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Galleria chiusa tra Cosenza e Paola, pendolari disperati: “Procuratore Bruni, tre mesi d’inferno”

Pendolari esasperati dal calvario quotidiano costretti a viaggiare con bus perennemente in ritardo che spesso, a causa della carenza di posti a sedere, lasciano gli utenti a piedi

 

PAOLA (CS) – Due studenti dell’Università della Calabria chiedono a nome di tutti i pendolari e turisti di intervenire sui disagi creatisi sulla tratta Cosenza – Paola dopo il deragliamento del treno avvenuto il 6 dicembre 2017. “Egregio dottor Pierpaolo Bruni, sono ormai passati tre mesi dall’incidente verificatosi nella Galleria Santomarco, che ha portato alla chiusura della stessa e, di conseguenza, della linea Paola – Cosenza, linea ferroviaria essenziale ed importante in quanto collega la città di Cosenza con il Tirreno. La persistenza della chiusura, tuttavia, – denunciano gli studenti – sta creando disservizi di varia natura. Il servizio sostitutivo su gomma, istituito da Trenitalia, non sta operando infatti come dovrebbe, fattore che si ripercuote duramente sui pendolari. Ciò è dovuto soprattutto al fatto che i bus impiegano inevitabilmente il doppio del tempo necessario per giungere a Cosenza provocando il ritardo di lavoratori e studenti. A ciò si aggiungono altri disagi di natura logistica in quanto, molto spesso, accade che il bus – affrontando un percorso più lungo ed il notevole traffico – giunga alla stazione di Paola in ritardo, a danno dei pendolari che non riescono ovviamente a prendere le coincidenze, anche di treni a lunga percorrenza.

 

Tutto ciò comporta disagi anche dal punto di vista fisico, provocando stress nei viaggiatori, che sono costretti a optare per soluzioni diverse dal treno, spesso più dispendiose sotto vari punti di vista. Inoltre accade spesso che i bus, con i posti già completamente occupati, lascino a piedi altri viaggiatori creando loro ulteriori disservizi. Questo accade perché Trenitalia ha istituito un unico bus che sostituisce la corsa del treno, ed esso non ha capienza necessaria per soddisfare la domanda, a differenza dei convogli ferroviari. In seguito alla chiusura della tratta Paola – Cosenza, potrebbe concretizzarsi l’isolamento della città, importante sede lavorativa ed universitaria, dall’Alto Tirreno Cosentino e Regioni limitrofe, anche a seguito delle precarie condizioni della SS 107, che nell’ultimo periodo è divenuta teatro di dissesti e interminabili lavori. Il silenzio da parte della Magistratura, di RFI e Trenitalia non giova a tutto ciò dato che, a quanto pare, non ci è dato sapere con certezza cosa sia successo, quando (e se) la tratta verrà riaperta, e dunque i tempi di ripristino delle normali situazioni di viaggio.

 

Anche il personale di Trenitalia, infatti, non sa fornire risposte chiare ai viaggiatori che ogni giorno chiedono delucidazioni e informazioni circa la situazione che si è venuta a creare e che ormai sta diventando insostenibile. Non vorremmo interferire con il Suo lavoro e quello di coloro che indagano e cercano di fare chiarezza su quanto avvenuto, sindacando il Loro operato, ma ci chiediamo: i cittadini e i viaggiatori non hanno diritto alcuno di conoscere quanto realmente accaduto e quando la situazione si stabilizzerà, dato che il tutto aleggia dietro presunte notizie e voci “di corridoio”? Il tutto sarà destinato a durare ancora per molto, aumentando i disagi con cui siamo costretti ogni giorno a combattere? Il nostro malcontento non è assolutamente rivolto verso il Suo lavoro e la Sua istituzione, ma verso il silenzio assordante di cui ormai siamo vittime da tre mesi e che ci potrebbe opprimere per chissà quanto altro tempo ancora.

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Dunque, ciò che chiediamo sono semplici informazioni e chiarimenti sui tempi di riapertura della Galleria Santomarco – anche non certi ed approssimativi – e in generale qualsiasi notizia sulla vicenda e su quanto realmente accaduto, e che tutto ciò provenga da fonti autorevoli come la Sua. La riapertura della tratta ferroviaria Paola – Cosenza è essenziale, ed il tutto dovrebbe avvenire in tempi consoni e brevi, senza che il tutto cada nel dimenticatoio. Con questa nostra, quindi, speriamo di portare a Sua conoscenza il malcontento e i disservizi – che ormai sono divenuti intollerabili – che questa situazione ha comportato e sta continuando a comportare a noi cittadini e pendolari. Speranzosi di un Suo positivo riscontro, Le auguriamo un sereno lavoro”.

 

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