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Cosenza, è la resa definitiva. I rossoblu crollano anche a Pisa, Serie C a un passo

I rossoblu crollano nuovamente e subiscono un altro pesante 3 a 0. La sqaudra ha messo di lottare prigioniera al proprio destino

Marco Garofalo

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PISA – Era una vera e propria partita da ultima spiaggia quella dei rossoblu, reduci da una settimana pesantissima e chiamati al successo, o comunque al risultato positivo, per non veder scappare via l’Ascoli, vittorioso ieri sera a Ferrara, per provare quanto meno a rimanere incollati alla speranza di disputare i play-out. Ed invece la gara dell’Arena Garibaldi si trasforma nell’ennesima disfatta per la sqaudra di Occhiuzzi, sconfitta nuovamente con un netto 3 a 0. I lupi rimediano la terza sconfitta consecutiva e scivolano sempre più in fondo in classifica, a 5 punti dai marchigiani, raggiunti in classifica dalla Reggina e con le porte della Serie C oramai ad un passo considerando che la prossima gara (il match con il Pescara è stato rinviato per covid) si giocherà ad Empoli contro la prima in classifica. In questo momento il Cosenza sarebbe già retrocesso in Serie C visto che hanno 5 punti di distacco dall’Ascoli.

Dopo aver colpito una traversa con Sacko ed aver disputato un discreto primo tempo, il Cosenza è letteralmente scomparso dal campo dopo aver subito in apertura di ripresa il vantaggio di Gucher, arrivato su un goffo errore difensivo. La rezione non c’è e come a Venezia la sqaudra scompare letteralmente dal campo. A metà secondo tempo arriva il raddoppio di Mazzitelli direttamente su punizione. Mentre Occhiuzzi cambia giocatori come fossero noccioline, il Pisa cala il tris con Marin a 3′ dal termine e mette in archivio un successo tanto meritato quanto pesantissimo per un Cosenza sempre più irriconoscibile e abbandonato al proprio destino.

Traversa di Sacko, Palombi si divora il vantaggio

Occhiuzzi, sulla graticola, prova il tutto per tutto cambiando 5 giocatori rispetto alla sconfitta di Venezia rispolverando Sacko in attacco, nel tridente con Carretta e Gliozzi. Pronti via e la prima occasione è del Pisa, con una girata dal limite di Mazzitelli che spara in curva. Pisa ancora pericoloso con un colpo di tacco volante di Palombi sul primo palo che finisce fuori. Al 13′, però, è il Cosenza andare vicinissimo al vantaggio con Sacko. L’attaccante francese raccoglie un cross di Corsi in area e gira di testa, Gori con uno strepitoso intervento riesce a deviare la sfera che si stampa sulla traversa.  Capovolgimento di fronte e conclusione di Vido nel cuore dell’area che non inquadra la porta. Due minuti dopo l’attaccante del Pisa scalda le mani a Falcone con un gran tiro dalla distanza. La partita è gradevole con il Pisa a fare gioco e il Cosenza pronto a ripartire in contropiede. Al 28′ l’occasione più pericolosa per i padroni di casa con Palombi imbeccato in area da Vido. L’attaccante si presenta a tu per tu con Falcone ma chiude troppo l’interno e la palla si perde sul fondo. Sale il baricentro del Pisa ma i rossoblu si rendono pericolosi con un colpo di testa di Tiritello largo e un’azione personale al 43′ di Carretta che, palla al piede, arriva alla conclusione murata da un miracoloso intervento di Caracciolo. È l’ultima occasione di un primo tempo comunque equilibrato che si chiude senza reti.

