Un anno senza Pino Faraca: ”le gesta e le imprese del più forte ciclista cosentino di sempre” - QuiCosenza.it
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Un anno senza Pino Faraca: ”le gesta e le imprese del più forte ciclista cosentino di sempre”

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Pino Faraca collage

Dalle prime pedalate alla fenomenale ascesa nell’elite delle due ruote. Il racconto attraverso i giornali di quel periodo, le foto inedite, ma sopratutto di chi lo ha guidato alle soglie del professionismo. Un documento unico, per commemorare il ciclista più amato di Cosenza ad un anno dalla sua scomparsa

 

COSENZA – È trascorso un oramai un anno dalla morte di Giuseppe Faraca, protagonista indiscusso del ciclismo cosentino e calabrese degli anni ’70 e ’80. Diverse le iniziative in programma per ricordare il compianto ciclista cosentino, dal murales che verrà realizzato sulla parete dei campioni, ad una via nel centro storico a lui dedicata. E poi il 1° memorial Pino Faraca, corsa agonistica che si svolgerà a Cosenza il 14 Maggio su un circuito cittadino con partenza da Corso Plebiscito, alla quale parteciperanno anche vecchie glorie delle due ruote del passato. L’evento sarà preceduto dal 4° Bici in città: una passeggiata ciclistica aperta a tutti e dedicata al papà Francesco.

Pino Faraca lapide01

Pino riposa nel cimitero di Cosenza accanto al papà Francesco

Anche noi ad un anno dalla sua scomparsa vogliamo ricordare Pino Faraca. E lo facciamo riproponendovi il bellissimo ricordo scritto ad un mese dalla sua scomparsa dal fondatore e presidente della società ciclistica “S.C. Fausto Coppi” di Cosenza, nella quale Faraca ha iniziato la sua attività agonistica.

 

C’è qualcuno che, forse per attutire la sua tristezza, vuole consegnare a tutti coloro che lo hanno amato e ne hanno apprezzato le sue doti umane e di grandissimo ciclista, un affettuoso ricordo di Pino, colui che egli ritiene sia stato, senza dubbio, il più valente campione del ciclismo calabrese di quegli anni. Stiamo parlando di Vincenzo Ledonne, fondatore e presidente della “S.C. Fausto Coppi” di Cosenza, società ciclistica creata dallo stesso in onore del “Campionissimo” (grande amore della sua vita) e nella quale il giovanissimo Faraca ha iniziato la sua attività agonistica, maturando e affinando nel tempo la sua formazione ciclistica, aggiudicandosi decine e decine di vittorie regionali e nazionali.

Vincenzo Ledonne è anche autore di volumi dedicati a Fausto Coppi

Classe 1939, Vincenzo Ledonne fin da giovane si appassionò al ciclismo, tanto da praticarlo come atleta fino al 1958 proprio insieme a Francesco Faraca, papà di Pino, diventando successivamente dirigente nelle fila della UVI-FCI e conseguendo abilitazioni nei vari settori operativi, quali Direttore Sportivo, Direttore di Corsa, Giudice e Commissario di Gara nazionale e internazionale. Fu anche il primo a creare una dirigenza provinciale UISP Lega ciclismo, nella provincia di Cosenza. Immenso il suo amore per i giovani dei quali ha curato personalmente la preparazione e che lo hanno ripagato con il conseguimento di diverse vittorie.

Un giovanissimo Faraca corre con la Fausto Coppi di Cosenza

Un giovanissimo Faraca con la storica maglia della società “Fausto Coppi” 

Nel 1974 Vincenzo Ledonne fondò con successo a Cosenza la “S.C. Fausto COPPI”, la società dilettantistica di ciclismo più forte, mai esistita a Cosenza, nelle cui fila militò il compianto Giuseppe Faraca. La società promosse per oltre un ventennio un considerevole movimento per tutte le categorie ciclistiche non solo nella provincia di Cosenza ma in tutta la Calabria (dai bambini fino agli amatori), conquistando un numero impressionante di successi. Ed è appunto il grandissimo affetto che, nel corso degli anni, ha continuato a tenerli legati in un vincolo di amicizia e rispetto, che spinge oggi il “Presidente” (come Pino continuava a chiamarlo) a spalancarci le porte del suo studio per mostrarci tutto quanto è riuscito ad accumulare con amore e passione negli anni, con la speranza, anzi la certezza, di far conoscere meglio, a chi lo desidera, Pino Faraca, la sua vita di uomo e di atleta: dalle prime corse da esordiente fino alle grandi imprese con il passaggio tra i professionisti, le sue innumerevoli vittorie ma anche le sue immense doti tecniche e combattive.

