Caso Santapaola jr. Il PM chiede il processo per Eugenio Guarascio e Mezzina - QuiCosenza.it
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Caso Santapaola jr. Il PM chiede il processo per Eugenio Guarascio e Mezzina

I due sono accusati di maltrattamenti in famiglia in relazione al caso dell’esclusione del diciassettenne messinese Santapaola jr

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COSENZA – Il sostituto procuratore di Cosenza Donatella Donato ha chiesto il rinvio a giudizio per il presidente del Cosenza Eugenio Guarascio e per il coordinatore tecnico del settore giovanile della squadra calabrese Sergio Mezzina. I due sono accusati di maltrattamenti in famiglia in relazione al caso dell’esclusione del diciassettenne messinese Pietro Santapaola jr dalle giovanili del Cosenza Calcio per il suo cognome, dunque i rapporti di parentela con il boss mafioso catanese Nitto, e i guai giudiziari del padre. L’udienza preliminare è fissata per il prossimo 6 settembre.

Pronipote di un noto boss del catanese Nitto Santapaola, il padre di Pietro era stato condannato in primo grado a 12 anni di carcere per mafia. E proprio il suo cognome sarebbe diventato ‘ingombrante‘ tanto da essere stato sospeso dalla squadra rossoblu e costretto ad allenarsi da solo. La vicenda che riguarda il giovane Pietro Santapaola fu raccontata dall’avvocato siciliano Salvatore Silvestro, che interessò la giustizia civile e sportiva, sostenendo che il ragazzo venne “emarginato dalla squadra esclusivamente alla luce dei precedenti del padre”. L’avvocato presentò una denuncia ai carabinieri di Messina e trasmise gli atti anche alla Procura di Cosenza. Secondo l’avvocato, i primi giorni di marzo avrebbe ricevuto un messaggio nel quale era chiara la volontà del club di rescindere il suo contratto. Inoltre, la decisione, non gli fu comunicata dal presidente, bensì da altri dirigenti. Dopo che il caso finì su tutti i giornali, la società rossoblu e il presidente del Cosenza Calcio Eugenio Guarascio reintegrarono successivamente il calciatore.

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Centrati tre titoli italiani, Cosenza Corse tra le scuderie più vittoriose

Una tripletta importante per la Cosenza corse che non ha alcuna intenzione di accontentarsi ma intende rilanciarsi in vista della prossima stagione motoristica

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COSENZA – Il Campionato Italiano Velocità Montagna ha regalato emozioni particolari alla Cosenza Corse che alla fine della stagione, ha ottenuto ben tre titoli tricolore. Una tripletta entusiasmante che conferma, ancora una volta, la bontà del lavoro che la scuderia cosentina porta avanti da tempo individuando e facendo crescere piloti che riescono, nonostante le tante difficoltà, ad imporsi in campo nazionale con performance di altissimo livello.  I tre titoli, che portano la firma di Eusebio Arduino, Salvatore Francesco Mondino e Giuseppe Recchia, catapultano la Cosenza Corse nel lotto delle scuderie più vincenti d’Italia.

Scendendo nel dettaglio arriva ancora una conferma da parte di Eusebio Arduino che si porta a casa il titolo di campione italiano nella classe Racing Start 1600 Plus. Arduino si è lasciato tutti alle spalle tutti i rivali guidando in maniera quasi perfetta la sua Citroen Saxo VTS. Una guida attenta e senza fronzoli che gli ha permesso anche di aggiudicarsi il primo posto anche nel Gruppo RS Plus Aspirate proiettandolo di diritto nel gotha dei piloti più performanti e puliti nella guida d’Italia.

Decisamente al sopra delle aspettative anche la stagione di Salvatore Francesco Mondino, giovane pilota di Luzzi, che ha portato la sua Peugeot 106 1.3 Rally a staccare il pass tricolore nella classe Racing Start 1400 con una gara d’anticipo (quattro vittorie e tre secondi posti) coronando una stagione strepitosa che lo ha visto sempre protagonista.

Titolo italiano e grande soddisfazione per Giuseppe Recchia che a bordo della sua filante Fiat 600 Sporting, da debuttante, ha lasciato un segno indelebile nella categoria Racing Start 1150. Nessuna emozione ma tanta freddezza e concretezza gli hanno permesso di concentrarsi su un obiettivo che gara dopo gara è diventato una piacevolissima realtà.

Una tripletta importante, dunque, per la Cosenza corse che tramite Gaetano Tropea, uno dei suoi storici dirigenti, sembra non volersi accontentare ma intende rilanciare in vista della prossima stagione motoristica. «Nonostante le tante difficoltà con cui conviviamo siamo riusciti a fare qualcosa di veramente importante – afferma Tropea – Questo deve rappresentare un punto di partenza perché vogliamo alzare l’asticella grazie alla qualità dei nostri piloti che hanno dimostrato di essere particolarmente veloci».