Subito Guher, la chiudono Mazzitelli e Marin

La ripresa si apre subito in salita per i rossoblu, visto che dopo appena 4′ minuti il Pisa trova il goal del vantaggio. Goffo intervento di Tiritiello, Gucher ne approfitta per prendere palla ed entrare in area, dove fa sedere con una finta Schiavi, e in diagonale batte Falcone che riesce solo a deviare la sfera che termina la sua corsa nell’angolo basso. Occhiuzzi toglie dal campo Shiavi, inserisce Tremolada schierando il Cosenza con un 4-3-2-1 nella speranza di aumentare il peso offensivo. Ma la mossa non sortisce gli effetti sperati anzi, i rossoblu così come avvenuto a Venezia, scompaiono dal campo e al 72′ subiscono anche il goal del 2 a 0. Intervento maldestro della difesa su un fallo laterale per il Cosenza e Sciudone che commette un ingenuo quanto inutile fallo al limite dell’area. Mazzitelli si incarica della battuta e con un destro preciso, aggira la barriera, insacca nell’angolo basso con Falcone immobile. Una mazzata per il Cosenza e per Occhiuzzi che a una decina di minuti dal termine effettua una triplo cambio cambio della disperazione inserendo Sueva, Kone e Trotta. Ma i rossoblu sono già negli spogliatoi e al minuto 84′ Marin cala il tris battendo Falcone con un preciso diagonale, dopo una bella triangolazione con Belli. È la resa definitiva di una squadra svuotata e totale in confusione.

 

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AC PISA 1909 (4-3-1-2): Gori, Birindelli, Caracciolo, Palombi (56′ Marconi), Meroni, Marin, Vido (67′ Belli), Quaini (46′ Siega), Gucher (87′ Mastinu), Beghetto (67′ Sibilli), Mazzitelli
Panchina: Perilli, Loria, Belli, Siega, Mastinu, Bechini, Sibilli, Lisi, Masetti, Marconi, Benedetti, Marsura
Allenatore: Luca D’Angelo

COSENZA CALCIO (3-4-1-2): Falcone, Corsi, Tiritiello, Carretta, Sacko (78′ Sueva), Schiavi (60′ Tremolada), Sciaudone (78′ Kone), Ba, Gliozzi (78′ Trotta), Crecco, Ingrosso
Panchina: Saracco, Matosevic, Idda, Bahlouoli, Bouah, Vera, Tremolada, Kone, Trotta, Antzoulas, Sueva
Allenatore: Roberto Occhiuzzi

Arbitro: Signor  Rosario Abisso di Palermo
Assistenti: Signor Enrico Caliari di Legnago e Signor Michele Grossi di Frosinone
IV Uomo: Signor Manuel Volpi di Arezzo

Ammoniti: Quaini (P), Ba (C), Sciaudone (C), Biridelli (P)
Espulsi:

Angoli: 3-5
Recupero: 2′ p.t. – 3′ s.t.

Note: Pomeriggio soleggiato a Pisa con una temperatura di circa 18 gradi. Terreno dell’Arena Garibaldi in buone condizioni, gara a porte chiuse per le disposizioni anti-covid

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Pirateria, blocco immediato per canali streaming che trasmettono la Serie B

Lo ha deciso il Tribunale di Milano dopo il ricorso della Lega Serie B aveva, nei giorni scorsi, depositato un ricorso cautelare nei confronti di alcuni servizi IPTV illegali

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MILANO – Blocco immediato di 16 indirizzi telematici attraverso i quali venivano trasmesse, in modalità live streaming, le gare del campionato della Serie BKT 2021/2022. La decisione è del Tribunale di Milano dopo che la Lega Serie B aveva nei giorni scorsi depositato un ricorso cautelare nei confronti di alcuni servizi IPTV illegali. La pronuncia, in via d’urgenza, ha individuato nella sistematica reiterazione della diffusione illecita dei contenuti un pericolo di ripetizione con conseguente ulteriore pregiudizio, a danno della Lega Serie B e dei propri licenziatari esclusivi, non solo in termini patrimoniali ma anche non patrimoniali (in primis la lesione all’immagine commerciale).

