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Pestaggio all’Unical, identificati tre ragazzi. La vittima stava difendendo uno studente

Il ventenne paraguayano che non era stato preso in carico dai sanitari dell’Ospedale di Cosenza per le cure del caso ha riportato gravi lesioni. SolidarietĂ  del sindaco di Rende Marcello Manna

 

RENDE (CS) – Indagini in corso per ricostruire l’esatta dinamica del pestaggio avvenuto all’alba di sabato nel Campus universitario di Arcavacata. Attualmente i carabinieri di Rende hanno identificato tre degli autori dell’aggressione. Si tratta di M. F., E. I. e F. G. cosentini non iscritti all’ateneo che pare siano soliti frequentare le feste universitarie. Insieme ad altri due soggetti, che al momento non sono ancora stati rintracciati dalle forze dell’ordine, intorno alle quattro del mattino avrebbero accerchiato e palpeggiato un ragazzo italiano prendendolo inizialmente in giro per poi malmenarlo. Il ventenne paraguaiano, che si trovava a pochi metri di distanza, insieme ad un amico curdo è quindi subito intervenuto. I due sono stati a loro volta aggrediti selvaggiamente. Ad avere la peggio è stato Gerardo, lo studente del Paraguay, che prelevato dall’ambulanza è stato accompagnato al Pronto Soccorso di Cosenza dove è svenuto, mentre nessuno dei sanitari di turno si è preoccupato di sottoporlo alle cure del caso. Al suo risveglio, ancora sanguinante, dopo mezzogiorno pare abbia lasciato l’Ospedale dell’Annunziata per rientrare a casa. Solo in un momento successivo i suoi amici venuti a conoscenza della vicenda lo hanno riaccompagnato nel nosocomio dove dovrĂ  a breve affrontare un delicato un intervento chirurgico a causa delle ferite riportate al volto. La Tac cui Ă© stato sottoposto evidenzia deficit della muscolatura facciale, una frattura composta del pilastro fronto-nasale, con interessamento del seno mascellare fino alla cornice orbitale, ed una frattura composta del seno frontale”.

Il giovane paraguayano è rappresentato dall’avvocato Luca Le Pera che da subito ha iniziato a svolgere attivitĂ  difensive ed ha indicato alla Procura di Cosenza, temi di indagine da approfondire

Non sarebbe la prima volta che il gruppetto di bulli infastidisce gli studenti che partecipano alle feste. Nelle scorse settimane infatti pare abbiano molestato una ragazza spagnola costringendola ad entrare in macchina con loro, tentativo non andato a buon fine grazie all’intervento di un’amica. Secondo il movimento “Studenti indipendenti link” le aggressioni salirebbero a tre. Gli aggrediti stavano rientrando a casa dopo una festa universitaria quando, dopo essere stati avvicinati e provocati dal gruppo aggressore, sono stati malmenati.

Intanto dopo il cordoglio espresso dal rettore dell’UniversitĂ  della Calabria Gino Mirocle Crisci per lo sconcertante episodio anche il sindaco di Rende Marcello Manna ha mostrato il proprio rammarico per quanto accaduto. “SolidarietĂ  allo studente paraguayano e ferma condanna del vile gesto di violenza perpetrato nei suoi confronti. Lo spirito coesivo che caratterizza da sempre la nostra cittĂ  e la nostra università  – ha affermato il sindaco Manna – non deve essere macchiato da messaggi di odio. Ci adopereremo affinchĂ© la nostra comunitĂ  faccia sentire la propria vicinanza allo studente. Inviteremo il ragazzo nel nostro municipio non appena si rimetterĂ : ai messaggi che incitano alla violenza e all’odio rispondiamo con l’inclusione e la democrazia partecipativa”. “Sdegno profondo per quanto accaduto – ha dichiarato l’assessore alle pari opportunitĂ  Marina Pasqua sottolineando che – Rende deve continuare ad essere terra tollerante in cui i popoli che la compongono possano vivere nel pieno rispetto dei diritti”.

