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“Ridateci il nostro mare”. Associazioni e comitati plaudono all’operazione Archimede

“L’operazione conferma quello che diciamo da anni con denunce ed esposti “la cattiva depurazione nemica del mare e delle acque”

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POALA (CS) – L’inchiesta Archimede, coordinata dalla Procura di Paola, che ha fatto emergere gli illeciti sulla depurazione dell’alto Tirreno cosentino e definita senza mezzi termini dagli inquirenti “approssimativa e scellerata” ha trovato il plauso di decine di Associazioni e Comitati ambientalisti del territorio che da anni si battono per la tutela dell’ambiente, del mare e delle coste, scontrandosi troppo spesso contro un vero e proprio muro. Invece di essere appoggiate dai comuni con la richiesta di vigilare sull’utilizzo dei depuratori, finiscono per essere addirittura diffidate anche con l’annuncio di querele. 

Cattiva depurazione nemica del mare

In una nota congiunta, chiedono alla procura di Paola di continuare ad indagare per fermare il malaffare che sta distruggendo. “La recente operazione coordinata dal Procuratore di Paola dott. Pierpaolo Bruni e dal sostituto procuratore Rossana Esposito riguardante la depurazione – scrivono – conferma in modo inequivocabile quello che da anni andiamo ripetendo e non solo attraverso comunicati ma anche con specifiche denunce ed esposti ovvero: la cattiva depurazione nemica del mare e delle acque. Abbiamo invitato più volte i sindaci a vigilare sull’operato delle ditte che gestiscono i depuratori, poiché spesso accade che la gestione viene affidata a persone incompetenti ed amministratori senza scrupolo alcuno che, sovente, vengono rinviati a giudizio per frode nelle pubbliche forniture, truffa aggravata e altri reati ambientali. Anche questa volta, possiamo dire che la Procura di Paola e i militari della Compagnia Carabinieri di Scalea hanno fatto un ottimo lavoro, difatti come si apprende dalle notizie apparse sui media e sulla stampa, le indagini avrebbero coinvolto a vario titolo tecnici, amministratori e addirittura anche un tecnico dell’Arpacal, che, secondo gli inquirenti, concordava o annunciava i controlli sui depuratori. Al riguardo, ribadiamo che il ruolo dei sindaci sul controllo della depurazione è importante e costituisce al tempo stesso una garanzia soprattutto per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica!

Sindaci dovrebbero appoggiarci non osteggiarci

E, comunque, sono proprio i Sindaci che dovrebbero valorizzare le associazioni ambientaliste e il ruolo che esse svolgono sul territorio in difesa dell’ambiente denunciando episodi d’inquinamento, ma a quanto pare alcuni, addirittura, ne osteggiano l’operato! E’ proprio il caso di richiamare l’ultimo episodio verificatosi pochi giorni addietro in occasione della pubblicazione sui social di alcune foto che documentavano la presenza di chiazze e scie di vari colori nel tratto di mare fra Diamante e Belvedere Marittimo. Sappiamo benissimo, e non lo possiamo certamente nascondere poiché è agli occhi di tutti, che queste chiazze non risparmiano nessun tratto di mare che va da Tortora a Torremezzo, difatti non vi è alcuna parte della costa tirrenica che non è caratterizzato dalla presenza di queste chiazze, però arrivare al punto, come ha fatto l’amministrazione comunale diamantese, di diffidare un’associazione ad usare il nome di Diamante o a pubblicare foto di mare sporco, accusandola di aver tentato di screditare l’immagine turistica di Diamante per le foto postate, lascia del tutto basiti ed attoniti!

Pronti a costituirci parte civile

“Intanto però, prendiamo atto, dalle notizie apparse sui media e sulla stampa, che per vari episodi sono indagati 17 persone tra cui il sindaco del Comune di San Nicola Arcella ed un tecnico oltre ad un altro tecnico del Comune di Diamante e al gestore dei depuratori dello stesso Comune. Dunque, assistiamo agli sviluppi della vicenda giudiziaria plaudendo il Procuratore Bruni affinché continui la sua azione investigativa attenzionando l’operato dei Comuni, degli uffici tecnici, delle ditte affidatarie degli appalti, azione che trova pieno appoggio non solo delle associazioni ambientaliste ma anche di tutti i cittadini, i turisti e gli operatori turistici, che da anni non riescono ad usufruire al meglio della bellezza del nostro mare a causa del mal affare che caratterizza l’operato di alcuni amministratori. Infine, teniamo a precisare che, qualora vi siano ulteriori sviluppi giudiziari favorevoli all’inchiesta, è nostra intenzione costituirci parte civile.

L’Alleanza delle Associazioni e Comitati: Italia Nostra Sezione Alto Tirreno Cosentino, Legambiente Riviera dei Cedri, WWf OA Calabria Citra, Calabria Nuova, Associazione Culturale e Agricola Artemis, VAS Tirreno Cosentino, Costa Bruzia Paola, Fiab Cosenza ciclabile e ambiente, Lipu Calabria, I giardini di Eva, MEDiterranean MEDIA, Come può uno scoglio arginare il mare, Costa Nostra, Comitato Difesa Ambiente Diamante Cirella, Associazione Amici di San Nicola Arcella, Torremezzo Bene Comune

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Ospedale di Paola, Di Natale: “Creare pista atterraggio per l’elisoccorso”

“Il personale sanitario – scrive Di Natale – è preparato, servono mezzi e servizi validi per salvare vite umane”