Si tratta del primo ricorso da parte della Lega Serie B contro un’attività di pirateria dal quale è stato ottenuto, da parte del Giudice, un ordine di blocco cosiddetto dinamico – rivolto ai principali fornitori di servizi di connettività italiani – che non solo riguarda gli attuali indirizzi di trasmissione illeciti ma anche tutti quelli che fanno e faranno riferimento ai network illegali indicati nel ricorso.

“C’è grande soddisfazione – è il commento del presidente della Lega Serie B Mauro Balata – perché è stato riconosciuto il grave danno subito, la necessaria tutela del prodotto e il ruolo dei licenziatari esclusivi. Per questo ringrazio il Tribunale di Milano ma anche i nostri partner televisivi che sono intervenuti ad adiuvandum, costruendo un vero e proprio gioco di squadra funzionale al buon esito del ricorso”.

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Gravina in Calabria “verso la capienza negli stadi al 75% da ottobre e poi al 100%”

Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, a Catanzaro dove è stata esposta la Coppa europea vinta dagli azzurri

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CATANZARO – “Ci stiamo impegnando, oggi c’è il Cts e tra oggi e domani dovrebbe venir fuori una nuova disposizione. Credo che gradualmente, per essere abbastanza realisti, si dovrebbe passare al 75% dai primi di ottobre per arrivare a breve al 100%”. Così il presidente della Figc, Gabriele Gravina, nel corso di una conferenza stampa a Catanzaro, dove è stata esposta oggi la Coppa d’Europa 2021 vinta dagli azzurri di Roberto Mancini. Il riferimento è al tema del possibile aumento della capienza negli stadi. “Sul tema delle curve ammassate – ha poi spiegato Gravina – la risposta è semplicissima: se stiamo parlando del 100% vuol dire che le curve saranno ammassate anche tra 10 giorni. Io voglio portare dei dati oggettivi: i campionati sono iniziati il 22 agosto al serie A e il 29 agosto gli altri campionati e prima ci sono state partite di Coppa Italia. Utilizzando sistema di controlli all’ingresso, con il green pass, la curva dei contagi è scesa drasticamente. Quindi la dimostrazione è che se lo sviluppo della pandemia, del virus ha un tempo tecnico di 7-10 giorni e dal 22 agosto c’è stata una diminuzione evidentemente – ha concluso il presidente della Figc – quella sorta di assembramento non genera effetti negativi, e io continuerei a essere particolarmente ottimista”.

“Riforma del calcio italiano necessaria”

“L’idea di fondo è legata a un’esigenza: il nostro calcio oggi è un calcio surriscaldato, si spende troppo perché il divario all’interno delle diverse categorie a livello di mutualità è altissimo” ha detto ancora il presidente della Figc Gabriele Gravina parlando della riforma del calcio italiano. “Tutti pensano – ha spiegato Gravina – che la riforma del calcio italiano passi dalla riforma dei campionati. La riforma dei campionati è indispensabile, ma se la riduciamo a una semplice operazione algebrica o matematica, non serve, basta trovare un ragioniere e un uomo di buon senso che taglia le società che riteniamo in maniera semplicistica eccessive rispetto al sistema professionistico o dilettantistico e la riforma è fatta. Non è la mia riforma: la mia riforma – ha aggiunto il presidente della Figc – è culturale. La cultura nel mondo dello sport e del calcio è uno degli elementi più complessi da costruire e su questo sto investendo energie. E’ chiaro che la riforma dei campionati serve. L’idea di fondo è legata a un’esigenza: il nostro calcio oggi è un calcio surriscaldato, si spende troppo perché il divario all’interno delle diverse categorie a livello di mutualità è altissimo, se pensiamo al rapporto 1 a 20 tra serie A e serie B, 1 a 10 tra B e C e infinito tra C e dilettanti. Si può andare avanti con una mutualità di questo divario assoluto tra le diverse componenti?” Secondo Gravina “il rischio è retrocedere e se retrocedi fallisci, la storia insegna che se retrocedi dalla B alla C su 4 società tre in un anno o due falliscono. Ora purtroppo questo virus sta cominciando a contaminare e contagiare la Lega di B, forse contamina la Lega di A. Allora – ha aggiunto il presidente della Figc – la preoccupazione è raffreddare il sistema con alcune fasce intermedie, e arrivare dal 2024-25 alla fusione che costituiremo con l’approvazione, spero, nel Consiglio federale di ottobre della riforma che prevede una C élite e una D élite, con una fusione nel 2024-25 tra la C élite e la serie B, per arrivare a una A, due B, poi la D élite che si fonde con la C, poi un mondo semiprofessionismo abbastanza allargato e poi il mondo del dilettantismo che sarà un dilettantismo vero e non più un professionismo di fatto. C’è la possibilità che ì man mano che si retrocede si ammortizzano una serie di oneri collegati alla mutualità, e il vantaggio sarà che la Federazione metterà a disposizione delle risorse ma chiederemo comunque un intervento governativo, perché serve una modifica della 91 per il semiprofessionismo e soprattutto da parte del governo – ha concluso Gravina – servono una serie di interventi a partire dall’apprendistato che noi rivendichiamo”.

