QS World University Rankings, l’Unical di Rende è tra le new entry

La 17^ edizione del QS World University Rankings, la classifica universitaria globale più consultata al mondo, pubblicata dagli analisti di QS Quacquarelli Symonds include 36 università italiane, due in più rispetto alla precedente

 

MILANO – Il Politecnico di Milano, alla 137^ posizione, guadagna dodici posizioni e si conferma per il sesto anno consecutivo la prima Università Italiana ottenendo il proprio risultato migliore e il secondo miglior risultato nazionale di tutte le edizioni. Il MIT Massachusetts Institute of Technology domina la classifica per il nono anno consecutivo. L’Università di Bologna sale al 160° posto, un salto in avanti di 17 posizioni; La Sapienza – Università di Roma scala 32 posizioni e rientra di nuovo tra le top 200, conquistando il 171° posto. Il Politecnico di Torino avanza di ben quaranta posizioni, e ora occupa il 308mo posto. Per sedici Università italiane la posizione è invariata rispetto allo scorso anno; tredici Università nazionali salgono in classifica, tre scendono e quattro sono new entry.

L’Unical è la new entry

Le quattro new entry sono l’Università Vita-Salute San Raffaele che debutta al 392° posto, un risultato importante per una giovane Università, fondata nel 1996. Poi la Libera Università di Bolzano (601-650), l’Università della Calabria e l’Università Politecnica delle Marche (801-1000).

QS Quacquarelli Symonds classifica le migliori mille università al mondo. La classifica si basa su una ricerca rigorosa che include le opinioni di 102,662 docenti, accademici e ricercatori e di 51,649 manager e direttori delle risorse umane. Comprende l’analisi di 18.530.368 pubblicazioni scientifiche, e di 138.397.765 citazioni. Quest’anno sono cambiati i criteri di inclusione e di conseguenza non rientrano nella classifica università prestigiose come la Scuola Superiore S. Anna e La Normale di Pisa.

“Abbiamo già espresso con lettere indirizzate al management di QS Quacquarelli Symonds – spiegano Luigi Ambrosio, direttore della Scuola Normale Superiore e Sabina Nuti, rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna – la nostra perplessità riguardo all’esclusione della Scuola Normale Superiore e della Scuola Superiore Sant’Anna dalla classifica generale QS World University Rankings 2021. Ci è stato spiegato che, da quest’anno, non saranno incluse le università che non rilasciano il titolo di laurea: gli studenti normalisti e santannini conseguono infatti il diploma di laurea presso l’Università di Pisa e, nell’ambito delle scienze politiche e sociali della Scuola Normale Superiore, presso l’Università di Firenze. Si sottolinea inoltre che, in particolare, la Scuola Superiore Sant’Anna eroga un titolo congiunto per ben sette percorsi di laurea magistrale con le università di Pisa, Trento e Firenze, contribuendo al 50 per cento di questi stessi percorsi”.

Ben Sowter, Direttore QS Intelligence Unit, ha commentato: “La Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e la Scuola Normale Superiore di Pisa sono due prestigiose realtà italiane con una solida reputazione internazionale e QS continuerà a misurare la loro indiscussa eccellenza nel QS World University Ranking by Subject, la classifica delle migliori Università al mondo suddivisa in oltre 50 discipline di studio”.

Italia ha 36 università nella classifica mondiale

Con 36 università classificate, l’Italia è il settimo paese più rappresentato al mondo in questa edizione del Qs World University Rakings e il terzo dell’Unione Europea, dopo il Regno Unito (86) e la Germania (45) e prima di Francia (28) e Spagna (26) In particolare: l’Università di Bologna è la più apprezzata dalla comunità accademica internazionale, posizionandosi al 69mo posto nell’indicatore Academic Reputation; la Sapienza segue al 70mo posto; trenta delle 36 università classificate migliorano in questo indicatore. Il Politecnico di Milano (137mo) è il più apprezzato dai recruiter internazionali, classificandosi 70mo per Employer Reputation. Trentadue delle 36 università classificate peggiorano. Fanno eccezione il Politecnico di Torino (308mo), che sale di due punti in questo indicatore, ad occupare il 162mo posto e l’Università Ca’ Foscari Venezia (751-800) che guadagna 34 posti e ottiene il 438mo posto.

L’Università di Milano-Bicocca è la prima in Italia e 115esima al mondo per Citations per Faculty, l’indicatore che misura l’influenza della ricerca prodotta. E’ seguita dall’Università degli Studi di Napoli Federico II, che si classifica 134esima in questo importante criterio. L’Università Vita-Salute San Raffaele è la prima in Italia e la trentasettesima al mondo nell’indicatore Faculty/Student che misura la proporzione tra docenti e studenti. La seconda è l’ Università Cattolica del Sacro Cuore al 490mo posto. La Libera Università di Bolzano ha il primato italiano per la proporzione di docenti internazionali (131mo posto) e il Politecnico di Milano per la proporzione di studenti internazionali (290mo posto). L’Università di Milano-Bicocca registra la crescita più significativa, guadagnando oltre 60 posizioni e salendo dalla fascia 591 -600 alla fascia 521-530. L’Università di Napoli Federico II guadagna 48 posizioni rispetto alla edizione precedente e classificandosi al 424mo. L’Università di Trento e L’Università di Pisa entrano tra le Top 400 al mondo, classificandosi entrambe al 389mo posto, salendo rispettivamente di 37 e 33 posti.

“Quest’anno si assiste ad un trend positivo e di crescita – commenta Ben Sowter, Direttore QS Intelligence Unit – per la maggior parte delle Università italiane incluse nella nostra classifica, grazie ad un miglioramento in media significativo nell’indicatore che misura la reputazione accademica e in quello che misura l’impatto della ricerca prodotta. Esiste una chiara correlazione tra queste due dimensioni”.