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Regionalismo differenziato: all’Unical il primo focus interdisciplinare

Stiamo andando verso una secessione dei ricchi? È la domanda che ha aperto ieri l’intervento centrale del seminario sul Regionalismo differenziato, svoltosi nell’Aula Caldora dell’Unical

 

RENDE – Ospite dell’ateneo calabrese il prof. Gianfranco Viesti, economista dell’Università di Bari, seduto al tavolo dei relatori insieme ai docenti dell’Università della Calabria: prof. Francesco Raniolo (politologo e direttore del Dipartimento di Scienze Politiche Unical); prof.ssa Marta Petrusewicz (storica); prof. Vito Teti (antropologo), prof.ssa Anna Margherita Russo (giurista) ed il prof. Pietro Fantozzi (sociologo). Il seminario è stato moderato dall’economista dell’Unical Domenico Cersosimo.

Al centro del dibattito, le materie su cui alcune regioni ordinarie (del nord) chiedono maggiore autonomia e che, qualora il processo di attuazione dell’art. 116 Cost, comma 3, arrivasse a compimento, modificherebbe drasticamente il funzionamento dell’Italia. “Non si tratta di un cambiamento tecnico-amministrativo” – spiega Viesti – “ma di un profondo cambiamento politico”. Le materie in questione sono di importanza cruciale per l’identificazione dei cittadini italiani. Una fra tutte, la scuola.

Cosa accadrebbe se nelle scuole venete, lombarde, emiliane, si iniziassero a insegnare discipline diverse, in modo diverso? Gli studenti italiani, cittadini attivi di domani, non sarebbero tutti uguali: crescerebbero con convinzioni diverse, formazione diversa e diversi valori identitari. La frattura Nord-Sud, assorbita nei primi anni Novanta dalle lotte dei grandi partiti di massa, ritorna oggi al centro del dibattito. Il Prof. Raniolo avverte: “C’è un vuoto assordante di politica e mobilitazione. Le piccole divergenze politiche, strutturali in una democrazia, stanno portando alla deriva delle istituzioni”.

Il problema principale, secondo i relatori, risiede nel ritorno al “segreto” della politica, alla sua dimensione nascosta, che sceglie di coinvolgere i cittadini solo negli aspetti frivoli (si veda l’uso massiccio dei social da parte dei leader, di cui sappiamo ogni abitudine quotidiana, ma nulla sugli aspetti istituzionali).

“Dal punto di vista giuridico non c’è nessun monito imperativo nella Costituzione all’art.116, comme 3, ma solo l’indicazione di una possibilità” – interviene la prof.ssa Russo – “Quando l’articolo fu inserito, era il 2001. Da allora sono passati quasi vent’anni e il contesto italiano è cambiato, non c’è più l’entusiasmo per il federalismo che la riforma del Tit. V della Cost. aveva portato con sé”.

Quello che emerge dall’evento è la trasversalità di un tema che interessa da vicino le regioni più deboli e dunque, anche la nostra. Il proposito, per gli organizzatori, è quello di rendere l’Unical una sede di focus perenne sull’argomento