Unical, protesta davanti al rettorato: "prima gli studenti, poi i bilanci" - QuiCosenza.it
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Unical, protesta davanti al rettorato: “prima gli studenti, poi i bilanci”

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Rettore risponde: “Unical ha messo in campo molte misure per aiutare le famiglie. Nessun ateneo ha annullato in blocco le rate”

 

ARCAVACATA (CS) – Questa mattina all’Università della Calabria una rappresentanza di studenti si è ritrovata sotto il rettorato contestando la decisione del Rettore e della governance d’ateneo di mantenere il regolare pagamento della terza rata nonostante nei mesi di lockdown non siano stati erogati i servizi essenziali che un’università deve garantire.

Gli studenti, mettendo in piena evidenza le mancanze del nostro Ateneo, hanno avanzato delle richieste quali:
– Abolizione della rata primaverile o eventuale rimborso per gli studenti che hanno già effettuato il pagamento
– Rimborso sulla borsa di studio del servizio mensa e alloggio
– Garanzie di dispositivi in comodato d’uso gratuito e tirocini in presenza

Dalla contestazione gli studenti hanno ottenuto un incontro con il Rettore Leone, da decidersi ancora, in cui discutere nei prossimi giorni le loro rivendicazioni. Durante il sit in, inoltre, è intervenuta anche Sandra Savaglio, assessore all’istruzione, università, ricerca scientifica e innovazione, la quale è stata contestata in quanto l’operato della regione nella questione è risultato insufficiente.

L’assessore ha tentato di difendere l’operato della regione, invitando gli studenti ad avere pazienza e impegnandosi ad un maggior finanziamento per il diritto allo studio, ma gli studenti sono ormai stanchi di aspettare mentre rischiano di vedersi negato il proprio diritto allo studio. Gli studenti hanno infine dichiarato che se l’assessore non manterrà il proprio impegno saranno pronti a nuove contestazioni, ribadendo che “contro questo sistema universitario classista, solo la lotta può dare risultati reali. Il nostro messaggio è stato lanciato, le istituzioni hanno avuto solo una piccola prova del disagio che stiamo vivendo: non siamo disposti ad aspettare oltre, ci batteremo fino a quando il nostro diritto allo studio non saràgarantito!”

 

Unical risponde: “Ateneo ha messo in campo molte misure per aiutare le famiglie”

L’Università della Calabria, consapevole delle ripercussioni economiche che la pandemia ha avuto sulle famiglie, ha adottato in questi mesi diverse misure per alleviare, per quanto possibile, i disagi. L’ateneo ha anticipato il pagamento delle borse di studio, liquidate a tutti gli aventi diritto, ha assegnato ed erogato per la prima volta i premi di laurea a tutti gli idonei, ha concesso esoneri ai laureandi costretti a rinviare la discussione della tesi per l’emergenza in corso. Tra queste misure c’è stato anche il rinvio del pagamento della terza rata delle tasse universitarie dal 31 maggio al 31 luglio.

L’ateneo è tra i pochi in Italia ad essersi spinto così in là nel rinvio delle tasse e lo ha fatto anche nell’attesa che altri enti, ai quali sono assegnate funzioni sociali, adottassero provvedimenti compensativi per consentire alle università di ridurre il carico contributivo. La Regione Calabria nelle scorse settimane ha concesso un contributo agli studenti fuori sede, per far fronte alle spese che comporta frequentare l’università lontano dalla propria residenza, e ha garantito ulteriori fondi per le borse di studio degli atenei calabresi. Il Governo, nell’atteso decreto per l’alleggerimento delle tasse studentesche, ha concentrato tutte le misure – prontamente recepite dall’Unical – sull’anno accademico 2020/2021.

Non sono arrivati però, almeno finora, interventi finalizzati a sostenere la detassazione per l’anno accademico in corso e a compensare quindi il mancato gettito. Una situazione che non riguarda solo l’Unical. Tutti gli atenei hanno dilazionato il pagamento delle tasse e solo in pochissimi casi, per esigenze molto specifiche, hanno concesso agevolazioni. Nessun ateneo ha però annullato in blocco le rate.

«L’Unical conosce e comprende le difficoltà che le famiglie sono costrette ad affrontare in questi mesi difficili. L’ateneo – dice il rettore dell’Unical Nicola Leone – ha messo in campo tutte le misure sostenibili per alleviare, per quanto possibile, quelle difficoltà. Avremmo voluto fare di più, ma non abbiamo ricevuto risorse destinabili a questo scopo. Il lockdown non deve peraltro trasmettere un’immagine distorta della realtà – continua il rettore Nicola Leone – L’Università in questi mesi non è stata chiusa, né ha sospeso le sue funzioni istituzionali. L’Unical non si è fermata, al contrario, ha garantito l’attività didattica, ha portato avanti la ricerca e si è fatta carico di nuovi interventi e attività imposte dall’emergenza sanitaria in corso».