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Camigliatello, un successo la 4 giorni del Campus estivo di ginnastica artistica e ritmica

L’evento, organizzato dal CSAIN con la fondamentale collaborazione della Kodokan 1973, ha visto la presenza di 150 tra atleti e tecnici

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SPEZZANO DELLA SILA (CS) – Una quattro giorni di successo quella che si è svolta a Camigliatello Silano. Un Campus estivo di ginnastica artistica e ritmica, organizzato dal CSAIN del presidente Amedeo Di Tillo, ma con la fondamentale collaborazione dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Kodokan 1973. Circa in 150, tra atleti e tecnici, hanno partecipato alla 4 giorni silana, provenienti dalla Calabria, dalla Basilicata e dalla Campania, con duri allenamenti sia al mattino che nel pomeriggio. Alla sera, invece, svago e divertimento.

Soddisfatto, per l’ottima riuscita della manifestazione, il tecnico federale Sandro Mangiarano della Asd Kodokan 1973. «Per il secondo anno consecutivo, abbiamo avuto un enorme successo. Sono molto soddisfatto del lavoro fatto dai ragazzi. Hanno messo tanto impegno sotto la sapiente guida di tecnici che hanno conquistato numerose medaglia a campionati Mondiali, Olimpiadi e Giochi del Mediterraneo. Essere allenati da loro è una fortuna, ed hanno appreso tanto dai loro insegnamenti e consigli».

Erano presenti i tecnici Elisabetta Preziosa, Alessia Praz, Giuseppe Cascone, ElenaVarallo, Alessia Lucia Marchetto e Artan Vukatana. «I nomi parlano da soli – continua Sandro Mangiarano – La loro esperienza ci ha fatto crescere tantissimo, dando quel qualcosa in più agli atleti che sicuramente ne faranno tesoro». Ma l’Asd Kodokan 1973, di certo, non si ferma qui. Intanto è partita la nuova stagione con un vero e proprio boom di atleti che hanno deciso di far parte della famiglia della Kodokan, sia per quanto riguarda la Ginnastica Artistica e sia per la Ginnastica Ritmica. «Si, siamo molto soddisfatti – afferma Mangiarano -. Abbiamo organizzato due Open Day che hanno avuto molto successo e per il momento ci siamo fermati, ma ce ne saranno altri durante l’anno agonistico».


Da piccoli è difficile stabilire se un bambino è portato ad una o all’altra disciplina? «Alla fine è più facile di quanto si pensi – afferma sorridente Mangiarano -. Più un bambino è vivace e si diverte a giocare saltando o facendo capriole, più è portato alla Ginnastica Artistica, mentre se al bambino piace ballare è sicuramente portato alla Ginnastica Ritmica».  Per quanto riguarda la palestra, l’Asd Kodokan ha dotato della stessa di attrezzature all’avanguardia per far allenare al meglio i suoi atleti. «Quest’anno abbiamo implementato le attrezzature – conclude Mangiarano -, con una Trave olimpica, una Pedana olimpica, una Parallela olimpica e tanti altri piccoli attrezzi per dare la possibilità ai nostri atleti di avere a disposizione un’attrezzatura all’avanguardia e anche per essere utilizzate nelle varie competizioni che organizzeremo nella nostra palestra».

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Circolo Velico Santa Venere, atleta calabrese nel campionato Italiano di kite foil

Tra venerdì e domenica scorsi, a Torre Annunziata a ridosso del fortunale che ha investito mezza Italia e ha causato tanti danni una gara in condizioni molto difficili

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VIBO VALENTIA – Si chiama Flavio Ferrone, l’atleta di kite foil del Circolo Velico Santa Venere di Vibo e Tropea, che si è aggiudicato un’altra tappa del Campionato Italiano di kite foil. Tra venerdì e domenica scorsi, a Torre Annunziata, in Campania, a ridosso del fortunale che ha investito mezza Italia e ha causato tanti danni. Le condizioni erano molto difficili: 30 nodi di vento perturbato e due metri di onda, che hanno reso le vele molto instabili. A ciò si sono aggiunti i fiumi in piena che hanno riversato in mare una quantità di detriti e rifiuti, veri e propri ostacoli per i concorrenti che sfrecciavano a velocità impressionante. Tra gli atleti si sono verificati diversi infortuni con conseguenti numerosi abbandoni per ritiro.

Con la vela più piccola per via del vento, una 9 metri, Flavio ha iniziato in sordina, con un 1,2,2 3 in classifica. Dopo la 4ì prova, la giuria ha deciso di interrompere la competizione, saltando un giorno di regate. Domenica però, il vento si è assestato su 16 nodi, condizioni ottimali per Flavio, che ha infilato tre primi posti di seguito. Dominatore assoluto della classifica si è portato a casa la vittoria di questa terza tappa dal Campionato Italiano, con grande orgoglio per il circolo vibonese.

Il kite foil

E’ una nuova disciplina, che richiede equilibrio e concentrazione. Si possono raggiungere oltre 40 nodi di velocità, per cui gli atleti sono protetti da casco, esoscheletro , gomitiere e ginocchiere. Flavio Ferrone, atleta romano che corre con i colori calabresi, sa bene quanto sia pericoloso questo sport, infatti studia fisioterapia all’università con l’intento di applicarla a quest’ambito. Per ora però, speriamo che continui come concorrente.

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