“Ripristiniamo il divieto alla multiproprietà”

“Ripristineremo il principio dello Statuto federale che vieta qualunque forma non di controllo ma di partecipazione, anche dell’1%, così risolviamo definitivamente questo problema”  ha affermato il presidente della Figc rispondendo a una domanda sulle multiproprietà nel calcio. “Il 30 in Consiglio federale – ha riferito Gravina – noi porteremo una nuova norma. Daremo il tempo tecnico. Oggi ci sono solo due situazioni, potrebbero essercene altre ma non ce ne possono più essere. La Salernitana è già andata, quindi la Salernitana ormai deve risolvere il problema in tempi rapidi, e glielo auguro. Per quanto riguarda le due situazioni, che sono Verona-Mantova e Napoli-Bari, daremo un tempo tecnico – ha spiegato il presidente della Figc – per risolvere subito questo problema: comprendiamo che hanno già fatto degli investimenti quindi hanno avuto delle deroghe, non ci potranno più essere deroghe, non ci saranno deroghe. Ci sarà solo la possibilità di avere squadre nel mondo dilettantistico e nel professionismo, ma ripristineremo il principio dello Statuto federale che vieta qualunque forma non di controllo ma di partecipazione, anche dell’1%, così risolviamo definitivamente questo problema”.

“La Nazionale è un modello di attenzione ai giovani”

“C’è una norma internazionale sulla quale possiamo fare poco, possiamo solo lavorare per convincere le nostre proprietà, come lo stanno facendo, che è fondamentale valorizzare i nostri vivai” ha detto ancora il presidente della Figc, Gabriele Gravina con riferimento alla possibilità di porre un limite al numero degli stranieri nelle squadre di serie A. “La Nazionale – ha aggiunto Gravina – lo sta facendo, noi lanciamo tantissimi giovani: credo che oggi la Nazionale italiana sia un modello, un modello che ha convinto tantissime squadre oggi a cambiare approccio e atteggiamento nella loro programmazione a livello di investimenti. Purtroppo noi possiamo agire solo in una direzione, d’accordo con il governo e con il Coni, limitare gli extracomunitari, ma a livello di comunitari – ha sostenuto il presidente della Figc – possiamo fare molto, molto poco”.

