M5S all’attacco: All’Unical parenti privilegiati nei concorsi. La replica del rettore Crisci: ‘solo fuorvianti valutazioni’

RENDE (CS) – Quando il merito tanto declamato non trova riscontro e applicazione.

La denuncia arriva dall’avvocato Francesco Molinari senatore del Movimento 5 stelle, e riguarda un caso di ‘concorsi e parentela’ all’Unical. In un’istituzione, secondo il grillino, che dovrebbe segnare il riscatto di un Paese in termini di scelte e meritocrazia, emerge un caso che “riguarda il Dipartimento di Ingegneria informatica, Modellistica, Elettronica e Sistemistica (DIMES) dell’Università degli Studi della Calabria. Il Direttore infatti – racconta Molinari – ha indetto una procedura selettiva pubblica per il conferimento di un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, della durata di tre mesi, attivando pure fondi comunitari: cosa meritoria, considerando la dispersione di provvidenze in campo europeo, campo nel quale l’Italia versa generosi contributi. Peccato che il vincitore della suddetta selezione risulti essere il figlio di un professore ordinario del medesimo Dipartimento“.

Una coincidenza? Non è dato saperlo ma tali ‘casualità’, sottolinea ancora il senatore del M5S “non sono previste dalla ‘legge Gelmini’. Le “Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento” infatti, sanciscono all’art.17 che ai procedimenti di selezione non possono partecipare coloro che abbiano un grado di parentela o di affinità, fino al quarto grado compreso, con un professore appartenente al dipartimento o alla struttura che effettua la selezione ovvero con il rettore, il direttore generale o un componente del consiglio di amministrazione dell’ateneo, e fa’ di tale previsione un principio generale, esteso a qualsiasi forma di contratto erogato dall’ateneo. In Italia però, la variante dell’avere famiglia è modernamente evoluta nell’importanza dell’albero genealogico: fatto tanto più inaccettabile quanto più vediamo i nostri figli doversi sbattere per poche centinaia di euro al mese in “call center” (dopo anni di studi superiori), quando non costretti ad emigrare in altre città, lontani dai nostri occhi. Ma non tutti i figli sono uguali”. L’avvocato Molinari ha annunciato di aver portato il caso all’attenzione del Ministro competente attraverso un’interrogazione, affinché vengano presi dei provvedimenti e venga elevata la sorveglianza su tali episodi, magari accertando l’esistenza di meccanismi “consuetudinari” su simili procedimenti di selezione, a partire dalla composizione delle commissioni esaminatrici”. Ma non solo. L’invito è rivolto anche al Rettore Crisci “ad essere più incisivo nel sorvegliare ciò che accade nell’Università. A suo tempo avevamo sperato che la sua elezione portasse un vento nuovo ad Arcavacata – continua Molinari – ma non vorremmo che si fosse trattato di un fuoco di paglia”.

 

 

La replica del rettore dell’Uical Mirocle Crisci: ‘fuorvianti valutazioni’

Pur con il rispetto dovuto al senatore Francesco Molinari e all’esercizio delle sue prerogative parlamentari, è necessario riportare i fatti oggetto dell’interrogazione, presentata ieri dall’esponente del M5S, nell’ambito di un’adeguata dimensione e completezza informativa. Nella ricostruzione del parlamentare, infatti, manca l’elemento più importante e significativo della vicenda: la correttezza dell’operato mantenuto dall’Ateneo, attraverso il Dipartimento di Ingegneria Informatica, Modellistica, Elettronica e Sistemistica (DIMES), pur in presenza di dubbi riguardo all’applicabilità di parte della norma al caso di specie. Il suddetto Dipartimento, infatti, una volta concluso l’iter della procedura selettiva, proprio per ragioni di opportunità e di profilo etico, lo scorso 16 settembre, e dunque due mesi fa, ha deciso di non procedere alla contrattualizzazione del vincitore. E’ un aspetto, si ripete, di non secondario rilievo, sottolineando il quale, oggi, l’Università della Calabria ritiene di fare chiarezza e di offrire all’opinione pubblica una valutazione dei fatti aderente alla realtà, al riparo dal rischio di nebulose e fuorvianti valutazioni”.