Pino Faraca lapide e ricordo

Faraca era diplomato al liceo artistico ed amava da matti dipingere, per questo si conquistò l’appellativo di ciclista-pittore. Quando smise di correre, infatti, aprì una galleria d’arte proprio nel centro storico di Cosenza e le sue opere, oltre ad essere quotate, ebbero anche un discreto successo. In un’intervista dell’epoca gli chiesero di questo suo amore per tela, colori e pennelli e lui schietto rispose: “dipingere è sempre stata la mia grande passione assieme alla bicicletta. Un giorno, quando smetterò di correre, qualcosa dovrò pur fare. Se vinco una lotteria? Sicuramente compro un quadro di Picasso del periodo blu, magari un arlecchino e lo attacco in salotto”.

Fausto Coppi società

La società sportiva “Fausto Coppi” di Cosenza. Pino Faraca è il 4′ da sinistra

Il “Presidente” ci fa accomodare nel suo studio e quello che ci balza subito agli occhi è l’infinità di targhe, coppe, fotografie, vecchi giornali, libri e appunti di tutti i tipi conservati con cura quasi maniacale in oltre mezzo secolo di ciclismo. Ci sono i due enormi volumi da lui scritti in memoria di Fausto Coppi, ci sono decine e decine di foto in bianco e nero del Campionissimo, che scala le leggendarie vette entrate poi nell’immaginario di ogni appassionato, quelle di Pino Faraca e di altre promesse del ciclismo calabrese di quel periodo. E ci sono anche i tantissimi trofei che la sua società dilettantistica “Fausto Coppi” ha vinto nel corso di quei memorabili anni ’70 nei quali di soldi ce n’erano davvero pochi, ma la passione era tanta, tantissima, soprattutto verso quei giovani ciclisti che Vincenzo ha cresciuto e “forgiato” con amore quasi paterno. Foto ingiallite dal tempo ma colme di ricordi e significato. Istantanee di quando il ciclismo era una bellissima realtà sportiva anche in Calabria.

Le tantissime Coppe vinte dalla società con un giovane Faraca che mostra un trofeo

Faraca con la maglia di Campione Sociale: veniva indossata dal più forte

“Presidente e adesso?” Il suo volto mostra quasi un’espressione di rassegnazione quando ci fa notare che da oltre un decennio oramai in Calabria non esistono più società organizzate e scuole per chi vuole avvicinarsi a questo meraviglioso quanto faticoso sport. Il problema è sempre lo stesso, non c’è nessuno disposto a finanziare e quei pochissimi talenti che vogliono emergere vanno a bussare direttamente alle società del Nord Italia certamente più attrezzate. Eppure i ragazzini sono il futuro dello sport come ricorda lo stesso Ledonne: “è assolutamente necessario diffondere, specie tra i giovani, i valori umani e sportivi incarnati dalla straordinaria esperienza di Fausto Coppi. Di questo sublime campione conservo tante immagini meravigliose ed esaltanti”.

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E di Pino, Presidente, cosa ci dice? I suoi occhi si illuminano e la commozione lo attanaglia quando ci racconta il vissuto sportivo e umano di Giuseppe Faraca: “Pino era un formidabile scalatore ed un eccezionale passista. Ma era anche forte in discesa e molto veloce nelle cronometro. L’artefice principale della sua carriera e suo grande maestro, resterà di sicuro il papà Francesco che lo avviò alle due ruote fin da bambino, anche perché nella  famiglia Faraca da sempre si masticava “pane e bicicletta”. Non solo il papà Francesco, ma ricordo anche gli zii Ippolito e Carmine e tutti i fratelli di Pino. Aveva solo 13 anni quando iniziò a gareggiare nei Giochi della Gioventù imponendosi fin da subito, per le sue doti tecniche e combattive e nelle stagioni 1972 e 1973, partecipò alle finali di Roma. Poi debuttò nella categoria esordienti e successivamente passò prima agli allievi e poi ai dilettanti juniores, dove raggiunse quella maturità che gli permise di collezionare un numero incredibile di successi: 65 vittorie in circa 170 gare disputate. Entrò nella ”Società Sportiva Fausto Coppi” da giovanissimo e vinse tutto quello che si poteva vincere. Nel 1977 si aggiudicò il Giro Ciclistico di Rieti ma soprattutto fece suo il campionato regionale calabrese su strada imponendosi nelle tre prove disputate a Donnici, Belmonte Calabro e Belsito. Vinse anche il campionato regionale Calabrese a cronometro per squadre, correndo insieme ad altre giovani promesse cosentine, come Settembrini e Posterino. I suoi successi fecero velocemente il giro della città, tutti volevano ammirare le gesta di quel giovane ciclista. Ed ogni qualvolta c’erano gare che si disputavano a Cosenza, tutti  scendevano in strada per salutarlo ed acclamarlo”.