“Folle che il calcio sia ancora governato da una legge dell’81”

“Può il calcio, uno dei settori più importanti del nostro paese, essere governato dalla sua legge fondamentale che ha 40 anni?” Ha chiosato il presidente della Figc.”Noi – ha aggiunto Gravina – non dovremmo neanche chiederli, gli aiuti di Stato, perché quando un settore come quello del calcio impatta sul Prodotto interno lordo in maniera così decisa, quando perde 1,2 miliardi, quando ha un impatto negativo da pandemia, pari al 18%, che è il doppio della media degli altri settori economici che è dell’8,9, capite che non dovremmo neanche chiederglielo. Dovremmo soltanto dire: ‘siamo qui, siamo in difficoltà, aiutateci’. Non abbiamo chiesto aiuto, come sapete, sotto il profilo del ristoro, noi abbiamo chiesto gli studenti tecnici legislativi per poterci autodeterminare“. Gravina ha poi osservato: “Noi abbiamo chiesto di modificare la legge 91, una legge del 1981: ma può il calcio, uno dei settori più importanti del nostro paese, essere governato dalla sua legge fondamentale che ha 40 anni? A me sembra una follia, e non è per il calcio, quella disciplina lo sport: ma vi sembra normale? Allora qualcuno forse dovrebbe un attimo avere un sussulto di orgoglio e pensare non di concentrare l’attenzione sul lavoro sportivo: non si risolve il problema dello sport italiano abolendo il vincolo sportivo. Noi siamo i primi ad andare incontro alle esigenze dei nostri tesserati come fa il Coni ma il problema non è lì, il problema è complessivo: il mondo del calcio, il mondo dello sport oggi versa 1,3 miliardi di gettito fiscale al nostro governo, quindi – ha rilevato il presidente della Figc – il calcio italiano riceve un euro di contributo e gliene restituiamo 17,3. Questa è la situazione. Abbiamo chiesto al governo di non bearci soldi ma di metterci nelle condizioni di lavorare, dio poter dare una risposta concreta alle forme di investimento. Vi sembra norma che in tutt’Italia ci sono progetti per gli stadi ci vogliono anni? A me non mi sembra normale bloccare gli investimenti. Gli investimenti è ricchezza per il Paese, significa rimettere in moto il paese. Noi chiediamo solo una cortesia: fateci lavorare, fateci investire, dateci gli assumenti perché possiamo autoriformarci. Perché non devo avere la figura del semi-professionista? Questa – ha concluso Gravina – è la sveglia che dobbiamo consegnare ai nostri interlocutori”.

 

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È un Cosenza sballo, battuto anche il Crotone. Rossoblu mai così in alto in classifica

Decide una magia di Carraro a metà secondo tempo che fa esplodere il Marulla. È un Cosenza che sa soffrire e vincere

Marco Garofalo

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COSENZA – Il Cosenza vince ancora e manda in estasi gli 8mila del Marulla, tanti quanti ne potevano entrare questa sera. La squadra di Zaffaroni, al termine di una partita sofferta e complicata, soprattutto nel primo tempo, dove accusa il pressing costante dei pitagorici, trova la soluzione vincente nei cambi all’intervallo con gli ingressi di Millico e Corsi e fa suo il derby contro il Crotone grazie ad una punizione gioiello di Carraro al 76′ che con un sinistro al bacio, insacca la palla nel sette con Contini immobile che fa esplodere lo stadio. Il goal annienta il Crotone, pericoloso solo sullo zero a zero con Benali, che non riesce mai a rendersi pericoloso e dopo 7′ minuti di recupero, il triplice fischio che fa partire la festa al Marulla per un a squadra che ha ritrovato il suo fortino, mai così in alto in classifica in serie B nell’epoca Guarascio. Niente male!