L’episodio sarĂ  sicuramente oggetto di discussione dell’incontro che gli studenti dell’Unical terranno domani, Mercoledì 5 Dicembre, in aula SSP1 Cubo 0A presso l’UniversitĂ  della Calabria con il governatore della Regione Calabria Mario Oliverio. L’assemblea, indetta dal comitato studenti calabresi,  avrĂ  inizio alle 16:30. “Moltissime le adesioni di associazioni studentesche che operano in tutti gli atenei della Calabria, – scrive in una nota il Comitato studenti calabresi – inoltre parteciperanno i rappresentanti delle consulte studentesche degli studenti medi calabresi. Durante i lavori dell’assemblea verrĂ  ricordato il giovane Giulio Regeni, barbaramente ucciso piĂą di due anni fa in Egitto, al quale è intitolata dal collettivo Azadì l’aula scelta per l’assemblea. Il comitato degli studenti calabresi, considerata l’importanza che riveste questa assemblea, ha invitato le amministrazioni locali della zona urbana cosentina a partecipare. E’ necessario ascoltare gli interventi dei vari studenti che parteciperanno all’assemblea anche per capire le difficoltĂ  che purtroppo si riscontrano nel campus universitario. Non si può perdere questa importante occasione di confronto”.

AGGRESSIONE UNICAL, FGC: “LA XENOFOBIA E’ UNA CONSEGUENZA DEL DEGRADO”.

FGC Unical si unisce alla solidarietà al giovane paraguayano e denuncia pochi controlli. «Nella notte fra venerdì e sabato, nei pressi del quartiere Maisonnettes dell’Unical, un ragazzo paraguaiano è stato vittima di una becera aggressione di stampo xenofobo da parte di un gruppo di ragazzi esterni al campus. Questo episodio, per quanto deplorevole, non può essere l’ennesima scusa per aumentare i controlli e la repressione da parte della Governance dell’Ateneo. Infatti, la causa di questo episodio non può essere semplicemente ricondotta alla mancanza di sicurezza nelle strutture universitarie, ma semmai allo stato di abbandono e degrado in cui verte il nostro campus, nel quale gli spazi di vita per gli studenti sono sempre più ridotti al minimo. Conseguenza di uno spopolamento e di un abbandono dell’università sono episodi del genere.

Non basta fare una festa dei popoli una volta l’anno per rendere il campus vivibile e favorire l’integrazione degli studenti in mobilità internazionale, ma è necessario rendere il nostro ateneo vivibile agli studenti quotidianamente, favorendo l’integrazione e il confronto fra le culture diverse, cosa che col passare del tempo avviene sempre meno. Infatti, il fatto che ci siano queste piccole feste, isolate e ripetitive, non significa che il campus sia pienamente vissuto e lo si può notare ogni fine settimana, quando gli studenti preferiscono andarsene, rendendo l’Unical un deserto. Ribadiamo che il miglioramento dei servizi, la creazione di eventi artistici e culturali creati da studenti, musica e sport, devono essere la soluzione per ripopolare il campus com’era una volta. un campus vissuto è un campus sicuro, dove neanche violenza e xenofobia possono passare».

Il movimento “Studenti indipendenti link” dichiara in una nota:  “Davanti a tutto ciò siamo inorriditi. Basta! Azioni di questo tipo, fuori e dentro l’UniversitĂ , sono intollerabili. Per questo invitiamo tutti coloro che vivono l’UniversitĂ  a partecipare all’assemblea convocata per il 6 dicembre, alle 12, nell’anfiteatro delle Maisonettes, che avrĂ  come tema centrale il no categorico alla violenza”.

Giudiceandrea sull’aggressione subita dallo studente del Paraguay

«L’aggressione ai danni dello studente paraguayano avvenuta all’UniversitĂ  della Calabria ci catapulta in un clima drammaticamente allarmante. Il luogo della cultura per eccellenza diventa il posto dove si è consumata una barbarie inaccettabile per il nostro territorio e la nostra cultura». A dirlo è il consigliere regionale e capogruppo di Democratici e Progressisti Giuseppe Giudiceandrea. «Mi sento di dire apertamente – aggiunge il consigliere regionale – che questo clima di odio è alimentato dalla parte politica che oggi ci governa e vive una campagna elettorale continua improntata sulla caccia allo straniero. Un atteggiamento che da una Istituzione è inaccettabile. Il mio invito è alla calma e ad abbassare i toni. Chiedo, ad ognuno di noi, di guardarsi dentro e fare appello al proprio spirito di fratellanza per non rispondere alla violenza e a questo clima di odio. L’unica disobbedienza che possiamo accettare è quella civile respingendo questo clima di odio dilagante».

 

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