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COSENZA – “Apprendo la notizia del salvataggio avvenuto all’ospedale ‘San Francesco di Paola’ nei confronti di un giovane rimasto coinvolto in un incidente stradale e trasportato dal presidio ospedaliero tirrenico ad altra struttura ospedaliera, in elisoccorso, a causa della gravità delle ferite riportate. Nel complimentarmi con il dott. Pasquale Gagliardi e con tutto il personale medico e infermieristico, ritengo che quanto avvenuto debba far scattare una profonda riflessione legata soprattutto ai servizi del presidio ospedaliero paolano e alle relative necessità”. Lo afferma, in una nota, il segretario-questore del Consiglio regionale, Graziano Di Natale. “L’importanza di una base sicura per l’elisoccorso – aggiunge Di Natale – può salvare vite umane. Il gesto eroico dei medici deve aprire la strada ad un percorso istituzionale finalizzato alla realizzazione di una pista per atterraggio nel piazzale antistante l’ospedale San Francesco di Paola. Si tratterebbe di una conquista che consentirebbe di avere soccorsi rapidi ed efficaci”.

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Rigenerazione borghi e centri storici: intesa tra Casali del Manco e Its Italy

Obiettivo è attrarre investimenti esteri volti alla riqualificazione immobiliare dei centri storici di Casali del Manco

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CASALI DEL MANCO (CS) – Indirizzare investimenti esteri per la rigenerazione, lo sviluppo immobiliare e la creazione di opportunità residenziali di borghi e centri urbani di eccellenza: con questi presupposti il Comune di Casali del Manco ha siglato un protocollo d’intesa con ITS ITALY, società londinese rientrante in un network di iniziative, operative su tutto il territorio nazionale per la promozione e l’attrazione di investimenti esteri a carattere immobiliare e di riqualificazione del territorio. Si tratta di un progetto di collaborazione senza alcun onere economico per il Comune, con l’obiettivo di attrarre investimenti esteri volti alla riqualificazione immobiliare dei centri storici di Casali del Manco ed al supporto delle attività imprenditoriali locali.

“Il progetto – dichiara il consigliere comunale con delega all’urbanistica ed allo sviluppo locale e promotore della collaborazione, Fernando De Luca – non si ferma al recupero immobiliare ma punta a dare nuova vita alle aree in cui saranno effettuati gli investimenti, con strutture di pubblica utilità, supporto a micro-business locali e alla creazione di nuove modalità di fruizione”.

ITS ITALY, già opera in Italia da tempo. Come in altri interventi attuati, si propone di individuare, selezionare, acquisire e ristrutturare non meno di una trentina di unità immobiliari sfitte o abbandonate per ogni comune da proporre alla propria rete di investitori aprendo un ventaglio di opportunità non solo per i proprietari degli immobili ma anche per i professionisti e gli operatori del territorio che potranno essere coinvolti nel progetto. L’iniziativa, lanciata il dicembre scorso, ha raggiunto oltre 50 adesioni di Comuni in diverse parti d’Italia e, con l’uscita dal lockdown, è entrata nel vivo con i primi investimenti diretti.  “Con l’approvazione della Deliberazione di Giunta Comunale n. 90 del 21/07/2021 – dichiara Nuccio Martire, sindaco di Casali del Manco – il nostro Ente avvia un processo di riqualificazione e recupero del patrimonio architettonico, paesaggistico, culturale di Casali del Manco candidandosi a stimolare nuova residenzialità proveniente dall’estero, in primis dalla Gran Bretagna, e di conseguenza stimolare anche attività di animazione del territorio.”

“Con Casali del Manco – dichiara il portavoce di ITS ITALY – la nostra iniziativa aggiunge un tassello importante in Calabria. Un territorio fortemente richiesto dalla nostra rete, pur se ancora poco valorizzato all’estero. Ci auguriamo di poter partire subito con le prime operazioni non solo di recupero immobiliare ma anche di supporto alle imprese che contraddistinguono questo territorio, nella speranza che possano aiutare non solo a trattenere i giovani del luogo, ma ad attrarne altri e rivitalizzare la comunità di questo territorio”.

“Abbiamo accettato una nuova sfida per Casali del Manco – conclude il consigliere  De Luca – con l’obiettivo di rivalutare il  patrimonio immobiliare custodito nel nostro territorio, in particolare nei centri storici; una sfida ambiziosa da affrontare con i Cittadini e gli attori socio-economici del territorio”.   Il progetto entra ora nel vivo e sono già in valutazione le prime operazioni.

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Furto pluriaggravato e ricettazione, assolto 28enne di Rossano

Il Tribunale di Castrovillari ha accolto le tesi dell’avvocato Francesco Nicoletti in entrambi i procedimenti a carico dell’uomo

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CORIGLIANO-ROSSANO (CS) – In totale accoglimento delle richieste avanzate dall’avvocato Francesco Nicoletti, il Tribunale di Castrovillari, con due distinte sentenze, ha assolto il 28enne rossanese D.M.L. in due diversi processi dalle accuse di furto aggravato e ricettazione.

Per quel che riguarda il primo processo, all’imputato si contestava il furto pluriaggravato di un ingente quantitativo di conduttori elettrici in rame e lo si accusava di aver commesso il fatto con uso della violenza su cose esposte per necessità alla pubblica fede. Per quanto riguarda il secondo processo, il 28enne veniva fermato all’interno di un’autovettura e sottoposto al controllo da parte della Guardia di Finanza, all’interno della quale veniva rinvenuto un ingente numero di rotoli di rame per un peso complessivo di 120 chili circa che, non essendo l’uomo stato in grado di giustificarne il trasporto e la detenzione, i militari procedevano a porre sotto sequestro.

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