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Accreditamento Medicina all’Unical, Occhiuto: “svolta storica”

“Una svolta storica che mette fine ad una lunga attesa e che rappresenta un momento di autentica soddisfazione per l’Università della Calabria che si conferma ateneo d’eccellenza”

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COSENZA – L’ANVUR (l’Agenzia Nazionale di Valutazione dell’ Universita’ e della Ricerca) ha accreditato il corso di laurea in Medicina e chirurgia e tecnologie digitali all’Università della Calabria. “Si tratta – ha commentato il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto – di un meritatissimo riconoscimento che ci fa comprendere ancora una volta come la nostra Università abbia tutte le carte in regola per competere con i più importanti atenei”.

“Grazie alla collaborazione attiva tra i due rettori dell’Università della Calabria e dell’Università Magna Grecia, rispettivamente Nicola Leone e Giovambattista De Sarro – prosegue Occhiuto – è stato possibile realizzare un progetto di attivazione del nuovo Corso di Laurea magistrale interateneo, portato avanti negli anni da Sebastiano Andò, prima come preside della facoltà di Farmacia SSN e, successivamente, come direttore del dipartimento di Farmacia Scienze della Salute e della Nutrizione, oggi riconosciuto dal MIUR come dipartimento di eccellenza nazionale proprio per l’area medica”.

“Tale progetto è segnato oggi dal coinvolgimento di due aree d’eccellenza dell’ateneo, quella biomedica da una parte e quella ingegneristico-informatica-tecnologica dall’altra. In questo modo vengono premiati gli sforzi del Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione, al cui interno si strutturerà il corso di laurea in Medicina e Chirurgia e Tecnologie digitali, che, con un proprio cospicuo corpo docente di area medica, ha seguito passo dopo passo tutta la non semplice procedura di accreditamento”.

“Il risultato cui si è pervenuti – ha concluso Occhiuto – è da salutare con particolare entusiasmo, non solo perché consentirà di innalzare l’offerta formativa del nostro ateneo, ma anche perché il corso di laurea che entrerà a regime quanto prima, oltre alla formazione medica, potrà assicurare la messa a profitto di quelle specializzazioni che le nuove tecnologie, applicate alla sfera della medicina, saranno in grado di garantire”.

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Il Duomo di Cosenza restaurato dall’Unical: le attività mostrate in video

Il progetto di recupero ha riguardato la Cappella della Madonna del Pilerio e due dipinti murali

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COSENZA – Mercoledì 23 giugno alle 17, presso la Cattedrale di Cosenza, saranno presentate le attività di recupero condotte all’interno del Duomo dal corso di laurea Unical in “Conservazione e Restauro dei beni culturali”. All’incontro parteciperanno gli studenti che hanno partecipato ai lavori di restauro e i docenti del corso. Il progetto di recupero ha riguardato la Cappella della Madonna del Pilerio e due dipinti murali.

Interverranno don Luca Perri (rettore della Cattedrale), i professori Giuseppe Passarino (direttore del Dipartimento di Biologia, Ecologia, Scienze della Terra), Donatella Barca (coordinatrice del corso di laurea), Mauro La Russa, Gianluca Nava, Antonio Barbera, Marianna Musella, Raffaella Greca, il soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Cosenza Fabrizio Sudano, la dottoressa Enrichetta Salerno (storica dell’arte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Cosenza). Concluderà l’incontro l’arcivescovo di Cosenza, monsignor Francesco Nolè.

Di seguito i video che riprendono alcuni momenti del restauro


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Terremoti, dall’Unical il primo modello che spiega cosa accade nell’atmosfera

La pubblicazione della ricerca sulla prestigiosa rivista Scientist Report: per la prima volta un modello spiega il fenomeno e permette di ottenere nuove informazioni sui sismi

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ARCAVACATA (CS) – È stato recentemente pubblicato su Scientific Reports, prestigiosa rivista del gruppo Nature, un articolo in cui viene formulato per la prima volta un modello quantitativo del legame che si genera tra la superficie terrestre, solida o liquida, e l’atmosfera durante un fenomeno sismico. La pubblicazione è il risultato di una collaborazione tra l’Università della Calabria (con i professori Vincenzo Carbone, primo autore, e Fabio Lepreti), l’INAF (Mirko Piersanti e Piero Ubertini), il CNR-ISC (Massimo Materassi) e l’Università e INFN-TIFPA di Trento (professor Roberto Battiston).