Faraca giornali home 02

 

“Era un campione fatto in casa, che correva con un solo obiettivo: attaccare e vincere”

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Rimaniamo ad ascoltare il “Presidente” che ci elenca i tanti successi di Faraca. Facciamo quasi fatica ad annotarli tutti, mentre è incredibile come i suoi ricordi siano sempre vivi nella sua mente, così come tutte le gare disputate da Pino alla fine di quegli anni ’70 anche lontano dalla Calabria: il Giro della Bassa Luigiana, il Giro Internazionale della Brianza, il Trofeo Marmi e il Trofeo Lazzaretti a Grottaferrata solo per citarne alcune: “Pino rappresentava la grande speranza del ciclismo calabrese nel panorama nazionale e perché no, anche internazionale. Da dilettante ottenne numerosi successi anche fuori regione, diventando di gran lunga il miglior giovane dilettante dell’intero meridione. Vinse corse in linea in Puglia, Campania, Sicilia, Basilicata e Lazio. A me che lo allenavo, ma anche ai miei collaboratori, la prospettiva di quel giovanotto modesto ed educato che correva con la maglia azzurra della “Fausto Coppi” era fin troppo chiara: ci trovavamo di fronte un atleta che da lì a poco avrebbe spiccato il volo, trovando spazio nell’elite del ciclismo professionistico. Anche perché un ciclista che arriva al professionismo dalla lontana Cosenza non lo si vede tutti giorni. Basti pensare che dal dopoguerra un solo Calabrese ci era riuscito, il reggino Giuseppe Canale, che però ebbe poca fortuna”. Sempre nella categoria dilettanti nel 1979 ecco arrivare la vera svolta per Pino: fu ingaggiato dalla “G.S. Passerini Colnago”, società lombarda di ciclismo dilettantistico, dove impose da subito la sua forza vincendo in poco tempo, 27 corse prima di approdare finalmente al professionismo.

Foto papa e figlio faraca

Pino Faraca abbracciato da un commosso papà Francesco

Nel 1981 fu ingaggiato dalla “Hoonved – Bottecchia – Herdal” del direttore sportivo Dino Zandegù che da tempo aveva messo gli occhi su quel giovane scalatore cosentino. Spiega Ledonne: “Lo sentii al telefono, come sempre facevo e lui non stava nella pelle dalla gioia. Presidente ce l’ho fatta mi diceva, correrò il Giro D’Italia. Ed io ricordo quel pomeriggio del 22 maggio 1981 lo ricordo come se fosse oggi. La carovana rosa, nella sua ottava tappa, prevedeva l’arrivo proprio a Cosenza dopo 231 km. In città da giorni non si parlava d’altro: tutti lo volevano salutare, tutti volevano acclamare il giovane Faraca diventato professionista. Tutti con gli occhi sulla strada per vederlo tagliare il traguardo nella sua città. E proprio alla sua prima esperienza nel professionismo – continua Ledonne – ottenne quello che ad oggi rimane il suo più grande traguardo: l’undicesimo posto al suo primo Giro d’Italia, piazzamento che gli conferì anche la maglia bianca come miglior giovane, arrivando davanti ad atleti  che nel tempo avrebbero scritto la storia del ciclismo nazionale come Giuseppe Saronni e Moreno Argentin.

Faraca giornali home 04

Faraca in maglia bianca al Giro del 1981

Faraca in maglia bianca al suo primo Giro d’Italia da professionista

Insomma, la favola del giovane Pino Faraca da Cosenza era diventata realtà e la sua ascesa sembrava inarrestabile. Grazie al quel piazzamento finì sul taccuino del commissario tecnico Alfredo Martini, che lo inserì nella papabile rosa di corridori che il 30 agosto dello stesso anno, avrebbero disputato il campionato del mondo su strada a Praga nella Repubblica Ceca. Ed invece la fortuna voltò inaspettatamente le spalle a quella giovane promessa. A seguito di una rovinosa caduta durante il 42’ Giro dell’Appennino, corsa in linea su strada che si svolgeva annualmente tra Liguria e Piemonte, Faraca restò in coma per una settimana, durante la quale il “Presidente” Ledonne si ritrovò spesso al suo capezzale, nell’ospedale di Alessandria dove era ricoverato, con la speranza di scorgere un qualunque cenno di ripresa. Pino si risvegliò appunto dopo 7 giorni, ma da quell’incidente maledetto, per il Faraca ciclista, iniziò un inaspettato e doloroso declino.