Dopo aver scontato il turno di squalifica, Palmiero si riprende il posto da titolare in mezzo al campo, per una formazione che Zaffaroni non cambia di una virgola. Si gioca in un Marulla praticamente da tutto esaurito, per quelli che sono i posti disponibili all’interno dello stadio per le disposizioni anti-covid: poco più di 8mila spettatori. Sfruttando la velocità tra le linee e l’imprevedibilità di Kargbo, è il Crotone a fare la partita per tutto il primo tempo, con un pressing feroce che costringe i rossoblu sulla difensiva. Sy soffre maledettamente le incursione di Kargbo a destra, Situm quelle di Benali dall’altra parte. Gli quali mettono in area un paio di palloni pericolosi sventanti dalla difesa del Cosenza, che non riesce a proporre soluzioni offensive, costretto tropo spesso a ricorrere ai lanci lunghi facile preda della difesa pitagorica. Solo attorno alla mezz’ora Gori riesce a ricevere palla e a concludere dalla distanza, ma la sua conclusione finisce in curva Sud. Il Crotone dal canto suo, nonostante la mole di gioco e di possesso palla, non riesce praticamente mai a impensierire in modo serie Vigorito e il primo tempo si conclude sullo zero a zero.

La ripresa si apre con un cambio tra le fila del Cosenza. Fuori Caso e Sy e dentro Millico e Corsi. Proprio l’attaccante scuola granata  si fa vedere subito con una conclusione di destro bloccata da Contini. Al 57′ la prima vera grande occasione del match la crea il Cosenza, con un missile in diagonale di Vaisanen che termina di un niente alla destra di Contini rimasto immobile. Al minuto 63′ il secondo assistente di linea, la signora Francesca di Monte si fa male e il gioco rimane fermo per cinque minuti. Alla ripresa, al minuto 68′, il Crotone costruisce la sua occasione goal con una conclusione al volo di Benali che Vigorito disinnesca con un tuffo alla sua sinistra. Entra Eyango per Boultam e il centrocampista del Cosenza porta un pò di vivacità in mezzo al campo. E proprio da una suna incursione nasce il fallo al limite che porta i rossoblu al vantaggio. Punizione gioiello di Carraro che con  un sinistro meraviglioso aggira la barriera e fa morire la palla nel sette con Contini immobile. Un goal che fa esplodere il Marulla e che spezza le gambe al Crotone che mai riesce a rendersi pericoloso. Dopo 7′ minuti di recupero la festa per un Cosenza che sa soffrire e vincere.

 

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COSENZA CALCIO (3-5-2): Vigorito, Carraro, Rigione, Boultam (69′ Eyango), Gori, Caso (46′ Millico), Tiritiello, Vaisanen, Sy (46′ Corsi), Palmiero, Situm
Panchina: Saracco, Matosevic, Corsi, Pandolfi, Kristofferson, Venturi, Pirrello, Gerbio, Millico, Vallocchia, Minelli, Florenzi, Eyango
Allenatore: Marco Zaffaroni

FC CROTONE (3-4-1-2): Contini, Nedelcearu, Canestrelli, Paz, Giannotti (69′ Mogos), Vulic (69′ Zanellato), Estevez, Molina (59′ Sala 91′ Oddei), Kargbo (59′ Maric), Benali, Mulattieri
Panchina: Festa, Sargo, Cuomo, Visentin, Mondonico, Donsah, Oddei, Zanellato, Sala, Mogos, Schirò, Maric
Allenatore: Francesco Modesto

Arbitro: Signor Daniele Chiffi di Padova
Assistenti: Signori Domenico Palermo di Bari e Francesca Di Monte di Chieti
IV Uomo: Signor Valerio Maranesi di Ciampino
SALA VAR: Signori Aleandro Di Paolo di Avezzano e Damiano Margani di Latina

Ammoniti: Giannotti (K), Sy (C), Benali (K), Canestrelli (K), Zanellato (K)
Espulsi:

Angoli: 1-4
Recupero: 1′ p.t. – 7. s.t.

Note: Pomeriggio gradevole e dal clima praticamente estivo a Cosenza, con una temperatura di circa 26 gradi. Terreno del Marulla in ottime condizioni. Stadio praticamente sold out, presenti poco più di 8mila spettatori, con circa 300 tifosi del Crotone sistemati nel settore ospiti.

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