Il Cosenza Calcio va in ferie, pregando per il ripescaggio

COSENZA – Si è chiusa ieri tra sorrisi, alcuni autentici, alcuni forzati l’avventura 2012/2013 del Nuova Cosenza Calcio.

A festeggiare insieme a calciatori anche il presidente Guarascio, mentre Mosciaro si improvvisa giornalista e con un microfono in mano chiede lumi a Marano su quel ‘maledetto’ rigore di domenica che non ha portato il pallone in rete. Nel cuore del centro storico di Cosenza, a Palazzo Campagna, l’entourage rossoblù si è riunito per congedarsi dalla stagione calcistica appena trascorsa. Guarascio in veste di buon padre di famiglia ha parlato con i ‘ragazzi’ del futuro della squadra promettendo di voler costruire un avvenire migliore per il team silano e di provvedere al pagamento degli stipendi arretrati. È la prima volta che il patron del Cosenza Calcio si concede alla squadra confrontandosi in maniera armoniosa e paritaria lasciandosi sfuggire qualche allegra battuta: “I miei familiari – ha detto il presidente nel corso della serata in una dichiarazione riportata sul sito ufficiale del team rossoblù – mi prendono in giro e dicono che ormai penso solo al Cosenza Calcio… In effetti un fondo di verità c’è perchè ormai da qualche tempo le vicende legate al Cosenza mi assorbono sempre di più e a me non dispiace affatto, anzi… Ho già avuto modo di dire che vincere è bello dappertutto ma vincere in una piazza come Cosenza dev’essere indimenticabile e io ho tutta la volontà di provare queste emozioni, così com’è accaduto domenica sera al San Vito. Non avevo mai visto niente di simile dal vivo e mi hanno riferito che Cosenza è capace di fare molto, molto di più… Volete sapere se questa del Cosenza è una malattia? Sì – ha risposto sorridendo Guarascio – una malattia che non va più via, come cantano i nostri tifosi!”.