Università: iniziano le lezioni in ‘condizioni disastrose’

Università: i corsi ricominciano, me senza posti a sedere.

Non è uno scherzo, come tutti gli anni sono iniziate le lezioni universitarie e per le matricole non sono giornate felici e proficue. Il motivo? I nostri Atenei presentano sempre più grandi difficoltà logistiche. È per queste ragioni che in molte università pubbliche, da Nord a Sud, gli studenti sono costretti a seguire le lezioni seduti per terra, o dietro al muro in corridoio, oppure in bilico sopra un termosifone: centinaia di migliaia di giovani devono affrontare le lezioni in condizioni disastrose. All’Università Statale di Milano va in scena la prima lezione di diritto civile dell’anno, il corso più importante (o quasi) per i futuri laureati di Giurisprudenza. Com’è andata? Lo raccontano gli universitari stessi: “Eravamo forse 500, 600 persone, ammassate in un’aula che anche se è la più grande dell’Università non è sufficiente ad ospitarci tutti”, Mattia, iscritto al quinto anno, racconta: “Così è finita che in molti sono rimasti dietro le scale, sotto le finestre, in piedi, in corridoio, fuori dalle porte». Una situazione “vergognosa”, scrive su Facebook: “Che non solo dà l’idea delle condizioni disastrose dell’Università pubblica italiana, ma rappresenta anche un grave problema di sicurezza”. Già, la sicurezza: per guadagnare l’uscita dall’aula si devono scavalcare centinaia di gambe incrociate. Immaginate cosa potrebbe succedere in una situazione d’emergenza. L’anno scorso, racconta sempre Mattia, non andava così: «C’erano due cattedre per diritto civile, quest’anno invece è rimasto solo un professore». I tagli d’altronde sono inesorabili in tutta Italia: gli investimenti, dal 2008, sono calati del 12 per cento, mentre in Francia o in Germania aumentavano del 6 e del 20. Il segretario generale della Conferenza dei rettori, Stefano Paleari, ricordava a Giugno: «Addirittura anche gli spagnoli investono più di noi: 157 euro a cittadino contro i nostri 109».