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Cosenza, la resa finale di una stagione amara. Rossoblu retrocessi in Serie C

Cosenza sconfitto 2 a 0 a Pordenone saluta la Serie B dopo 3 stagioni tornando nell’inferno della Serie C

Marco Garofalo

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LIGNANO SABBIADORO (UD) – Cala il sipario sulla regular season di Serie B che questo pomeriggio ha emesso gli ultimi verdetti sia in testa che in coda. A far compagnia all’Empoli in serie A ci sarà la Salernitana, mentre in coda, oltre a Entella, Pescara e Reggiana la quarta retrocessa è il Cosenza, che non solo non riesce nell’impresa di battere a domicilio i neroverdi, ma torna a casa con una nuova sconfitta, questa volta determinate visto che permette al Pordenone di centrare la salvezza diretta, mentre per i rossoblu si spalancano le porte della Serie C, dopo tre stagioni. La squadra di Occhiuzzi, arrivata con l’acqua alla gola, si giocava l’ultima disperata possibilità di poter disputare i play-out salvezza ed evitare la retrocessione diretta. Ma in una partita che valeva una stagione, sono emersi i soliti limiti della squadra e la speranza è durata poco più di un tempo, spezzata dal goal di Butic a metà secondo tempo e dall’autogoal di Crecco in pieno recupero (con il Cosenza ridotto in 10 per il doppio giallo a Tiritiello) a chiudere nei peggiori dei modi un’annata balorda, iniziata male e finita peggio.

 

Poche occasioni, il Cosenza non sfonda

Gara delicatissima per entrambe le squadre, anche se il Pordenone ha il vantaggio di due risultati su tre. E sono proprio i ramarri a partire meglio e a costruire al 3′ la prima occasione da goal con un destro centrale di Zammarini che Falcone respinge in angolo. Sul corner successivo batti e ribatti in area con un mischione che si conclude con il tiro di Bassoli bloccato ancora da Falcone. Occhiuzzi di affida in avanti a Carretta, all’ex Tremolada e alla freschezza del giovane Sueva, ma il Cosenza almeno fino alla mezz’ora non riesce praticamente mai a creare problemi alla porta di Perisan. Solo l’ex Tremolada, con un sinistro debole sul fondo e una conclusione alta, tenta di creare qualcosa. Gli ultimi minuti del primo tempo il Cosenza cresce ma resta uno sterile possesso palla e ma si va al riposo senza reti.

Butic spegne qualsiasi speranza. Cosenza in C

La ripresa si apre senza cambi e come accaduto nel primo tempo l’inizio è nuovamente a favore dei padroni di casa alla conclusione con un destro di Magnino che da posizione angolata non riesce a inquadrare la porta. Cresce il nervosismo. A farne le spese il DS del Pordenone espulso per proteste. Al 53′ si fa male Sueva che cade male dopo un contrasto. Occhiuzzi butta nella mischia Trotta. Al 58′ la prima vera occasione del match costruita dal Cosenza con un’accelerazione di Carretta sulla destra e il cross in area per il colpo di testa di Crecco che anticipa Camporese ma il suo colpo di testa di perde di poco fuori. Dall’altra parte proprio Camporese stacca di testa e colpisce la traversa ma era in posizione di fuorigioco. I minuti passano con il Cosenza che prova in tutti i modi a trovare un pertugio nella retroguardia del Pordenone che rischia al 73′ quando Trotta (entrato al posto dell’infortunato Sueva) si fionda su un cross di Sciaudone e riesce a deviare di testa con il pallone che si perde di poco alla destra di Perisan. Ma al 78′ arriva la doccia gelata con il vantaggio del Pordenone. Errore di Ingrosso che si perde Ciurria che entra in area e offre un assist facile facile al neo entrato Butic che da due passi fa secco Falcone. Occhiuzzi si gioca il tutto per tutto buttando nella mischia anche il rientrante Mbakogu. Al minuto 84′ intervento con il gomito alto di Tiritiello che si becca il secondo giallo e viene espulso chiudendo in pratica qualsiasi residua speranza. In pieno recupero l’autogoal di Crecco che sancisce il 2 a 0 e la retrocessione del Cosenza.

