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La Lega di Serie B omaggia Marulla “Una storia eterna che lega Gigi alla sua gente”

Sette anni fa moriva a soli 52 anni Gigi Marulla, l’attaccante simbolo del Cosenza Calcio rimasto nel cuore di tutti i tifosi

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COSENZA – Sette anni fa, mentre si trovava in vacanza a Cetraro, moriva a soli 52 anni Gigi Marulla, l’attaccante simbolo del Cosenza Calcio rimasto nel cuore di tutti i tifosi. Nel giorno della sua scomparsa la Lega di Serie B ha voluto celebrare il bomber di Stilo a cui è stato intitolato lo stadio San Vito, nel quale segnò decine di goal memorabili e fece innamorare almeno due generazioni e tifosi rossoblu. Con 91 reti segnate i 330 presenze in campionato, rimane l’attaccante più prolifico nella storia del club calabrese. Dopo aver appeso le scarpe la chiodo Marulla aveva allenato Il Cosenza tra Primavera e prima squadra . C. In carriera aveva vestito anche le maglie di Acireale, Avellino e Castrovillari, dove ha chiuso la carriera nel 1999.

“È il 26 giugno 1991 e in Serie B si gioca lo spareggio tra Salernitana e Cosenza per decretare chi sarà destinato a retrocedere e chi restare in cadetteria. A Pescara, davanti ad oltre 12.000 spettatori, la partita la risolve Marulla che sigla un gol che è leggenda. Il Cosenza ottiene la salvezza, la Salernitana è in C1. Quella rete, però, è stata capace di trascendere il peso sportivo: è il momento in cui le storie di “Gigi” e dei Lupi Silani si legano indissolubilmente per restare abbracciate per l’eternità solo una magnifica cornice di un quadro molto più ricco di significato che i protagonisti di questa storia hanno dipinto in 11 stagioni, suddivise in due periodi distinti.

Un idolo in campo e un uomo umile fuori.

Uno “del popolo”. Una dimensione, uno status complesso da raggiungere, ma che Marulla riusciva a vivere ed alimentare semplicemente essendo se stesso. È questo il ricordo che tutti i cosentini hanno di quel calciatore, poi divenuto amico, nato in un paesino in provincia di Reggio Calabria e adottato da tutta Cosenza che lo rese cittadino di fatto e massimo rappresentante sportivo della piazza in tutta Italia.

“E Marulla segna ancora e la Curva si innamora”: questo uno dei cori che il San Vito, poi co-intitolato proprio a Gigi, intonava durante le partite casalinghe del Cosenza.

L’innamoramento, l’immedesimazione e la passione: temi che si rincorrono costantemente nel corso di questa storia, che ritornano ciclicamente, che nei fatti sono sempre lì presenti nella mente di ogni cosentino. Tutt’oggi il ricordo di Marulla campione e guerriero in campo riecheggia vivido nei pensieri di ogni singolo tifoso rossoblù che ricorda il protagonista di mille battaglie per la salvezza e di campionati giocati sfiorando la Serie A (sfumata nel 1992 per soli due punti con Reja in panchina ad esempio).

Un legame, quello tra Marulla e il Cosenza, che in quel maledetto 19 luglio 2015 si piega ma non si spezza, anzi, va ad ascriversi nell’eternità: il dolore immenso per la scomparsa di Gigi Marulla si trasforma in amore assoluto, incondizionato ed eterno per colui che ha reso grande e orgogliosi tutti i cosentini.

Ai funerali di Marulla, tra la disperazione e l’incredulità dettata dalla situazione, la sensazione non è quella del divo salutato dal suo popolo, come spesso accade per le icone calcistiche capaci di diventare soggetti in cui identificarsi, ma quella più umana descrivibile con un ossimoro: c’è un silenzio assordante in quel giorno.

La gente di Cosenza saluta Gigi a suo modo: un rappresentante umile e grandioso meritevole di essere ricordato per sempre per la sua semplicità.

“L’antidivo che non si è mai sentito una star, non è mai stato troppo vanitoso e non si è dato mai delle arie. Io lo definisco un giocatore del popolo”. Parole di Kevin Marulla che, in una frase, ha racchiuso tutto ciò che papà Gigi è stato. Un antidivo in cui la sua gente si identifica ancora oggi, in modo anche formale oltre che passionale: Marulla infatti è concittadino onorario. Kevin è dal 2013 il Team Manager del Cosenza: il nome dei Marulla presente come una costante dai contorni fiabeschi nella storia del club. Una storia eterna che legherà per sempre Gigi alla sua gente.

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Il Cosenza blinda il portiere Matosevic. Contratto fino a giugno 2024

Il portiere sloveno, nato a Capodistria il 5 giugno 1997, ha firmato un accordo fino al 30 giugno 2024

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COSENZA – La Società Cosenza Calcio comunica di aver rinnovato l’accordo per il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Kristjan Matoševič. Il portiere, nato a Capodistria (Slovenia) il 5 giugno 1997, ha firmato un accordo fino al 30 giugno 2024. L’estremo difensore giunto nel Cosenza nell’ottobre 2020 dalla Triestina, finora ha collezionato 22 presenze in maglia rossoblù tra campionato, play out e Coppa Italia. Complimenti Kristjan!

