, l’attività era poi ripresa nelle settimane successive.

Oggi un nuovo stop causato da un atto compiuto con le medesime modalità e di chiara matrice dolosa. Su quanto accaduto indagano i carabinieri della Compagnia di Rende. Il centro è dotato di telecamere di videosorveglianza che sono al vaglio dei militari. Fortunatamente rispetto al precedente episodio di danneggiamento i danni arrecati riguardano solo il soffitto dell’ingresso annerito in quanto è scattato l’allarme antincendio.

 

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Le emozioni “sottopelle”, Attilio Barletta dai graffiti all’arte dei tatuaggi

“Ogni tatuaggio che realizzi è un’opera prima, perché il corpo di ognuno è diverso e per noi tatuatori è fondamentale far coincidere l’idea con il disegno finito”

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Il tatuaggio ha una storia lunga ben 5mila anni: è nel 1769 che il capitano inglese James Cook, trascrive per la prima volta la parola Tattow (poi Tattoo) osservando le popolazioni indigene che usavano decorare il corpo. Da allora, ogni persona che ha deciso di rendere indelebile un simbolo o un segno della propria vita, ha scelto il tatuaggio come forma per esprimersi. Piccoli o grandi, colorati o monocromatici, i tattoo sono oggi una delle forme più ricercate di decorazione corporea permanente. Non importa che siano disegni, simboli o lettere; ciò che conta è che siano espressione di se stessi.

Dei tatuaggi c’è chi ne ha fatto una ragione di vita e una professione, perché tatuare è un’arte per se stessi e da condividere con chi sceglie di affidare il proprio corpo a mani creative. Attilio Barletta, 44 anni, originario di Nocera Terinese, da oltre 4 anni è tatuatore di professione ed ha scelto il tatuaggio come sua personale forma espressiva.

Nonostante la pandemia ha deciso di intraprendere un nuovo percorso, dopo Falerna, aprendo un’attività a Rende, “Sottopelle Tattoo”, in via Brodolini n. 65, di fronte al liceo scientifico Pitagora. Un vero e proprio studio di tatuaggi che mette al centro il disegno, “una forma d’arte che – racconta Attilio – ha sempre fatto parte della mia vita, in particolare il graffito. Negli anni ho cercato di rendere questa mia passione un lavoro che potesse consentirmi di esprimermi e anche di vivere”.

Il primo tatuaggio che Attilio ha fatto sulla sua pelle è stato quello di Hannya, uno dei tatuaggi più tradizionali in Giappone. “Hannya” è una parola sanscrita che significa “saggezza”, “virtù” ma è conosciuta come maschera usata, appunto, nel teatro tradizionale giapponese. La leggenda racconta di Hannya quale una bellissima donna che viene abbandonata dall’uomo che amava. Un amore non più corrisposto che la portò, divorata dalla propria passione, a trasformare il suo sentimento in rabbia e gelosia tramutandosi in un potente Demone. Una maschera che non ha un significato malevolo. Tutt’altro: si dice che allontani gli spiriti maligni e che porti fortuna a chi la indossa sulla pelle.

Oggi Attilio disegna sulla pelle: “Ogni tatuaggio che realizzi è sempre un’opera prima, perché il corpo di ognuno è diverso e per noi tatuatori è fondamentale far coincidere l’idea con la quale arriva chi intende tatuarsi con il disegno finito”. Il tatuaggio più richiesto? “Il simbolo dell’infinito va per la maggiore. Come dico sempre, ci sono più ‘infiniti’ addosso che nei libri di matematica. Per questo in genere io parlo molto con la persona che decide di tatuarsi e insieme scegliamo il simbolo più adatto. Un po’ come quando cerchi una strada e tu sei la guida. Si parte da una base per poi proporre originalità e dare il tuo stile”.

“Il tatuaggio – spiega Attilio – deve essere originale e deve sempre suscitare un’emozione, perché altrimenti saremmo tutti conformati”. “E’ come avere una borsa firmata, è la persona che la indossa che fa la differenza. L’idea è quella di non essere come un cd masterizzato, un tatuaggio deve essere unico. E’ un marchio invisibile sottopelle, perché in fondo le emozioni, i brividi come i tatuaggi sono sottopelle. Certo i tatuaggi sono visibili ma la vera espressione è sottopelle”.

 

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Incontro tra Asp e Comune di Rende, Manna: “occasione per ripartire”

Incontro questa mattina tra il sindaco di Rende Manna e il commissario dell’Asp La Regina: “Dobbiamo ripartire e programmare futuro”

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RENDE (CS) – Si è tenuto negli negli uffici centrali dell’Asp di Cosenza l’incontro tra il commissario Vincenzo La Regina e il sindaco di Rende Marcello Manna che, nei giorni scorsi, aveva sollecitato l’Azienda Sanitaria Provinciale e la Prefettura in merito all’andamento dei dati relativi alla diffusione del Covid e alla campagna vaccinale in atto.

Accompagnato dall’assessore Lisa Sorrentino e dal responsabile della task force comunale Pasquale Verre, il primo cittadino ha dichiarato: “un’incontro proficuo da cui è emersa comunità d’intenti su tali temi. Abbiamo ribadito al commissario che il Poliambulatorio di Quattromiglia e il Parco acquatico possono arrivare a numeri importanti per la somministrazione dei vaccini. La Regina ci ha rassicurati sull’arrivo dei vaccini e che inizierà dunque una campagna serrata e costante”.

“È un’occasione – ha proseguito Manna – che vedrà l’emergenza come opportunità di rilancio per rimettere in piedi la sanità calabrese. Bisogna ripartire, non c’è più tempo da perdere. È essenziale pensare al nostro futuro e dare l’opportunità alle amministrazioni comunali di poterlo riprogrammare in tutti gli ambiti d’intervento”. Il sindaco Manna, insieme ai sindaci di Cosenza, Castrolibero e Montalto Uffugo, nei giorni scorsi ha inviato una lettera al Presidente f.f. Antonino Spirlì, al Commissario ad acta Guido Longo e al Dipartimento di Protezione civile regionale nella quale si chiede il ripristino urgente dell’ospedale da campo di Vaglio Lise.

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