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Reggina, Barillà: ‘Siamo sulla strada giusta.’

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Ai microfoni di Regginacalcio.com, il sito ufficiale della società amaranto, Nino Barillà, ormai un veterano nonostante la giovane età (24 anni),

ha parlato di vari aspetti legati al momento della squadra.

L’UTILIZZO E LA POSIZIONE- “La fiducia voglio conquistarmela ogni giorno sul campo, nel pieno rispetto di tutti i miei compagni. A centrocampo siamo in tanti, il livello della competizione è alto e richiede sempre il massimo sacrifico per emergere. Non mi piace considerarmi un titolare fisso, parto sempre alla pari con tutti gli altri ed è solo il mio rendimento quotidiano a poter orientare le scelte del mister. Il nuovo ruolo? Mi piace molto, mi permette di esser sempre nel vivo del gioco, in entrambe le fasi”.

LA SCONFITTA DI VERONA – “Non è stata così negativa. Parlo della prestazione, naturalmente. Siamo rimasti in piedi, nonostante l’avversario, nonostante episodi negativi che, in un contesto del genere, avrebbero potuto scoraggiare qualunque squadra. Sarebbe stato più facile abbattersi, invece ci siamo riorganizzati ed abbiamo tenuto testa al Verona, giocando da squadra, senza scomporci, collezionando angoli, restando davanti a loro nel possesso palla, nel tempo trascorso nella loro metà campo, pur senza creare tantissimi pericoli.Ci sono stati errori, questo è certo ma cresciamo anche passando da gare come questa. Vogliamo ripartire dagli aspetti positivi, sono sicuro che questa squadra stia crescendo e tutti abbiamo la netta sensazione di aver intrapreso la strada giusta per dare soddisfazioni ai nostri tifosi. Siamo andati in casa di una delle squadre più forti del campionato a giocarcela alla pari, senza aspettarli. Questo tipo di approccio, voluto dal mister, dà fiducia al gruppo, accresce l’autostima: sono proprio curioso di vedere quante altre squadre, d’ora in avanti, andranno cosi a viso aperto al Bentegodi…”.

CERAVOLO – “Conosciamo bene Fabio, io forse più di tutti. Prima di esser un compagno di squadra, è un amico. Lo conosco da lunghissimo tempo e so che è un ragazzo riservato, timido, che si è fatto incalzare dalle domande del giornalista che l’hanno portato a dire cose che non pensa. Ci metto la faccia garantendolo, sono pronto a metter la mano sul fuoco: quell’intervista non rispecchia il reale pensiero di Fabio.
Non esiste nessun caso: Fabio è un buono e si è lasciato trascinare, sbagliando naturalmente. Ma deve stare sereno perchè tutti, la società, il mister e noi compagni, sappiamo come stanno veramente le cose e siamo tutti con lui. Dimostrerà ancora sul campo quanto tiene alla nostra maglia e quanto è coinvolto nel nostro progetto”.

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