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Le lacrime di Di Marzio per i lupi di papà Gianni e l’amore dei tifosi. Presentato il Cosenza

Una serata dai brividi, gioiosa e colorata che ha avuto come ospite d’onore Gianluca Di Marzio. A suo papà Gianni sarà dedicato il piazzale del Marulla

Marco Garofalo

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COSENZA – Erano almeno 4mila i tifosi a accorsi ieri sera in Piazza dei Bruzi per assistere alla presentazione del Cosenza Calcio edizione 2022-2023. Una serata dai brividi che ha avuto come ospite d’onore Gianluca Di Marzio, figlio dell’indimenticato allenatore del Gianni, artefice della storica promozione in Serie B nella stagione 1987-1988. E Gianluca, oggi affermato giornalista sportivo, quella stagione l’ha voluta ricordare e rivivere, leggendo una lunga lettera con i ricordi di un 14enne. L’età che aveva in quella lontana stagione di Serie C, quando suo papà Gianni entrò di diritto nel cuore di tutti i tifosi del Cosenza grazie a quella indimenticabile cavalcata ed una squadra straordinaria. Gianluca legge e ripercorre tutti i momenti vissuti con suo padre, i tanti aneddoti, una città colorata e goliardica, tutti i calciatori, i tifosi storici e gli amici che oggi non ci sono più. I presenti accorsi a Piazza dei Bruzi si spellano le mani e omaggiano Gianni con cori e un eloquente striscione “Di Marzio nel cuore”.

Gianluca piange e si commuove, anche quando il Sindaco Caruso annuncia che a suo padre sarà dedicato il piazzale antistante lo stadio Marulla. E dopo il saluto del DS Gemmi, che annuncia altri arrivi in organico, quello del presidente Guarascio (qualche fischio per lui), tocca ai protagonisti salire sul palco. Vengono chiamati tutti i calciatori che ricevono gli applausi e i cori dei tifosi. Applausi che fanno ancora più fragorosi per bomber Larrivey, per il portiere Matosevic ma soprattutto per i due gioielli Florenzi e Zilli. L’ultimo a salire sul palco e il tecnico Davide Dionigi che ringrazia tutti i tifosi e promette impegno e dedizione. Il resto è colore e festa per una tifoseria pronta ad acclamare i lupi in questa nuova difficile stagione di Serie B oramai alle porte.

 

 

 

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Coppia Italia, Cosenza eliminato dal Bologna. Decide un gran goal di Sansone nella ripresa

Dopo un primo tempo chiuso sullo zero a zero decide un goal di Sansone che batte Matosevic con un destro da fuori area

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BOLOGNA – Il Bologna ricomincia come aveva finito la scorsa stagione: faticando a trovare la via del gol, per merito di un buon Cosenza, bravo a difendersi con ordine anche se dalla cintola su, la truppa di Dionigi ha faticato molto, non riuscendo praticamente  mai a rendersi pericolosa. La differenza di categoria si è vista tutta, con i padroni di casa costantemente nella metà campo del Cosenza a cercare la via della rete, che arriva solo nel secondo tempo e che permette al Bologna di strappare il pass per i sedicesimi di Coppa Italia (i felsinei affronteranno il Cagliari). La squadra di Mihajlovic ha concretizzato un predominio di gioco e occasioni che vede però De Silvestri divorarsi tre occasioni, Arnautovic un paio. Al festival delle occasioni mancate partecipano anche Dominguez, e Sansone, che poi si fa perdonare a metà del secondo tempo con un destro da fuori area all’angolino basso al 65′. Da lì al triplice fischio non succede praticamente più nulla. Per il Cosenza c’è ancora molto da lavorare nonostante si veda la mano del tecnico. La squadra tiene il campo grazie, occupa bene gli spazi, ma manca ancora di qualità e di innesti importanti.

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BOLOGNA (3-4-2-1): Skorupski; Soumaoro, Medel, Bonifazi; De Silvestri (36’ st Cambiaso), Dominguez(26’ st Aebischer), Schouten, Lykogiannis; Soriano (36’ st Vignato), Sansone (26’ st Barrow); Arnautovic
A disposizione: Bagnolini, Bardi, Motolese, Amey, Angeli, Stivanello, Kasius, Mbaye, Urbanski, Raimondo, Orsolini
Allenatore: Mihajlovic

COSENZA (4-3-3): Matosevic; Rispoli (21’ st Martino), Vaisanen, Rigione, Panico; Florenzi, Voca, Vallocchia (33’ st Zilli); Brignola (39’ st Prestianni), Larrivey (21’ st Butic), D’Urso (33’ st D’Urso)
A disposizione: Sibilano, Lai, Meroni, Venturi, Hristov, La Vardera, Brescianini, Kongolo, Zilli, Arioli. Allenatore: Dionigi 6.

RETE: 20’ st Sansone.

ARBITRO: Camplone di Pescara

NOTE: Spettatori: 10706; Incasso: 99.021

Ammoniti: Schouten, Panico, Arnautovic, Venturi

Recupero: 2′ pt; 4′ st.

Angoli: 6-5 per il Bologna.

Recupero: 2’ pt, 4’ st.

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