Pino Faraca

1986: la Dromedario Laminox, l’ultima squadra professionistica di Faraca

Pino non era più lo stesso anche agli occhi di chi lo aveva visto vincere tanto: lottava si, faticava è vero, si allenava anche duramente, ma le sue pedalate non erano più quelle del ciclista affamato che conoscevamo. Provò invano a riprendersi, ma la sua grande volontà nonostante tutto, non gli permise di recuperare le forze. Disputò il Giro d’Italia 1982. L’anno successivo fu ingaggiato dalla “Dromedario – Alan Sidermec“, ma dopo solo un anno e senza grandi risultati passò a  gareggiare con la maglia della “Ariostea – Benotto”. Infine, nel 1986, il suo ultimo ingaggio da professionista ancora con la “Dromedario – Laminox – Fibok” dove disputò anche il suo ultimo giro d’Italia; dopo di che, diede per sempre l’addio alle corse ritirandosi a vita privata e dedicandosi alla sua amata pittura.

Cosa dire di più, se non ringraziare il Presidente per averci aperto il suo scrigno di ricordi preziosi ed inediti che tutti oggi possono apprezzare e condividere e per averci fatto conoscere il suo amore per il ciclismo, con la speranza che i giovani possano prendere come esempio la favola sportiva e umana vissuta da Giuseppe Faraca.

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Addio Pino, ora la tua fama si è gemellata in cielo con quella del Campionissimo e dove, senza dubbio, ti avrà accolto papà Francesco. Adesso tutte e tre continuerete a percorrere immortali quelle strade luminose che nel tempo vi diedero lustro, fama, successo e amore per questo meraviglioso sport
Il Presidente Vincenzo Ledonne

Pino Faraca bici

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Cosenza: tenta di rubare un motociclo, arrestato 19enne

Il ragazzo è stato tratto in arresto in flagranza di reato

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COSENZA – Un diciannovenne è stato arrestato dai carabinieri mentre si trovava in un cortile privato e tentava di appropriarsi di un motociclo. Il giovane è stato arrestato in flagranza per il reato di tentato furto aggravato.

A Mendicino, invece, i militari dell’Arma hanno dato esecuzione, in esito alla richiesta di aggravamento, all’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 40enne fino a quel momento sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari. Il 40enne, al termine delle formalità di rito, è stato trasferito nella Casa Circondariale, così come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

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Cosenza: primo Consiglio comunale, Mazzuca eletto presidente

Mazzuca eletto con 26 voti. Roberto Sacco e Francesco Spadafora saranno i suoi vice

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COSENZA – È Giuseppe Mazzuca il nuovo presidente del Consiglio, eletto questo pomeriggio con 26 voti, mentre Roberto Sacco e Francesco Spadafora saranno i suoi vice. Tra le preferenze ottenute da Mazzuca anche una della minoranza. A Ivana Lucanto, infatti, solo sei voti e una scheda bianca.  «Cercherò di dare dignità al consiglio comunale. Da domani lavoreremo alla composizione delle commissioni consiliari». Ha detto il neo presidente eletto, seconda carica istituzionale della città.

Un Consiglio senza troppe sorprese, svoltosi secondo l’iter previsto dalla legge. I consiglieri comunali nominati assessori dal primo cittadino hanno dovuto dimettersi dalla carica di consigliere e a loro sono subentrati Antonello Costanzo, Francesco Graziadio, Aldo Trecroci, Francesco Raffaele Fuoridia, Alessandra Bresciani e Daniela Buzzo.

Infine, l’elezione della commissione elettorale che sarà composta da Bianca Rende, Roberto Sacco e Michelangelo Spataro e la nomina di due consiglieri membri della Commissione per l’aggiornamento degli elenchi dei giudici popolari, Chiara Penna e Giuseppe D’Ippolito.

«Proprio da consigliere – ha dichiarato il sindaco Franz Caruso – ho iniziato la mia esperienza politica. Il Consiglio comunale per me sarà tutto unito e spero che nasca da qui il futuro gruppo dirigente della città. Diamo pertanto a Cosenza quanto lei ha dato a noi». Il Consiglio comunale è stato preceduto da un incontro istituzionale tra il sindaco di Cosenza Franz Caruso e le autorità civili e militari della città. Presenti, tra gli altri, il Prefetto Vittoria Ciaramella e le più alte cariche delle forze dell’ordine, il procuratore capo di Cosenza Mario Spagnuolo e il presidente del tribunale, Maria Luisa Mingrone.

