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Studenti Unical

Tasse Unical, studenti continuano la loro battaglia: “500 euro non puliranno le vostre coscienze”

“Il Rettore potrà anche dormire sonni tranquilli, merito della sua generosa indennità, ma non servirà a ripulirgli la coscienza sulla scellerata amministrazione dell’Ateneo.”

 

ARCAVACATA (CS) – “Ed eccoci qui, la sessione estiva è ormai conclusa, gli studenti finalmente ritornano dalle loro famiglie, ma all’Unical le “porcate” non vanno in vacanza!” Così incalzano gli Studenti e Studentesse Unical, che ieri hanno appeso uno striscione all’interno dell’Università, per esprimere la loro indignazione.  “Negli ultimi mesi – scrivono in una nota – abbiamo osservato l’intero campionario del menefreghismo amministrativo. Il diritto allo studio (garantito costituzionalmente) è stato calpestato continuamente per essere sostituito da mere logiche esattoriali, il tutto a discapito delle tasche delle famiglie calabresi. La storia ha inizio il 02/02/2017, quando in CdA venne approvata una sanatoria di euro 200 per chi non avesse presentato il modello ISEE-DSU, secondo quanto stabilito dal Bando tasse 2016/2017. Questa prevedeva la consegna dell’ISEE-DSU 2017 entro il 28/02/2017. In data 15/06/2017, il CdA delibera una riproposizione di detta sanatoria, per chi non fosse riuscito ad accedere alla precedente (quella sopra citata), passando da euro 200 ad euro 500! Gli studenti pur coscienti che era loro obbligo produrre la documentazione necessaria, quindi pagare comunque una sanzione, si chiedono in primis il perché del grosso incremento che la stessa ha subito in soli 3 mesi. Proprio per questo, diversi studenti hanno manifestato contro il modus operandi da riscossori del credito di chi amministra l’ateneo, protocollando una richiesta per aprire un dialogo con l’Amministrazione nel successivo CdA del 27/06/2017, portando anche delle proposte alternative (sanatoria calcolata in base al reddito dello studente, ovvero il 10% dell’importo della seconda rata).

Durante detto CdA, un numero consistente di studenti si è mobilitato per esprimere il proprio dissenso su questo provvedimento. Dopo ore di protesta, una delegazione, scortata dalla Digos, riesce ad accedere al Consiglio e nonostante il tono dialogante della stessa, il Rettore con arroganza ha etichettato tutti come “populisti” ed “incompetenti”, quegli stessi studenti che in televisione dipinge come il futuro della nostra Regione. A questo va aggiunto che alla stessa televisione è stato vietato l’accesso al CdA, per un servizio sul regionale. Il Rettore ha poi liquidato con prepotenza la delegazione, non appena gli è stata richiesta una delucidazione sull’ingente cifra della sanzione. A questo punto gli studenti hanno stilato una serie di proposte riguardanti la sanatoria, firmata da diversi rappresentanti (tra cui esponenti del CdA e del Senato Accademico), la quale è stata nuovamente protocollata al fine di essere inserita nei punti all’OdG del CdA successivo. Questa, naturalmente, è stata ignorata, non per uno ma per ben due CdA, che si sono tenuti in data 05/07 e 12/07. Risulta evidente una forte allergia del Rettore nei confronti della democrazia, delle procedure amministrative e verso il dialogo con coloro i quali assicurano l’esistenza dell’Unical.

Questo è il quadro generale in cui noi studenti ci muoviamo, totalmente ignorati e continuamente tassati in modo sempre più spropositato. Poniamo perciò la seguente domanda: cosa può fare uno studente impossibilitato a pagare le somme esposte ma che al contempo non accetta la resa e non accetta di privarsi di un futuro che metta al centro le competenze e l’emancipazione personale? Probabilmente saremo ignorati ancora una volta, ma il Rettore e tutta la classe dirigente, devono sapere che siamo noi studenti il vero motore dell’Unical (università Pubblica, che nasce con lo scopo di garantire l’istruzione a tutti i ragazzi del Sud Italia, ma in questo ha fallito, prendendo sempre più le sembianze di un’università privata). Il Rettore potrà anche dormire sonni tranquilli, merito della sua generosa indennità (alla faccia dell’Università in crisi), ma dovrà essere conscio che non servirà a ripulirgli la coscienza sulla scellerata amministrazione dell’Ateneo.”