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PORDENONE CALCIO (4-3-1-2): Perisan, Vogliacco, Calò (59′ Pasa), Musiolik (75′ Butić), Ciurria, Magnino (Barison), Misuraca (Scavone), Bassoli, Camporese, Zammarini, Falasco
Panchina:Bindi, Berra, Stefani, Barison, Pasa, Biondi, Finotto, Scavone, Mallamo, Butic, Chrzanowski, Rossetti
Allenatore: Maurizio Domizzi

COSENZA (3-4-1-2): Falcone, Tiritiello, Carretta, Sciaudone, Legittimo (83′ Mbakogu), Tremolada (73′  Sacko) , Gliozzi, Kone (83′ Corsi) , Crecco, Ingrosso, Sueva (53′ Trotta)
Panchina: Matosevic, Saracco, Corsi, Idda, Mbakogu, Sacko, Bouah, Schiavi, Vera, Trotta, Antzoulas, Petrucci
Allenatore: Roberto Occhiuzzi

Arbitro: Signor Michael Fabbri di Ravenna
Assistenti: Signor Filippo Valeriani di Ravenna e Alessandro Lo Cicero di Brescia
IV Uomo: Signor Manuel Volpi di Arezzo

Ammoniti: Musiolik (P), Tiritiello (C), Bassoli (P),  Misuraca (P), Scavone (P)
Espulsi: Tiritiello (C)

Angoli: 6-2
Recupero: 1′ p.t. – 5′ s.t.

Note: Pomeriggio soleggiato e primaverile A Lignano Sabbiadoro con una temperatura di circa 22 gradi. Terreno del Guido Teghil in ottime condizioni, gara a porte chiuse per le disposizioni anti-covid. Al 47′ del secondo tempo espulso per proteste il DS del Pordenone Berrettoni. Al 70′ stessa sorte per il vice di Occhiuzzi Ivan Moschella.

Foto Home Pordenone calcio

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La pallavolo calabrese si prepara a vivere due giornate storiche

I vertici della pallavolo nazionale si riuniranno in Calabria domani e sabato per il consiglio federale, con lo sguardo proiettato verso Tokyo

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VIBO VALENTIA – Domani e sabato 19 giugno Vibo ospiterà il consiglio federale della Federazione Italiana Pallavolo con i massimi vertici della pallavolo italiana a poche settimane dall’evento clou dell’anno, le Olimpiadi di Tokyo. Il consiglio federale in Calabria rappresenta inconfutabilmente un riconoscimento al lavoro svolto in questi 16 anni dal presidente Carmelo Sestito e dai dirigenti che lo hanno affiancato in questo lungo cammino. A Vibo arriveranno il presidente della FIPAV Giuseppe Manfredi, i due vicepresidenti Adriano Bilato e Luciano Cecchi, i consiglieri Davide Angelo Anzalone, Silvia Strigazzi, Letizia Genovese, Eugenio Gollini, Elio Sita’, Felice Vecchione, Francesco Apostoli, Gianfranco Salmaso. Inoltre ci sarà anche Renato Arena, siciliano di Enna, vice presidente senior della Cev (la federazione pallavolistica europea) e vicepresidente della Fivb (la federazione pallavolistica mondiale).

«Ringrazio il presidente Manfredi ed il segretario generale Alberto Rabiti – ha sottolineato il presidente della Fipav Calabria Carmelo Sestito – che nei due anni precedenti avevano già provato ad organizzare il consiglio federale qui in Calabria, ma la pandemia ha bloccato tutto. La pallavolo in Calabria continua a lavorare di squadra con l’obiettivo di superare la pandemia e lavorare con comitati territoriali e società per fare rete e sinergia in vista del prossimo futuro».

D’altronde la Calabria in questi anni, nonostante le innumerevoli difficoltà, ha sempre recitato un ruolo importante mostrando vitalità e capacità organizzative fuori dal comune. Ed è per questo che la Fipav Calabria ha avuto la possibilità di organizzare competizioni di rilevanza nazionale ed internazionale così come avvenuto a Pasqua con il torneo di qualificazione WEVZA ai Campionati Europei Under 17 maschili. E ancora, proprio in queste settimane la Calabria è il teatro di tutte le finali interregionali giovanili (Under 15, 17, 19 maschili e femminili) che mettono in palio il pass alle finali nazionali e che ai nastri di partenza vede le migliori squadre di Calabria, Puglia e Sicilia.

Proprio nel fine settimana scorso a Vibo si è giocata la finale interregionale Under 17 maschile che ha visto lottare la Tonno Callipo, la Gupe Catania e la Volley Altamura con quest’ultima che ha conquistato la qualificazione alle finali di categoria. Calabria, dunque, protagonista ai massimi livelli sia a livello federale che di club con la Tonno Callipo ai nastri di partenza nuovamente nel campionato di SuperLega.

