A fuoco casseforme in legno in un cantiere sul lungomare di Diamante: sospetto dolo - QuiCosenza.it
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A fuoco casseforme in legno in un cantiere sul lungomare di Diamante: sospetto dolo

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Il materiale si trovava all’interno di un cantiere posto a nord di Diamante appaltato per la costruzione del porto della cittadina tirrenica

 

 

DIAMANTE (CS) – Probabile incendio doloso ai danni di un cantiere posto sul lungomare di Diamante aperto per la costruzione del porto sul lato nord della cittadina tirrenica. In fiamme dodici casseforme in legno poste all’interno del cantiere in una posizione di sicurezza. I lavori sono stati dati in appalto ad una ditta del posto. Il perimetro del cantiere è delimitato da una cancellata ed un portone in legno. Il fatto è accaduto nel primo pomeriggio di lunedì scorso, poco prima delle 15. Sul posto sono giunti i carabinieri della stazione di Diamante ricadenti nella compagnia di Scalea diretta dal capitano Andrea Massari e i vigili del fuoco del distaccamento di Scalea del comando provinciale di Cosenza diretto dal comandante Massimo Cundari. Giunti sul posto gli uomini del 115 hanno spento l’incendio non con poche difficoltà, ostacolati da alcune macchine parcheggiate davanti l’ingresso del cantiere.

Da un primo sopralluogo effettuato dai vigili del fuoco si è constatato che non erano presenti inneschi naturali né attiva l’energia elettrica all’interno del cantiere. Per via dell’incendio è stato danneggiato il quadro elettrico dell’impianto di illuminazione del cantiere e le fiamme hanno investito anche alcuni fusti contenenti olio idraulico che, fortunatamente, sono stati raffreddati grazie all’intervento tempestivo dei pompieri, evitando la fuoriuscita del liquido. Per i vigili del fuoco, considerati gli elementi raccolti ci si trova davanti ad un probabile dolo. Sulla base di questo riscontro i carabinieri hanno aperto un’attività di indagine.

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Escursionisti cosentini si perdono sul Pollino, soccorsi nei pressi di Vacquarro

Sono stati ritrovati dagli uomini del soccorso alpino intorno alle 23 ieri sera. I due cosentini avevano lanciato l’allarme intorno alle 21

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CASTROVILLARI (CS) – Due escursionisti trentacinquenni, cosentini, che in mattinata volevano raggiungere Serra di Crispo partendo da Colle Impiso, in fase di discesa, hanno smarrito il sentiero. Solo intorno alle 21 hanno lanciato l’allarme alla Centrale del 112 che prontamente ha allertato le squadre lucane e calabrese del Soccorso Alpino.

I due sono stati rintracciati nei pressi di Vacquarro. Recuperati a bordo di un fuoristrada, in buone condizioni di salute, sono stati accompagnati alla loro macchina. Hanno partecipato alle ricerche anche i carabinieri forestali del Parco.

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Corigliano Rossano: incendio in un capannone abbandonato, una vittima

Il corpo dell’uomo è stato trovato carbonizzato. L’incendio sarebbe divampato per cause accidentali

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CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Un migrante di nazionalità moldava é morto a Corigliano Rossano nell’incendio scoppiato nel capannone abbandonato in cui dormiva. Le fiamme, secondo quanto é emerso dalle indagini dei carabinieri del locale Reparto territoriale, sarebbero state provocate da cause accidentali, presumibilmente per una cicca di sigaretta non spenta. L’incendio é stato spento dai vigili del fuoco. A trovare il cadavere carbonizzato del moldavo sono stati i carabinieri, che hanno sentito come testimone un altro migrante che dormiva nel capannone insieme alla vittima. Sul posto i militari hanno trovato alcune bottiglie di alcolici vuote. Si esclude, in ogni caso, che l’incendio sia stato appiccato volontariamente da qualcuno e che quindi, per quanto é accaduto, possano esserci responsabilità di terzi.

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Sila Officinalis 2021, la richiesta di una legge regionale sulle piante officinali

Si stima che il mercato della coltivazione delle piante officinali valga nel nostro paese circa un miliardo di euro

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COSENZA – Si è svolta la ventesima edizione di Sila Officinalis – Sistema Integrato di Sviluppo Locale per la Natura e l’Ambiente – Officina delle Idee Sostenibili – l’evento sulle piante officinali promosso dal Gruppo Naturalisticho Micologico Silano e dall’ente Parco nazionale della Sila in collaborazione con l’Ordine dei dottori agronomi e forestali di Cosenza. “La nostra volontà è di rilanciare – dice Michele Ferraiuolo, presidente del Gruppo Naturalisticho Micologico Silano – il percorso virtuoso che in questi anni ci ha permesso di avviare collaborazioni proficue e promuovere proposte concrete per la valorizzazione delle piante officinali del territorio Silano”. Da buon laboratorio di idee per lo sviluppo del territorio, quest’anno Sila Officinalis si è presentato al pubblico con un programma particolarmente innovativo. Tra i protagonisti dell’evento, anche, startup innovative, aziende e laboratori di ricerca che hanno mostrato come sia possibile creare reddito e valore sociale in Calabria grazie alle piante officinali.

L’Italia e la Calabria nello specifico possiedono uno straordinario patrimonio vegetale. Si stima addirittura che il mercato della coltivazione delle piante officinali valga nel nostro paese circa un miliardo di euro. Una cifra che racconta le enormi potenzialità del settore, soprattutto in un’area così florida come quella dell’altopiano della Sila. L’assenza però di una legge regionale sulle piante officinali e il mancato coordinamento dell’offerta di trasformazione degli estratti vegetali limita fortemente la crescita del comparto.

Durante l’evento si sono svolti un convegno scientifico e una tavola rotonda che ha visto la partecipazione delle organizzazioni di rappresentanza delle aziende agricole, degli ordini professionali e delle associazioni del territorio. “Il dialogo tra istituzioni, professionisti e società civile – evidenzia Michele Santaniello, presidente dell’Ordine dei Dottori agronomi e dottori forestali di Cosenza – è il presupposto fondamentale per avviare una nuova stagione di sviluppo sostenibile per la Calabria. Sila Officinalis rappresenta ormai per noi un esempio virtuoso di questo processo di collaborazione, ma è al contempo un prezioso laboratorio di idee che vogliamo mettere in pratica. Possiamo, anzi dobbiamo creare valore economico sfruttando le straordinarie risorse naturali presenti nei nostri territori. Un primo passo importante per raggiungere questo obiettivo – conclude Santaniello – deve essere l’approvazione di una legge regionale sulle piante officinali. Un provvedimento che andrebbe a colmare una grave lacuna e che darebbe al settore delle piante officinali tutti i connotati, anche giuridici, di una vera e propria filiera”.

 

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