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Via la bandiera turca dall’Università della Calabria in difesa del Rojava

Sostituita con la bandiera del movimento di liberazione kurdo che combatte l’Isis. Denunciata collusione di Unicredit e Finmeccanica

 

COSENZA – «Nella Siria del Nord e dell’Est – ricordano gli attivisti della Rete Kurdistan Cosenza – continua la lotta dei popoli liberi per la democrazia orizzontale, la liberazione della donna e la costruzione di una vita libera dallo stato-nazione e dalla sua mentalità. Mentre combatteva l’ISIS fino alla sua sconfitta, liberando circa un terzo del territorio siriano, la Rivoluzione si era trovata a fronteggiare un’invasione dell’esercito turco e delle bande jihadiste affiliate allo stato turco nel Cantone di Afrin, che culminò con la caduta della città dopo 2 mesi di combattimenti e il massacro di innumerevoli civili e attivisti. Negli ultimi mesi si sta materializzando la possibilità di un nuovo, brutale, attacco turco-jihadista alla Confederazione Democratica della Siria del Nord e dell’Est e ai popoli liberi che la formano.

 

 

Da questa minaccia deriva la necessità della campagna internazionale #RiseUp4Rojava, indirizzata a colpire le relazioni economico-finanziarie e istituzionali dei governi della Nato, dell’Unione Europea e del governo Russo con lo Stato fascista turco, e a smascherarne le ipocrisie e la complicità con il sultano/boia ErdoÄŸan, cui procurano armamenti che vengono usati contro i popoli liberi in Siria, Turchia e Iraq. Più di 50 azioni in 18 paesi sono state messe in atto il 6 e il 7 settembre, giornate di azione globale, in Italia sono state colpite diverse sedi di grandi banche come UniCredit che finanziano direttamente o indirettamente il governo turco, lo stesso governo che reprime qualsiasi opposizione politica all’interno del proprio paese incarcerando i leader e i militanti dei partiti di opposizione oltre a minacciare la nuova invasione della Siria del Nord e dell’Est. UniCredit è proprietaria del 40,9% delle azioni della banca turca Yapi Kredit Bank.

 

 

L’istituto milanese è la banca europea che fa i maggiori affari con il governo di Erdogan. Sono state sanzionate, inoltre, la base Nato di Ghedi (Brescia) e alcune sedi di Leonardo Finmeccanica (il cui 30,2% delle azioni sono possedute dallo Stato italiano), che vende i suoi strumenti di morte, come gli elicotteri T-129 Atak/Aw-129 Mangusta, prodotti in collaborazione con Turkish Aerospace Industries (TAI) ed utilizzati dal governo fascista turco durante l’invasione di Afrin. All’interno del campus dell’Università della Calabria a Rende, in provincia di Cosenza, ammainiamo la bandiera del governo turco – responsabile di crimini di guerra contro le popolazioni civili, dentro e fuori i propri confini nazionali – per issare quella del movimento di liberazione kurdo, baluardo di resistenza antifascista contro Isis, patriarcato e dominio dello Stato. Difendiamo insieme a loro, ogni giorno, i principi della libertà nella condivisione, dell’ecologia radicale e dell’autogoverno».