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Caso Santapaola jr. Il PM chiede il processo per Eugenio Guarascio e Mezzina

I due sono accusati di maltrattamenti in famiglia in relazione al caso dell’esclusione del diciassettenne messinese Santapaola jr

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COSENZA – Il sostituto procuratore di Cosenza Donatella Donato ha chiesto il rinvio a giudizio per il presidente del Cosenza Eugenio Guarascio e per il coordinatore tecnico del settore giovanile della squadra calabrese Sergio Mezzina. I due sono accusati di maltrattamenti in famiglia in relazione al caso dell’esclusione del diciassettenne messinese Pietro Santapaola jr dalle giovanili del Cosenza Calcio per il suo cognome, dunque i rapporti di parentela con il boss mafioso catanese Nitto, e i guai giudiziari del padre. L’udienza preliminare è fissata per il prossimo 6 settembre.

Pronipote di un noto boss del catanese Nitto Santapaola, il padre di Pietro era stato condannato in primo grado a 12 anni di carcere per mafia. E proprio il suo cognome sarebbe diventato ‘ingombrante‘ tanto da essere stato sospeso dalla squadra rossoblu e costretto ad allenarsi da solo. La vicenda che riguarda il giovane Pietro Santapaola fu raccontata dall’avvocato siciliano Salvatore Silvestro, che interessò la giustizia civile e sportiva, sostenendo che il ragazzo venne “emarginato dalla squadra esclusivamente alla luce dei precedenti del padre”. L’avvocato presentò una denuncia ai carabinieri di Messina e trasmise gli atti anche alla Procura di Cosenza. Secondo l’avvocato, i primi giorni di marzo avrebbe ricevuto un messaggio nel quale era chiara la volontà del club di rescindere il suo contratto. Inoltre, la decisione, non gli fu comunicata dal presidente, bensì da altri dirigenti. Dopo che il caso finì su tutti i giornali, la società rossoblu e il presidente del Cosenza Calcio Eugenio Guarascio reintegrarono successivamente il calciatore.

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La Lega Imprese Sportive chiede la modifica del “Decreto Ristora Calabria Bis”

Fra le misure restrittive adottate dal governo regionale, compaiano soltanto le ASD/SSD con sede operativa nella Regione Calabria

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COSENZA – Dal 14 al 17 giugno 2021 le microimprese e le piccole e medie imprese calabresi che hanno subìto gli effetti dell’emergenza Covid-19 potranno fare domanda per ottenere il sostegno economico garantito dal “Ristora Calabria Bis”. Il Presidente Regionale della LIS, Teodoro Gioia, non può non denunciare quanto fra le misure restrittive adottate dal Governo Regionale, compaiano soltanto le ASD/SSD con sede operativa nella Regione Calabria e affiliate esclusivamente alla Federazione Italiana Nuoto e/o alla Federazione Italiana Nuoto Paralimpico che da almeno 3 anni svolgono attività agonistica. Ha ragione il presidente del CONI Calabria, Maurizio Condipodero, quando afferma che questo bando discrimina tutte le altre discipline sportive. La LIS tutta, vuole farsi portavoce dell’intera comunità sportiva calabrese, indignata per l’ennesimo provvedimento della giunta Spirlì che interviene sullo sport senza coinvolgere il nostro mondo, ma soprattutto assegnando ingenti risorse a una sola federazione.

L’iter travagliato di adozione del testo, fa presagire possibili ed auspicabili interventi correttivi. Il testo d’altro canto presenta alcune criticità ma anche dimenticanze che appaiono come meri refusi, tra queste la circostanza che non sia più indicata la cooperativa tra le forme giuridiche che possono essere adottate dalle società sportive dilettantistiche.
Aggiunge che è indubbio infatti, che tutte le discipline sportive, nessuna esclusa, hanno risentito delle chiusure causate dalla pandemia. “E’ un dato di fatto che le attività economiche negli ultimi mesi hanno visto precipitare vertiginosamente le entrate, pertanto tutti devono avere la possibilità di richiedere la concessione di un contributo a fondo perduto da cui partire per rimettersi in piedi. Parafrasando quanto già denunciato dal presidente del Comitato olimpico regionale preciso altresì che non possiamo accettare che le ASD affiliate a federazioni ed enti di promozione, ovvero una platea di migliaia di società, vengano escluse. Ci auguriamo che dopo questo ennesimo, gravissimo errore la giunta Spirlì agisca in autotutela, revocando l’avviso, per evitare di danneggiare il mondo dello sport ma soprattutto di compiere atti discutibili in termini di diritto. Resta in conclusione un fatto inconfutabile che tale provvedimento esclude circa il 90% delle ASD/SSD calabresi”.

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