Il lavoro analizza in dettaglio il meccanismo fisico alla base dell’accoppiamento tra il movimento della superficie terrestre e la bassa atmosfera, accoppiamento che, nel caso di terremoti di magnitudo sufficientemente grande, in molti casi è in grado di eccitare una perturbazione che può propagarsi come onda gravito-acustica (AGW), vale a dire una perturbazione collegata al movimento di grandi masse dell’atmosfera in presenza dell’effetto della gravità.

Le onde AGW sono un fenomeno molto comune in atmosfera, ad esempio nell’interazione fra fronti di bassa e alta pressione, ma, come è stato dimostrato nel lavoro, anche un evento sismico può eccitare una AGW che può propagarsi dal basso verso l’alto, raggiungendo, nel giro di pochi minuti, la ionosfera, ad una altezza di circa 80-90 km dalla superficie della terra, dove incontra un gas ionizzato (plasma). Il successivo accoppiamento tra la perturbazione AGW e il plasma della ionosfera è responsabile della generazione di onde elettromagnetiche in grado di modificare l’equilibrio delle fasce di Van Allen nella magnetosfera della terra ed essere quindi rivelabile dagli strumenti in orbita nello spazio.

Il primo modello fisico per chiarire la correlazione tra sisma e atmosfera

Nel lavoro pubblicato viene costruito, per la prima volta, un modello fisico che chiarisce come l’evento sismico sia in grado di eccitare la perturbazione nella bassa atmosfera e come questa perturbazione, caratterizzata dalla cosiddetta “relazione di dispersione”, dipende dai parametri fisici del terremoto. Di conseguenza la perturbazione in alcuni casi può propagarsi e quindi essere rilevata dai satelliti in orbita, in altri casi può non propagarsi perché l’onda gravito-acustica risulta fisicamente “evanescente”, e quindi non rilevabile dallo spazio.

Nel lavoro vengono analizzati i terremoti di Kobe (1995), Perù (2001), e Fiji (2018), che sono stati rilevati dallo spazio, e il terremoto dell’Aquila (2009) che, al contrario, non è stato rilevato dallo spazio. Il modello dimostra che, nei primi tre casi l’onda gravito-acustica eccitata è riuscita a propagarsi e a raggiungere la ionosfera, mentre nel caso dell’Aquila il modello prevede che la perturbazione creata sia risultata evanescente e quindi non propagandosi non è stata rilevata dagli strumenti in orbita.

L’importanza del lavoro consiste nell’avere individuato, per la prima volta, come le caratteristiche fisiche dell’onda gravito-acustica innescata in atmosfera siano legate ai parametri dell’evento sismico, per cui la rilevazione dallo spazio di anomalie ionosferiche e magnetosferiche a seguito di un terremoto consente di ottenere informazioni sull’evento stesso da un punto di vista completamente nuovo rispetto alle modalità usuali di monitoraggio dei terremoti.

Questo articolo è il secondo di una serie dedicata allo sviluppo di un nuovo modello di accoppiamento Magnetosfera-Ionosfera-Litosfera (MILC), che si pone come obiettivo la descrizione dettagliata e deterministica dei fenomeni che collegano i vari strati circumterrestri ed è stato verificato con successo, in una precedente pubblicazione, su una serie di terremoti di magnitudo maggiore di 5.

Il modello MILC, che descrive fisicamente l’interazione deterministica dell’accoppiamento tra la superfice terrestre e gli strati circumterrestri, apre quindi la strada a una nuova modalità di osservazione della Terra non basata su informazioni di tipo ottico, ma su variabili fisiche di tipo diverso, osservabili dallo spazio e associabili in modo preciso a un singolo evento sismico.

Il monitoraggio spaziale dei fenomeni sismici aggiunge una nuova dimensione alla sismologia classica, permettendo una raccolta sistematica di dati di interesse geofisico a livello globale e studiando effetti di scala medio-grande, molto difficili da analizzare da terra. Satelliti in grado di sfruttare questo tipo di dati sono già in orbita, come il satellite Sino-Italiano CSES-1, frutto della collaborazione fra CEA (Cina) e ASI e INFN (Italia), in orbita dal 2018 e che sarà seguito nel 2022 dal gemello CSES-2, realizzando la prima costellazione in grado di studiare in modo sistematico questo tipo di fenomeni sismici dallo spazio.

A mathematical model of lithosphere–atmosphere coupling for seismic events (Vincenzo Carbone, Mirko Piersanti, Massimo Materassi, Roberto Battiston, Fabio Lepreti e Pietro Ubertini, Scientific Reports 11, 8682, 2021)

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