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Sanità, Occhiuto: “emendamento per selezionare esperti, lunedì novità sulla Giunta”

All’indomani dalla nomina a commissario della sanità, Roberto Occhiuto: “c’è molto da lavorare”

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CATANZARO – Dopo la nomina arrivata da Palazzo Chigi, Roberto Occhiuto, commissario per la sanità in Calabria è già al lavoro ed annuncia un emendamento per selezionare esperti per il settore. “Stanotte ho dormito – ironizza il presidente parlando con i giornalisti a margine di un incontro alla Cittadella Regionale – mentre non ho dormito qualche notte fa, quando ho avuto assicurazione dal Governo che la mia richiesta di restituire la sanità ai calabresi sarebbe stata accolta in uno dei Cdm successivo alla mia proclamazione. È avvenuto nel primo Cdm. Sono contento. Ora c’è molto da lavorare”.

Occhiuto dunque, da ieri commissario per la sanità ha annunciato di aver “chiesto al Governo e al presidente Draghi in Cdm che si dia attuazione alla sentenza della corte costituzionale che ha bloccato il commissariamento e che prevede che il commissario venga coadiuvato da 25 esperti selezionati dallo stesso commissario e dal governo. Gli esperti non sono mai stati selezionati. In Calabria non è facile trovare delle disponibilità. Ho preparato un emendamento che ho dato al Governo affinché sia più semplice selezionare esperti di grande valore che possano aiutare il commissario”.

“Sceglierò i sub commissari”

“Non avrei accettato di fare il commissario della sanità se non avessi avuto assicurazioni sul fatto che avrò la titolarità a scegliere i sub commissari. Aggiungo che lavorerò in un rapporto di leale collaborazione col governo. E il governo sa che sono un dirigente politico che ha sempre improntato la sua attività ai principi di leale collaborazione anche perché fino a qualche settimana fa sostenevo questo governo come capogruppo di un importante partito di maggioranza”.

Lo ha detto Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e neo commissario per la Sanità in Calabria”. “Ho chiamato il prefetto Guido Longo per ringraziarlo – ha aggiunto Occhiuto – e nel pomeriggio mi vedrò con lui. Ci sarà un passaggio delle consegne ed entro una decina di giorni proporrò i miei nomi per i sub commissari”.

“I commissari delle aziende verranno valutati. Noi faremo delle scelte di merito. Riunirò i consiglieri regionali di maggioranza, subito dopo la formazione della giunta, e gli dirò che valuterò anche loro in ordine alla capacità di tenere fuori la politica dal governo della sanità. La politica deve essere fuori e dare legittimamente dei suggerimenti ma la gestione del settore deve essere zona franca”. “Lavorerò alla riorganizzazione del Dipartimento Salute – ha aggiunto Occhiuto – perché altrimenti le aziende sanitarie sono considerate come tante monadi senza alcun coordinamento. E poi si dovrà lavorare sulla spesa delle risorse che la Regione possiede per investirle sul territorio. Sia le risorse disponibili nell’esiguo bilancio del fondo sanitario regionale, sia le risorse del Pnrr”.

“Sulla nuova Giunta notizie entro lunedì”

Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, ha risposto alle domande dei giornalisti sulla composizione del nuovo esecutivo, a margine di un’iniziativa alla Cittadella regionale. Occhiuto, malgrado le insistenze dei cronisti, non ha inteso aggiungere niente altro.

Gestione Covid

“Sono molto dispiaciuto perché qualche occasione l’abbiamo persa. L’altro giorno ho partecipato alla Conferenza delle Regioni e, per esempio, sulle risorse che il governo deve dare per il Covid ho scoperto che la media delle richieste che le Regioni hanno fatto è di 130 euro ad abitante. La Regione che ha chiesto di più è l’Emilia Romagna con 170 euro mentre la Calabria ha chiesto solo 46 euro ad abitante. Se avesse chiesto 146 euro ad abitante avremmo avuto 100 milioni in più per la nostra sanità”.  “In questo ultimo anno la Regione – ha aggiunto Occhiuto – è stata governata chiaramente a regime ordinario. Non c’era un presidente eletto, ai tavoli del Governo e delle Regioni è mancata l’autorevolezza di un presidente eletto direttamente dai calabresi: così non sarà più”.

 

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